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Pd: Formigoni se ne vada. Un appello alla Lega

Si scatenano le opposizioni alla notizia, diffusa dal quotidiano di via Solferino, che il presidente della Regione, Roberto Fornmigoni è indagato dalla Procura di Milano. Scende in campo il Pd. “Chiediamo che Formigoni distingua il suo ruolo personale da quello istituzionale: che si possa difendere dalle accuse, ma faccia anche un passo indietro da presidente della Regione Lombardia”, parole del capogruppo del Pd, Luca Gaffuri, sull’inchiesta a carico del governatore.

Forte l’appello del Pd alla Lega Nord. “Chiediamo alla Lega – aggiunge il capogruppo Gaffuri – di prendere una posizione chiara di fronte ai nuovi eventi e di prendere le sue responsabilità, dato che esprime l’assessore alla Sanità”.

 

23 giugno 2012
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7 commenti a “Pd: Formigoni se ne vada. Un appello alla Lega

  1. cittadinosuperpartes il 23 giugno 2012, ore 18:11

    Maroni qui si gioca la reputazione, Il Trota a preso le briciole e’ stato cacciato a calci in culo Vediamo che scusa trova per tenere in piedi Formigoni. Salvini dall’alto della sua nuova carica che dice un Trota non vale un Formigoni?

  2. ester il 24 giugno 2012, ore 20:22

    Veramente il Trota si è preso una buonuscita,se non sbaglio,di 40.000euro e quindi se la ride dei nostri bei discorsi su onestà,competenza ecc.A Varese i partiti si sono spartiti le nomine nelle municipalizzate,senza pudore più o meno le stesse persone, magari proprio quelle(vd Aspem reti)con pessimi risultati alle spalle.Ma noi cittadini che ci stiamo a fare?È tutto un gioco di potere fra di loro.Forse non dovremmo votare più nessuno!

  3. Ange il 25 giugno 2012, ore 10:49

    A dire il vero i leghisti sono gli ultimi che dovrebebro sputare sentenza. Che pensino a quello che hanno fatto loro, prima di sputare sempre nel piatto in cui mangiano e hanno mangiato da anni.
    E poi, perchè non si parla anche di quello che di buono fa il governo Formigoni e dell’eccellenza della sanità lombarda????

  4. giulio moroni il 25 giugno 2012, ore 12:21

    personalmente Formigoni mi è sempre piaciuto (come amministratore si intende) e credo che il suo lavoro come governatore della Lombardia sia stato fin qui eccellente, tanto che noi tutti viviamo in una Regione “virtuosa” e ben organizzata (anche se, per carità, tutto è migliorabile nella vita). la “sanità” ne è un esempio, proprio quella sanità che da noi tutto sommato funziona, ma che pare possa diventare la buccia di banana sulla quale la magistratura intende far scivolare Formigoni. siamo quindi al paradosso. che è un paradosso amaro, perchè molti colleghi di Formigoni, governatori delle Regioni del sud che creano voragini nei bilanci e non sanno far funzionare la sanità, sono belli freschi al loro posto mentre i cittadini devono emigrare per farsi curare il Lombardia. ma la sanità non è che un esempio. mentre il paradosso resta e conferma che la magistratura ad orologeria ha iniziato il conto alla rovescia: prossimo obiettivo la Regione Lombardia. per questo dico no all’appello del PD e chiedo a Formigoni di resistere, resistere, resistere.

  5. ester il 25 giugno 2012, ore 15:12

    Non c’è nessuna magistratura ad orologeria.Ogni tanto questa tesi, che è stata ed è ampiamente utilizzata da Berlusconi e ultimamente anche daBossi,ricompare in tutta la sua assurdità.Ma che interesse avrebbe la magistratura ad accanirsi su certi politici?I magistrati possono sbagliare e certo non sono aiutati dalla farraginosità del ns.sistema giudiziario che,alla fine,favorisce i potenti che coi loro superavvocati ne sfruttano le infinite possibilità.A che scopo i magistrati si sarebbero inventati le avventure finanziario-erotiche di Berlusconi o quelle padane delTrota?Quanto all’eccellenza sanitariadella regione Lombardia penso che costi cara con tutti i vari accrediti a strutture private difficili, peraltro, da verificare e che comunque x i lati positivi sia da ascrivere più al contesto storico-sociale che a meriti dei politici.Anche xFormigoni non vedo che senso abbia parlare di magistratura ad orologeria.AnnaBiasoli

  6. bruno belli il 25 giugno 2012, ore 16:06

    Il consigliere comunale varesino Giulio Moroni, quando avesse un po di tempo, dovrebbe farsi un giro all’Ospedale di Circolo di Varese.
    Infatti, nonostante i cosidetti bilanci virtuosi, o, forse, per questi Giani a due facce – ci sono reparti nei quali il personale infermieristico è insufficiente a garantire sempre anche servizi minimi. Ho un amico in degenza in questo periodo ed è una realtà toccata con mano, quindi.
    Basterebbero, nel caso cui mi riferisco, due o tre elementi in più, secondo il dire degli infermieri stessi.

    Allora la questione è un’altra e molto chiara: nessuno desidera che si sperperi il denaro pubblico e ben venga, quindi, un bilancio virtuoso.
    Tale bilancio, però, sembra non cinsiderare gli stipendi da favola che la Regione paga ai DG (Direttori generali), i quali, come “manager”, sono messi a gestire il ssitema ospedaliero per contenere gli sprechi. Salvo il fatto che nessuno dell’amminsitrazione Regionale, e del Governo, sembri considerare che suddetti stipendi dei direttori Generali, sono alcune delle cause dei costi della sanità. Così come lo sono di altrettanti qualificati manager in dipendenza del settore pubblico che percepiscono stipendi da “Mille e una notte”.

    Possibile che un DG, la cui responsabilità è un lavoro semplicemente amministrativo, debba percepire, per forza e per amore, stipendi con quattro (4) zeri?

    In questo clima di questa Italia sempre più serva dei detentori di Capitali (ovvero, Potere effettivo, chè, pare, quello politico sia stato spazzolato ampaimente, dal mese di novembre 2011, nel male e nel bene) ove tutto si taglia, s’evince che il suddetto taglio va sempre a cadere com maggiore e pericolosa frequenza sul cittadino, su colui che dovrebbe usufruire del servizio e che, per questo servizio, paga le tasse (che, in passato andavano chissà dove ed ora, sembra servano per coprire gli interessi dei debiti italiani).

    Almeno si abbia la compiacenza e la vergogna di non definire la sanità lombarda “virtuosa”, ma, semplicemente “bifronte”, con due pesi e due misure.
    E non è populismo, che abborro E senso logico, che, purtroppo, è da almeno 20 anni che è stato mandato in cantina.

  7. giulio moroni il 25 giugno 2012, ore 17:13

    beh, forse l’amico belli dovrebbe andare a farsi un giro all’ospedale di crotone e poi ne riparliamo. comunque, per tranquillità di belli, io l’ospedale di varese penso di conoscerlo piuttosto bene, avendo fatto parte della cosiddetta “commissione ospedale”, una commissione consiliare ristretta che nello scorso mandato si è occupata di interfacciarsi con il d.g. bergamaschi. è stata una commissione bipartisan, composta da tre elementi in rappresentanza di maggioranza e minoranza, che ha preso a cuore il mandato ed ha visitato reparti e strutture, parlato con dirigenti, medici ed infermieri, per concludere la propria attività con un documento condiviso (incredibilmente) dall’intero consiglio comunale. quindi nella mia vita ho fatto anche questo, spendendo tempo gratuitamente per la nostra città. fatta la doverosa premessa e dato a me stesso atto che parlo a ragion veduta sull’argomento, non accetto che si parli male della sanità lombarda solo per pregiudizio nei confronti degli amministratori e neppure accetto che si finisca sempre col citare gli stipendi favolosi dei manager che si occupano di sanità. ho detto nel precedente intervento che tutto è migliorabile e quindi anche la sanità così come il mondo stesso, ma esiste anche la possibilità della riforma in peius, basterebbe trapiantare in lombardia qualche politico o manager del sud di questo lungo paese. poi io non metto più la mano sul fuoco per nessuno, per carità, ma ciò non toglie che trovo intollerabile questo continuare a parlare male di tutto e di tutti, soprattutto quando l’argomento è un servizio pubblico che – se è pur vero che paghiamo, perchè la sanità la paghiamo – rimane pur sempre una caratteristica quasi unica dello welfare italiano. e non è detto che potremo permettercelo ancora per tanto. senza dimenticare le migliaia di donne e uomini che con passione ed impegno dedicano la loro opera a qualcosa che non è certo paragonabile a guidare un treno. ma forse arriverà grillo ed allora dopo i politici ci hanno fatto piangere, arriveranno quelli che ci faranno ridere e nasceranno così, improvvisamente, più ospedali del sorriso. state bene, se potete.

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