Varese

A Varese morde l’inflazione con aumenti a +17%

Tra il 2002 e il 2011 in provincia di Varese i prezzi sono aumentati del 17,4%, il che equivale a una media annuale dell’1,74%. E’ questo uno dei dati che emergono da un’analisi condotta dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio sul tasso di inflazione a livello locale e pubblicata sul sito www.osserva-varese.it. Ad aumentare maggiormente sono state le bevande alcoliche e i tabacchi, i cui prezzi sono cresciuti del 50%. Seguono, sicuramente con un peso maggiore sul budget delle famiglie, i rincari del capitolo di spesa che include le abitazioni, l’acqua, l’energia e i combustibili. Questi ultimi infatti sono cresciuti del 34,6% a causa dell’aumento dei costi energetici e del prezzo della benzina. Non indifferente anche l’aumento del 31,8% che hanno subito i trasporti.

Più contenuti nel decennio, invece, gli incrementi di costo per i servizi sanitari (+5,6%), l’abbigliamento e le calzature (+3,1%). Sono poi addirittura calati i prezzi dei servizi di comunicazione (-25%) probabilmente grazie ad una maggiore concorrenza nel settore e allo sviluppo di nuove tecnologie.

I dati relativi ai primi mesi del 2012 non segnalano una decelerazione nell’aumento dei prezzi che si mantiene attorno al 2.6% per Varese. Una percentuale però inferiore al dato italiano del 3,3%. E proprio e livello nazionale sembra emergere il pericolo recessione unita all’inflazione. Mentre negli anni negativi del ciclo economico (2007 e 2009) l’incremento dei prezzi evidenziava picchi al ribasso, secondo il tradizionale binomio “crescita-inflazione”, nonostante la difficile situazione economica nel 2011 la stessa inflazione non ha rallentato. Si sta insomma alimentando il problematico binomio “recessione-inflazione”.

Entrando nel dettaglio, si scopre che lo scorso anno l’aumento dei prezzi in Italia – come in tutti i Paesi dell’area euro – è stato principalmente causato dalle tensioni registrate sui mercati internazionali delle materie prime: sia quelle energetiche con il petrolio in primis, sia quelle industriali come pure quelle alimentari. Un altro fattore è stato il deprezzamento della moneta unica che ha generato un ulteriore aggravio dei costi di approvvigionamento delle materie prime. In Italia, inoltre si sono aggiunti gli aumenti delle accise sui carburanti e l’incremento dell’Iva ordinaria dal 20% al 21%.

Varese non è sfuggita alla spirale inflazionistica e alle difficoltà della produzione. L’aumento della disoccupazione si è abbinata a un’inflazione crescente che nel 2011 è risultata quasi doppia rispetto all’anno precedente (il 2,3%  contro l’1,2% del 2010).

Un’inflazione ancora crescente rischia di avere effetti negativi sui consumi e sui redditi delle famiglie già colpiti dagli effetti della crisi. Così a Varese, nel 2010 (ultimo dato disponibile), il reddito disponibile per famiglia pro-capite era di 16.234 euro, in diminuzione rispetto all’analogo dato del 2007, quando era di 17.512 euro. La variazione in quattro anni è di oltre 1.200 euro (-7,3% a Varese e -2% in Italia), mediamente circa 300 euro ogni dodici mesi, effetto diretto della crisi che purtroppo in alcuni casi si somma alla perdita dell’occupazione o alla riduzione delle ore lavorate.

 

27 giugno 2012
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