Varese

“Varese Cinema”, un noioso talk show senza nome

Un momento del talk show di Varese Cinema

Da sempre “cuore” della manifestazione dedicata al cinema, si è svolto ieri il talk show di “Varese Cinema”, una kermesse che, anno dopo anno, mostra rughe e ripetizioni. Format ormai obsoleto, senza colpi d’ala, il Comune farebbe bene a pensare a qualcosa di diverso per il prossimo anno, non ripetendo stancamente la stessa formula.

Ma torniamo al talk show. Forse il momento, insieme ad alcuni dibattiti, tra i meno graditi dai varesini. Spettatori sono arrivati, certo, ma sono restate parecchie sedie vuote, e si sono svuotate ulteriormente dopo i primi interventi dal palco. Mancava la verve della prima edizione, mancava la curiosità della seconda, ma in compenso tanti erano i dubbi e gli interrogativi in tutti coloro che passavano dalla centralissima piazza. “Ma di cosa si tratta?”, domandavano in tanti. “Che manifestazione è?”, si chiedeva qualche incerto, potenziale spettatore. Presto è stato svelato il mistero: a differenza che in passato, sotto, di fianco, dietro al palco, non campeggiava “Varese Cinema”, il logo dell’iniziativa era sparito dall’iniziativa. Nessuna indicazione che quello era il vero “cuore” della tanto amata kermesse varesina.

Quanto al palco, i due conduttori, Diego Pisati, ottima firma della Prealpina e punto di riferimento per tutti noi che ci occupiamo di cultura e spettacoli, e Vesna Zujovic, bella e brava collaboratrice del medesimo quotidiano al suo debutto, nulla hanno potuto per risollevare le sorti di un dibattito che ha visto i vari protagonisti promuovere l’ultima serie televisiva, l’ultimo spettacolo, oppure dare sfogo a noiosi riferimenti relativi alla loro biografia più o meno legata al territorio. Di più ci aspettavano dal simpatico Pietro Vagli, nelle vesti di “disturbatore”. Ma con una scontata domanda al sindaco Fontana (in prima fila, insieme all’assessore Angelini), la faccenda si è chiusa lì. Ma davvero era possibile “disturbare” una iniziativa così ufficiale?

Il talk show ha conosciuto anche momenti di breve interesse. E’ stato il caso di Gianmarco Tognazzi che, dopo una serie di noiosi interventi noiosi su fiction finite in edicola con dvd ed elogi poco convinti della provincia, è intervenuto sullo stato comatoso del Paese, sulla “tv cannibalesca” che ha fatto disastri, su un Paese poco coraggioso e incapace di puntare sulla cultura come vero motore dello sviluppo. Ma, da quest’ultimo punto di vista, era come parlare di corda a casa dell’impiccato.

Gradevole l’intervento musicale di Chiara Zocchi, che ha proposto qualche sua canzoncina francese che eccheggiava lo stile di Carla Bruni. Ma anche sulle sue note si è èpresto posato il tedio e lei se ne è finita in vetrina alla Libreria del Corso, con i suoi concerti di una sola canzone per una sola persona. Con il suo cappellino e con una faccia un po’ così, da cui traspariva la domanda: ma io, qui, che ci sto a fare?

 

- FOTOGALLERY

1 luglio 2012
© RIPRODUZIONE RISERVATA

12 commenti a ““Varese Cinema”, un noioso talk show senza nome

  1. ester il 1 luglio 2012, ore 09:40

    e sì che ci sta a fa re C.Zocchi e tutti gli altri purtroppo pagati coi soldi pubblici.Che senso ha questa manifestazione con proiezioni di film che oggi tutti possono vedere in mille modi?Il senso di far buttare via un’altra volta 40.000euro!!!Eppure l’anno scorso c’erano state polemiche,interrogazioni in Consiglio Comunale sull’inutilità e il basso livello culturale dell’evento.Niente, tutto inutile sempre avanti così.Pongo all’ass.Ghiringhelli la stessa domanda posta da un lettore al consigliere Moroni.Ma a lei piace sprecare il denaro pubblico?E poi tutti gli altri politici dov’erano mentre si organizzava sì ameno e dispendioso intrattenimento?Anna Biasoli

  2. abramo il 1 luglio 2012, ore 11:41

    ma un dettaglino di questi 40.000 euro?

  3. Pedro il 1 luglio 2012, ore 14:24

    Anche questa volta il Direttore di varesereport risulta essere persona attenta ed equilibrata.
    Riguardo alla pacatezza del Vagli, credo abbia rispecchiato e rispettato il sobrio successo dell’evento.
    Forse però chi ha scritto l’articolo non si è fermato a sufficienza per apprezzare l’intervento di una persona del pubblico che (incalzata dallo stesso Vagli) ha avuto pensieri e parole di elogio per il Tepsi, per Yor Milano, per Ugo Tognazzi e per la trasparenza e la correttezza del figlio Gianmarco.
    Peccato!

  4. a.g. il 1 luglio 2012, ore 15:05

    Accogliamo la precisazione e confermiamo l’impressione complessivamente deludente dell’appuntamento…

  5. Mentino il 1 luglio 2012, ore 16:37

    Questa manifestazone è uno scandalo e davvero sarebbe il caso di capire meglio dove finiscano i soldi che tutti noi ci mettiamo. Troppi per quello che è il risultato, chissà cosa c’è dietro. E poi chissà perche proprio quando si festeggiano i 25 anni di cinema, forse è stato questo il regalo del Comune? 40.000 euro come regalo di compleanno per i 25esimo? Io ci sono stao qualche volta e non è mai stato bello.

    Chiarite per favore dove sono i soldi, se ci sono responsabilità vanno individuate e gli assessori perche non rispondinio a noi cittadini?

    SPero che si faccia luce davvero.

    Gianni

  6. ester il 1 luglio 2012, ore 17:42

    aPedro.Ma le pare logico che un Comune spenda 40.000euro per una manifestazione in cui, fra l’altro, si potevano “apprezzare le parole di elogio di una persona del pubblico”su personaggi vari; questa,in dibattiti pubblici,è una cosa a costo zero,non c’è bisogno di organzzare un evento.E poi un evento sul cinema o sulla letteratura,o si fa bene o non si fa.Sui film ho già detto sopra,ma anche le letture di testi di T.Guerra erano discutibili;chiunque poteva farlo,a quel modo, e pure gratis.Il dibattito culturale è un’altra cosa.Mi spiace di essere così critica sulla mia città o su persone che tentano di fare qualcosa,ma sui politici e chi li sostiene o ne è sostenuto non mi spiace proprio.40.000 euro non dimentichiamolo!Ass.Ghiringhelli non c’è risposta?Spero non sia troppo gravato da impegni,magari sara lei a doversi occupare diAgrivarese che trasformerà i nostri bei giardini estensi in unagrande stalla.Si riposi un po’,a volte certe cose è proprio meglio non farle!AnnaBiasoli

  7. Jane Bowie il 2 luglio 2012, ore 10:04

    Ho la sensazione che questo festival non ha ancora deciso cosa vuole fare da grande. Rivedere grandi classici (come Lang ai giardini e Risi in piazza) è una cosa che ha un suo valore, portarli fuori dal cineforum e la custode dvd e portarli in piazza dove l’ignaro passante possa venire contaggiato. Lo scopo sembra appunto essere la nostalgia di una grandezza persa – se si proietta Risi e si parla di Guerra, è forse il sintomo che l’attuale industria cinematografica non vale nemmeno un appuntamento aperitivo? Se non si riesce a proiettare film attuali, parlare di grandi sceneggitori attuali, invitare artisti valore internazionale attuali (con eccezioni, stimo la strada che si sta facendo Tognazzi in teatro) non ha senso di parlare di un festival del film. E’ una festa di “come eravamo”, valida certo (qualcuno nega il valore di una mostra di Caravaggio?) ma non può rappresentare un contributo allo stato dell’arte qui e ora.

  8. Jane Bowie il 2 luglio 2012, ore 10:05

    PS Precisazione – Lang era proiettato come parte di EsternoNotte, organizzato dal FilmStudio90 che valorosamente, annaspando per mancanza di “ossigeno”, tenta di proiettare film di interesse tutto l’anno, senza grandi kermesse o appuntamenti in piazza.

  9. sandro sardella il 2 luglio 2012, ore 12:56

    sono stato totalmente assente a tale kermesse .. ma senza entrare nel merito della qualità dell’evento .. da comune cittadino:: .. è possibile conoscere
    una “lista della spesa” ..???? questi 40.000 ieuri come son stati ripartiti .. quali i costi etc etc .. blablabla .. un poco di trasparenza eviterebbe dicerie .. oppure mostrerebbe incapacità .. non occulatezza nello spendere denari pubblici .. e visti i tempi .. economici politici kulturaliiiiiiiiiiiiiiii … ( lecito scrivere: .. “In attesa di un Vs. gentile riscontro. Distinti saluti. … ) ..

  10. Luca il 2 luglio 2012, ore 16:21

    Carissimi,
    le risorse per la cultura sono importanti e mantenere una quota anche in tempo di crisi pare decisamente una cosa lodevole. Varese cinema pare in ogni caso veramente una proposta sovradimensionata rispetto alle risorse spese.
    A questo punto vorremmo sapere quanto viene destinato alle altre manifestazioni culturali varesine… per il premio chiara? per esterno notte? per black&blues? per il festival cortisonici? per il teatro a sacromonte? per il festival giallo organizzato al castello di masnago? perché se Varese cinema si prende 40000 euro e gli altri le briciole allora diciamo che c’è un grande grande problema di equità e distribuzione.

  11. Alessandro il 2 luglio 2012, ore 22:26

    Forse dietro le critiche c’è solo il: perché non me lo hanno fatto fare a me?
    I nomi degli intervenuti, qui, e in altri articoli la dico lo lunga.
    Forse se un pezzo dei 40 fisse andato un po’ a tutti, media compresi, tanto livore non ci sarebbe.
    Un po’ di sincerità ci vuole.
    P.s. Per Jane Filmstudio 90 si è preso un bel pezzettone dei 40, altro che senza ossigeno. Leggete i documenti ufficiali, sono atti pubblici, non ci vuole Derrik.

  12. a.g. il 2 luglio 2012, ore 23:30

    Be’ a Varese è un po’ così: essere consapevoli e critici diventa “livore”…ma per favore…

  13. luca il 3 luglio 2012, ore 00:06

    sarebbe interessante capire il costo pro-capite della manifestazione. quanti spettatori ci sono stati? 1000 in totale? varese cinema una manifestazione costata 40 euro a partecipante…. come un concerto di Bruce Springsteen insomma. forse è il caso di partire da questo per valutare la reale portata dell’iniziativa. il resto sono parti tecniche (chi si è diviso cosa) che onestamente interessano poco.

Rispondi