Varese

La Provincia spinge a uniformare la differenziata

Presentata la necessità di un modello omogeneo per la raccolta rifiuti: da sinistra, Malnati (Aspem) e Marsico (Provincia)

L’impegno della Provincia di Varese a supporto delle performance ambientali dei Comuni del proprio territorio continua, in vista dell’ambizioso obiettivo del 65% di raccolta differenziata da raggiungere entro fine anno, come prescritto dalla normativa nazionale in tema di rifiuti.

Dopo l’istituzione di tavoli di lavoro tra i principali gestori rifiuti pubblici e privati presenti a livello provinciale, che ha portato alla definizione del Modello Provinciale Omogeneo, contenente le indicazioni ottimali da applicare a livello comunale, per l’organizzazione del sistema di raccolta rifiuti, in grado di innalzare le performance ambientali e con esse le rese di raccolta differenziata, Provincia di Varese ha messo a disposizione 94.000 €, all’interno di un bando di finanziamento dedicato, grazie al quale sono in corso di attivazione azioni di omogeneizzazione al modello provinciale da parte di 19 Comuni.

Esse modificheranno – aggiungendo maggior confort ed informazione – le modalità di gestione differenziata dei rifiuti di più di 260.000 abitanti della provincia, ovvero circa un terzo dei residenti, trovando attuazione al più entro i primi mesi del 2013.

Parallelamente al lavoro di attivazione del bando, l’Osservatorio Provinciale Rifiuti ha svolto un lavoro di analisi e di concertazione contattando i Comuni ed i gestori delle raccolte, ed identificando tra le principali problematiche che limitano il raggiungimento del 65% di raccolta differenziata le seguenti: mancata diffusione capillare del modello omogeneo di raccolta, compresa la dotazione ai cittadini di tutti gli strumenti comodi per l’effettuazione delle raccolte differenziate; limitata diffusione delle campagne di sensibilizzazione per i cittadini, che li rendano consapevoli dei risultati raggiunti e che indichino chiaramente le modalità di effettuazione delle raccolte differenziate; improprio utilizzo dello strumento dell’assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani, che provoca un aumento delle quantità di rifiuto indifferenziato; scarsa diffusione dello strumento della tariffa puntuale come incentivo all’effettuazione della differenziata ed alla riduzione del totale dei rifiuti; presenza di una gestione non ottimale dell’affidamento del servizio di igiene urbana, con molte situazioni di piccoli Comuni non consorziati tra loro, e quindi con singolo appalto; problematicità nell’implementazione del modello omogeneo nelle zone con particolarità territoriali (turistiche, montane).

L’Osservatorio Provinciale Rifiuti ha pertanto predisposto un nuovo strumento, in grado di attivare produttivamente altri Comuni nel rinnovamento delle proprie raccolte differenziate, in modo da erodere il più possibile i pochi punti percentuali che ci separano da quota 65%.

 

28 giugno 2012
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