Assago

Bossi se la prende con i barbari sognanti (e Tosi)

Umberto Bossi

Interviene Bossi al congresso federale del Carroccio al Forum di Assago. E agita gli argomenti di sempre, che confermano come nella Lega ci sia chi non riesce a stare con i piedi per terra ed accettare il declino. Ed è ossessione-complotto.

Nell’intervento di Bossi domina il complottismo, dove, naturalmente, entrano dietrologie e servizi segreti. “Qualcuno ha aperto la fortezza della Lega dall’interno, e c’è stato l’attacco della magistratura”, dice il Senatur. E poi continua: “Faccio fatica a credere che il nostro uomo (Belsito, ndr) fosse legato alla ’ndrangheta. Se era così chi lo sapeva, doveva dirlo. I servizi segreti dovevano dirlo”.

Insiste Bossi, dicendo che A Roma hanno voluto “fare fuori quelli che pensano all’indipendenza della Padania. Tutto ciò che è avvenuto nella Lega è stato deciso a tavolino”, sottolinea Bossi. Poi la battuta che ha già fatto il giro della Rete. “Se pensavano che la Lega morisse non hanno capito che la politica si fa con le idee che camminano sulle gambe degli uomini. Tutti voi, anche se mancassi io, fareste quel che avrei fatto io”.

Dura la polemica del fondatore della Lega sui “barbari sognanti”, i leghisti che agitavano le scope alla serata dell’orgoglio leghista, il 10 aprile, a Bergamo. “Quelli che alzano le scope, farebbero meglio a non alzarle troppo”. E poi arriva un potente siluro: “Ce n’è uno che il suo autista, invece di farlo pagare al Comune, lo fa pagare alla Lega”. Secondo qualcuno il riferimento sarebbe al sindaco di Verona, Flavio Tosi.

Ma c’è un episodio da stigmatizzare: alcune centinaia di militanti leghisti hanno fischiato il presidente della Repubblica.  La contestazione è partita quando dal palco il capo delegazione al Parlamento Ue, Francesco Speroni, ha criticato Giorgio Napolitano per il suo intervento in tema di riforme. Speroni ha concluso dicendo: “al Capo dello Stato non piace la democrazia, a noi invece sì”.

1 luglio 2012
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