Varese

Con “Bella Ciao” Varese saluta Bruna Brambilla

Agostinelli solleva l'immagine di Bruna

C’è commozione e nostalgia in quell’ultimo canto con cui la sala Piramide in piazza De Salvo dà l’ultimo saluto a Bruna Brambilla. Il canto è “Bella ciao”, note e parole che evocano la Resistenza, intonato da “I giorni cantati”, un  gruppo che ha offerto ai presenti canti popolari e del lavoro. Note che giungono a conclusione di un pomeriggio dedicato all’amica e alla compagna di strada di tanti, Bruna Brambilla, scomparsa all’improvviso. Coordinato da Rocco Cordì, il pomeriggio ha visto intrecciarsi i ricordi e i saluti dei varesini che hanno frequentato Bruna, l’hanno conosciuta come insegnante, come sindaco, come instancabile promotrice di iniziative culturali.

La sala si affolla da subito di tanti amici che altrettanti partecipanti all’iniziativa devono stare fuori, nello spiazzo davanti alla Piramide. Si scusa Cordì: “Ci scusiamo con i tanti che sono restati fuori e non possono ascoltare da amplificatori quello che stiamo dicendo. Abbiamo dovuto organizzare tutto in pochissimo tempo”. Parla, Cordì, della “Bruna di piazza De Salvo, e questo è il luogo in cui si riassume felicemente il senso di un percorso e di una vita davvero eccezionali. E’ qui che abbiamo voluto ricordare Bruna, il suo sorriso, il suo impegno”.

Viene il momento dell’intervento di Mario Agostinelli, una lunga esperienza nel sindacato e in politica, compagno di una vita di Bruna. Ricorda il momento in cui si sono conosciuti, la militanza comune, le gioie e le sconfitte di una vita passata insieme. “Bruna resta viva grazie ai fatti che ci ha regalato”.  Davvero commuovente l’intervento della figlia Lucia, che sottolinea “il dolore e la rabbia” provati negli ultimi giorni. “negli ultimi giorni abbiamo conosciuto una Bruna nuova. E se voi volete incontrare Bruna, cercatela ovunque, andando a camminare, in chiesa, un bicchiere di vino”.

Si sono succeduti interventi e letture, ricordi e parole dedicate a Bruna Brambilla. Tra i tantissimi interventi quelli di Rosa Romano, per Auser naazionale, e di Sergio Veneziani, per l’Auser regionale. Ci sono i ricordi della regista Anna Bonomi e della professoressa Margherita Giromini, gli interventi dei sindcalisti Ivana Brunato e Umberto Colombo, con interventi canori che vengono proposti dal gruppo “I giorni cantati”. Molti gli interventi di amici di Venegono Superiore, che ricordano le tante iniziative di carattere sociale e culturale realizzate dalla Brambilla. “Dopo di lei – dice una venegonese – tutto è finito”.

Resta sconcertante l’assenza in sala, tra tanti varesini, degli amministratori locali, assessori e sindaco.

 

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20 giugno 2012
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