Lettere

Terziario e controlli

Come l’Ispettorato del Lavoro l’anno scorso in occasione della Fiera di Varese aveva scovato oltre una decina di lavoratori non in regola, recentemente la Guardia di Finanza ha trovato nelle ispezioni svolte in “decine di locali della provincia (e nel capoluogo in pieno centro, all’ombra del campanile del Bernascone) irregolarità di ogni genere, dall’assunzione del personale (anche minorenne) in nero

fino alla totale evasione fiscale”.

Sulla stampa locale di martedì 19 i rappresentanti di Confesercenti e Ascom hanno espresso il loro stupore, plaudendo all’operato della Guardia di Finanza, ma invitando a “non fare di ogni erba un fascio”.

Se determinati comportamenti scorretti per la logica non possono essere addebitati a tutta la categoria dei ristoratori, i dati forniti dal Cles  provinciale (Comitato per il lavoro e l’emersione del sommerso) relativamente al 2011 rispetto al comparto del terziario (a cui appartiene la ristorazione ) segnalano che su 1183 aziende ispezionate 697 sono risultate irregolari, per una percentuale pari al 59% di irregolarità.

Notoriamente il comparto del terziario è ad alta intensità di forza lavoro occupata, per cui si può comprendere perché l’attività degli organi ispettivi gli dedichi una particolare attenzione, in quanto l’affinamento delle tecniche ispettive tende ad individuare laddove si sommano sottofatturazione e conseguente evasione fiscale e contributiva, lavoro nero, ecc.

Infatti, l’attività complessiva degli enti ispettivi (Ispettorato del Lavoro, Inps, Inail, ecc.) ha interessato nel 2011 ben 2.774 aziende del nostro territorio, di cui 1.799 sono risultate irregolari, per una percentuale irregolarità pari al 65%; 4.159 sono stati i lavoratori irregolari individuati, di cui 1.461 completamente in nero.

Pertanto, nonostante vi siano “tanti modi per assumere personale anche in via temporanea” e considerato che il numero delle imprese operanti nel territorio sono oltre 65.000, i dati forniti dagli organi ispettivi confermano la qualità raggiunta dall’attività ispettiva, che solo se potenziata attraverso un cospicuo incremento degli organici può contribuire a contrastare con maggior decisione quel lavoro sommerso e in nero che ci vede primeggiare in Europa.

Anche perchè l’incidenza del lavoro sommerso e in nero è equivalente alla somma di qualche finanziaria, e va a pesare, purtroppo, sui contribuenti onesti ed in particolare pensionati e pensionate, nonché lavoratori e lavoratrici.

Gian Marco Martignoni

membro CGIL del C.L.E.S. provinciale

 

26 giugno 2012
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