Franco Colombo confermato al vertice di Confapi

L'imprenditore Franco Colombo

Dopo otto anni alla guida dell’associazione, Franco Colombo è stato confermato presidente di Confapi Varese, realtà di riferimento delle Piccole e medie Industrie del territorio con oltre mille associati. Colombo, classe 1973 e una laurea in Economia aziendale, proviene da una famiglia di imprenditori del settore tessile e ha fondato nuove attività nel campo dell’intrattenimento e dei servizi innovativi all’impresa con investimenti effettuati nel territorio della Provincia di Varese.

A decidere la sua elezione per acclamazione gli stessi imprenditori che nel pomeriggio di venerdì hanno manifestato la fiducia a Colombo ed eletto 15 elementi del Consiglio direttivo. La notizia arriva contemporaneamente alla sua nomina a vicepresidente di Confapi nazionale.

Una scelta all’insegna della continuità che premia il lavoro e l’impegno svolto al servizio di quelle Pmi che costituiscono la spina dorsale dell’economia del Varesotto. Franco Colombo si trova quindi al timone dell’associazione ininterrottamente dal 2004 e lo sarà per altri 3 anni. Oggi però quello che conta è la sfida nuova che Colombo ed il rinnovato direttivo si preparano a intraprendere.

Una sfida che deve fare i conti con una crisi mai vista prima e che richiede massima attenzione nelle scelte da compiere:”Sono orgoglioso per la fiducia rinnovatami in questo momento complicato per il mondo associativo e ringrazio i colleghi del Direttivo che mi affiancheranno – commenta Franco Colombo -. Sarà sicuramente un impegno non facile con l’obiettivo principale di lavorare con ancora maggiore impegno al servizio di Confapi”. Di certo, dal 2004 ad oggi ne è passata molta di acqua sotto ai ponti:”All’inizio del mio mandato si parlava di sviluppo e crescita, oggi di crisi, licenziamenti, lavoro che manca e imprese che chiudono”.

Senza che ancora siano arrivate contromisure rilevanti:”In 10 anni il mondo è cambiato e chi doveva adeguare i meccanismi, leggi il mondo della politica, non l’ha fatto – dice Colombo -. Le imprese hanno dovuto arrangiarsi da sole e hanno capito che nessun “cavaliere bianco” potrà salvarle. La mancanza delle decisioni politiche ha fatto la differenza nel fare impresa in Italia rispetto che in altri Paesi Europei. Servono più risposte e meno proclami”.

Quello che oggi serve alle Pmi per ripartire Franco Colombo torna a sottolinearlo:”Serve porre le basi per una maggiore competitività. E poi il credito, lo sviluppo la flessibilità del mondo del lavoro che non significa licenziare, bensì poter seguire le esigenze di mercato. E poi chiediamo meno sprechi, meno burocrazia e una riforma che renda più snella l’architettura dello Stato”.

Nell’attesa, per “tamponare” la crisi assistendo le proprie Pmi il lavoro di Confapi Varese continuerà nel solco già tracciato:”Presenteremo occasioni di sviluppo e di export; agevolazioni; assistenza fiscale, sindacale e tributaria – dice Colombo -. In modo particolare ci teniamo a presentare le agevolazioni rivolte alle Piccole e medie imprese e le opportunità con l’estero che non significa invitare le aziende da andarsene da qui, ma ad internazionalizzare”.

Infine un augurio rivolto al futuro:”Cosa mi aspetto alla fine del mandato del 2015?. Quello che conta è che a quel tempo si possa parlare di sviluppo e posti di lavoro in più”.

Gli eletti al Consiglio direttivo: Vittorio Ballerio; Ambrogio Cason; Pasquale Catalfamo; Mauro Ceretti; Mario Cesaroni; Maurizio Colombo; Candido Manzoni; Pierdavide Montonati; Ernesto Piotti; Gianbattista Pirola; Iwan Pizzi, Davide Ravazzani; Mirko Reto; Albino Rossi e Marco Vanoli.

 

2 luglio 2012
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi