Milano

Ora la Lega è nelle mani del Grande Bobo

Roberto Maroni, neo segretario della Lega Nord

E’ finita come previsto: ora è Roberto Maroni a guidare il treno disastrato del Carroccio. Una ledership coltivata in questi mesi di dure vicende, con le Procure che perquisivano e le elezioni che finivano male, ma anche con provvedimenti draconiani richiesti da Maroni e poi attuati dal triumvirato, di cui Maroni era primus inter pares. Ora, il congresso federale, che praticamente ha messo da parte il fondatore della Lega, Umberto Bossi, fa partire una fase nuova, quella che Maroni ha definito della Lega 2.0.

L’ex ministro dell’Interno è stato eletto segretario per alzata di mano al Forum di Assago. Il voto è stato espresso a scrutinio palese. ”Statemi vicino – ha detto Maroni -. Ho cominciato come militante e voglio che mi consideriate come un militante che momentaneamente ricopre un incarico da fare tremare le vene”. Lui stesso ha subito tranquillizzato i veneti, dicendo che il consiglio federale verrà riunito e in settimana sarà nominata la squadra che affiancherà Maroni: tre vice con il numero due del partito, il vicario, espresso dal  Veneto.

Intervenendo Maroni aveva ribadito che la sua Lega è “senza tutele, senza commissariamenti, senza ombre e con il coinvolgimento di tutti. Io vorrei che da domani si ricominciasse a lavorare tutti insieme: chi è qui per lavorare sarà benvenuto, chi è qui per chiacchierare a vanvera può andarsene domani mattina. Noi non siamo contro l’Europa e contro l’euro, a condizione che si possa creare una nuova Europa”

Da parte del neo-segretario ha confermato che via da Roma sarà la strada, nel senso che per Maroni è necessario “lasciare tutte le poltrone romane”. Un impegno tutto da vedere, considerata l’insignificanza che avrebbe il Carroccio senza presentarsi alle elezioni nazionali.

All’avvio dell’ultima giornata del Congresso  i delegati hanno approvato per alzata di mano un nuovo Statuto proposto dal Consiglio federale. C’é stata una larghissima maggioranza sul testo che regola la gestione del movimento e che da oggi tra l’altro affida il ruolo di presidente a vita ad Umberto Bossi e rende la Lega una confederazione (non più una federazione) in modo da garantire maggiore autonomia decisionale delle varie anime territoriali.

 

1 luglio 2012
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