Varese

A Varese boom di baraccati. Lo svela il censimento

Prima tranche di dati relativi al 15° Censimento Istat della popolazione e delle abitazioni. Un primo assaggio di informazioni che scattano un’istantanea sulla nostra provincia, con percentuali sui residenti, sulle famiglie, sulle abitazioni, ma anche sugli stranieri che hanno deciso di abitare sul nostro territorio. La presentazione dei dati si è svolta questa mattina negli uffici della Prefettura di Varese. Come ha ricordato il prefetto Giorgio Zanzi, affiancato dal vicesindaco di Varese, Carlo Baroni, “è stato un lavoro durato un anno, e che è largamente gravato sui Comuni”. Dunque “se si è lavorato rapidamente, è stato merito dei Comuni, dopo un’adeguata preparazione e grazie alla loro sensibilità”.

A proporre i primi dati ancora provvisori e non definitivi, comunque approssimati per difetto (per i dati definitivi bisognerà aspettare il 2014), Lia Coniglio dell’Istat, accompagnata da Elena Longoni. In Provincia di Varese , secondo il censimento appena concluso, risiedono 873.241 persone, di cui 423.395 maschi e 449.846 donne, con in media più di 51 donne ogni 100 abitanti. Ma qui viene la prima notizia: secondo il censimento il capoluogo batte, per una differenza di 50 residenti, Busto Arsizio, 79.959 residenti varesini contro i 79.909 residenti bustocchi (ma come dice la responsabile dell’Istat “sono cifre che potrebbero ballare ancora”). Se i due Comuni più popolosi, oltre i 50.000 abitanti, sono Varese e Busto Arsizio, il più piccolo è Duno con 161 residenti, subito seguito da Curiglia con Monteviasco con i suoi 190 residenti.

Sempre la Coniglio sostiene che secondo i dati raccolti, si è assistito ad una concentrazione di abitanti nei Comuni superiori ai 10 mila abitanti, ossia in 21 Comuni su 141 della nostra provincia. In questi Comuni dimora il 55,6% della popolazione, mentre il restante 44,4% vive nei Comuni con meno di 10 mila abitanti. In generale è aumentata la popolazine di 60.764 persone rispetto al Censimento  2001, così come le famiglie sono aumentate nel Varesotto da 320.900 a 368.012 (+12,8%). Nel frattempo, però, i nuclei famigliari si sono ridotti in termini di componenti, passando in 10 anni da una media di 2,5 a 2,4.

Ma il dato più eclatante è senza dubbio quello che riguarda la rilevazione degli edifici. In provincia se ne contano 190.313. Di questi sono 160.001 residenziali e 399.620 abitazioni, di cui 362.227 occupate da persone residenti e 37.393 occupate da non residenti o vuote. Sono dunque 41.437 abitazioni in più rispetto al 2001. Ma ciò che più lascia esterrefatti sono le famiglie che hanno dichiarato, nella nostra ricca provincia, di abitare in baracche, roulotte, tende: sono 1126 queste famiglie, e rivelano come la crisi abbia fatto esplodere questo fenomeno, che nel lontano 2001 riguardava appena 135 famiglie. Come ammette la stessa responsabile del Censis, “un dato che è una spia dell’odierno assetto della nostra società”.

Altro dato di grande interesse, quello relativo agli stranieri residenti nella nostra provincia. In dieci anni, come avverte la responsabile Censis, a livello nazionale e regionale si è registrato un triplicamento di stranieri regolari in dieci anni. Secondo l’Istat, la nostra provincia – ma i dati ancora non sono ancora disponibili – ha seguito lo stesso trend: dai 23.392 del 2001, gli stranieri regolari a livello provinciale potrebbero essere attorno ai 60.000, un dato, questo, che peraltro risulta anche alla Questura di Varese, come ha sottolineato il Prefetto Zanzi.

Ma non tutti hanno accettato di rispondere ai questionari Istat. Come racconta il Prefetto Zanzi, “alcuni appellandosi al diritto alla privacy, e chi impugnando ragioni vagamente politiche”. Sono circa 100 i provvedimenti formali di diffida avviati dalla Prefettura di Varese, che potrebbero concludersi con sanzioni da 516 a 2200 euro. Per quanto riguarda il Comune di Varese, come ha ricordato la funzionaria Silvia Carabelli, sono almeno una cinquantina i verbali di contestazione.

2 luglio 2012
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