Varese

Mille pagine per il Cenacolo dove debuttò il Senatur

Da sinistra, due past president del Cenacolo, Tino Rossi e Natale Gorini, e l'attuale presidente Tediosi

Non può passare inosservata l’opera presentata ieri pomeriggio presso Villa Recalcati, sede della Provincia di Varese, dal titolo “I Stràa d’ra Puesìa”. Un volume che raccoglie una serie di poeti bosini, che scrivono versi in dialetto. Un’operazione realizzata dal Cenacolo dei Poeti e Prosatori Dialettali Varesini e Varesotti, sì questo è il titolo piuttosto roboante dell’associazione che ha curato il volume, un’associazione, peraltro, aderente alla Famiglia Bosina di Varese. Il volume è stato presentato ieri dall’attuale presidente del sodalizio, Enrico Tediosi, il primo autore che appare, con i suoi versi, nell’antologia.

Ciò che però colpisce sono le dimensioni del volume, che raccoglie i componimenti dialettali di una trentina di autori: il volume conta infatti 1100 pagine, e sulla copertina sono stati riprodotti i loghi delle tre istituzioni che hanno contribuito a realizzarlo, Regione Lombardia, Provincia di Varese e Comune di Varese. Un volume, dunque, realizzato – così pare – con il contributo di enti pubblici, e che è stato realizzato in 500 copie che saranno distribuite in tutte le biblioteche.

Le oltre mille pagine sono aperte da un contributo dello stesso Tediosi che ricostruisce la storia del Cenacolo dei poeti varesini, fondato il 24 dicembre 1976, e che vide tra i fondatori il grande Salvatore Furia, il “papà” del Centro geofisico prealpino. Ma nelle pagine che aprono il volume non vediamo invece comparire il nome di Umberto Bossi, il Senatur che scrisse alcuni versi (certo non da antologia) in dialetto, e che partecipò al Cenacolo tra il ’76 e l’82.

 

30 giugno 2012
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Un commento a “Mille pagine per il Cenacolo dove debuttò il Senatur

  1. GERVASINI MARIA il 26 ottobre 2013, ore 12:41

    Vorrei sapere se il volume si trova solo nelle biblioteche pubbliche o se può essere acquistato per una ‘biblioteca di casa’, per un’appassionata di dialetto bosino. Anche solo considerando l’impegno profuso per la realizzazione, penso ad una pubblicazione fatta ‘ad hoc’.

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