Varese

Cittadinanza al Dalai Lama, l’ultima trovata leghista

Il Dalai Lama

Prima era uscita su Facebook, poi è stata ufficializzata in Consiglio comunale dal capogruppo del Carroccio, Giulio Moroni. La Lega Nord ha proposto di conferire la cittadinanza onoraria di Varese al Dalai Lama, “in nome della nonviolenza e dell’autodeterminazione dei popoli”. Una proposta che qualche esponente Pd giudica “un trappolino”. Una proposta che arriva dopo il rovinoso scivolone di Pisapia a Milano, che si è piegato a pressioni “made in China” in vista di Expo. Fin troppo facile, ad alto rischio di demagogia, la proposta leghista, di proporre la cittadinanza per l’autorità civile e religiosa del popolo tibetano. Eppure qualche risultato lo ha ottenuto.

Varese non ha mai avuto un buon rapporto con le cittadinanze onorarie. E’ stata conferita alla grande poetessa Alda Merini, per dimenticarla subito dopo. E’ stata conferita all’ex presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga, ma non è mai stata consegnata. Ora è arrivato il momento del Dalai Lama, che con la sua presenza a Milano ha spinto il sindaco Pisapia a fare una figuraccia, ottenendo l’unanime dissenso della città. Per presentare la mozione in Aula questa sera, Moroni ha volato alto, scomodando persino Budda, il “rivoluzionario Budda”, di cui il Dalai Lama sarebbe una reincarnazione.

Eppure un risultato la mossa leghista l’ha subito ottenuto: spaccare le opposizioni. Dice di no il capogruppo del Pd, Fabrizio Mirabelli, che a sua volta ha presentato una mozione per consegnare ai figli di immigrati “un attestato di cittadinanza”. “Diciamo di no alla richiesta leghista, a meno che non ci diano la disponibilità a ragionare sulla nostra richiesta”. Favorevole alla richiesta, invece, Rocco Cordì, consigliere comunale di Sel. “Non solo esprimo la condivisione, ma ricordo come a Milano siano stati calpestati i diritti. Firmo in modo convinto”.

25 giugno 2012
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3 commenti a “Cittadinanza al Dalai Lama, l’ultima trovata leghista

  1. rocco cordì il 26 giugno 2012, ore 20:43

    Solo per ribadire la mia adesione convinta al testo della mozione e fare qualche precisazione. Per me valgono i contenuti e non le furbate. Comunque su temi così delicati mi scandalizza di più l’indifferenza. A mio parere Pisapia ha commesso un grave errore, ma non ho detto che “a Milano sono stato calpestati i diritti” ho detto che “non è la prima volta e non sarà, purtroppo, l’ultima che i diritti umani vengono calpestati in nome della ragion di stato o degli interessi economici”. In questa occasione ha contato di più la minaccia cinese di disertare Expo 2015.

  2. bruno belli il 27 giugno 2012, ore 10:27

    Caro Cordì, Lei fa parte dell’espressione politica,quindi, lo dico senza polemica, mi creda, posso comprendere che, dal lato umano, Lei affermi quanto sopra, e concordo che i diritti umani sovente siano calpestati da quelli economici (qualche cosa in tale ambito, in differente misura e maniera, mi pare che accada anche in Italia, in questo periodo, ma sono tutti troppo preoccupati a dichiarare la “bontà” di alcune delle scelte del governo centrale).
    Ma mi stupisco che Lei non rammenti che le ragioni della politica, di fatto, la quale deve confrontarsi direttamente con l’economia, arrivino prima di quelle dell’individuo.
    Non era Napoleone III che affermava – Lui stesso scandalizzato – che “la politique n’a pas d’entrailles”, non ha viscere?

  3. rocco cordì il 27 giugno 2012, ore 19:18

    Purtroppo, Sig. Belli, se la politica non ha più voce in capitolo è proprio perchè accettando il “primato dell’economia” ha dimenticato la “dimensione umana e sociale del vivere civile”. Le motivazioni del mio impegno in politica sono saldamente ancorate all’idea che senza giustizia sociale e pienezza di diritti non si va da nessuna parte…..e la politica, appunto, dovrebbe essere in grado di produrre proprio questo. Se invece per politica si intende affermare la legge del più forte o esibirsi nel teatrino che, ahimè, ci tocca sorbire anche a Palazzo Estense, allora devo confessarLe che quella idea di politica non mi appartiene per nulla. Cordiali saluti.

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