Varese

New media, all’Insubria s’impara il mestiere

Da sinistra, Foti, Spiriti, Bonvecchio, Vaccari e Minazzi

C’era una volta “Giost”, il giornale web realizzato nel 2008 da un gruppo di docenti del Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione e dagli studenti dell’Università dell’Insubria. Ora quest’ultima ci riprova, come è stato annunciato questa mattina nel corso di una conferenza stampa che ha presentato le nuove iniziative, tra cui anche una nuova rivista. Come dice Claudio Bonvecchio, filosofo e presidente del Corso di laurea, il corso di laurea magistrale in Scienze e tecniche della comunicazione si presenta, per il prossimo anno accademico, sotto una veste completamente rinnovata: un indirizzo professionalizzante – come sottolineato nel sottotitolo: “Giornalismo e nuovi media” – con la vocazione per il web.

Come ricorda Bonvecchio, sono due i pilastri di questa iniziativa: “un background professionalizzante e non puramente teorico, e l’unione sinergica con l’Ordine dei giornalisti”. Quale l’obiettivo dell’Insubria? Quello, come sottolinea Ezio Vaccari, presidente vicario del Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione, “combinare un taglio umanistico con il dialogo con le discipline tecnico-scientifiche”. Un corso che prevede diverse modalità: lezioni frontali, seminari, esercitazioni pratiche in redazione, con un’attenzione rivolta soprattutto a riviste web, web tv, radio streaming.

Apertura ai new media, ben venga davvero. E che un’università si misuri con questo fronte, è cosa ottima. Il lucido Franz Foti, docente di Comunicazione pubblica e istituzionale, sposta i confini dl discorso ancora più in là: dice che l’Insubria si sta impegnando per ottenere la possibilità di rendere sei mesi del corso validi per accedere poi all’esame di Stato. E poi candida l’Insubria a centro di formazione permanente per operatori della comunicazione dato che è in vista un decreto del governo che rende la formazione permanente obbligatoria per i professionisti (ivi inclusi i giornalisti). E, colpo finale, l’annuncio di una rivista (speriamo non noiosissima): “Rivista della comunicazione. Comunicazione rivista”. Bene. Vedremo.

A conludere la presentazione anche tre validi docenti dell’Insubria: Antonio Orecchia, docente di Storia contemporanea; Fabio Minazzi, docente di Filosofia Teoretica; Andrea Spiriti, docente di Storia dell’Arte. Professori che sottolineano le diverse sfaccettature del ruolo del comunicatore oggi. Ma l’ultima parola l’ha avuta, con una saggezza che gli deriva dalla lunga esperienza, Marco Francioso, giornalista Mediaset, che ha parlato della possibilità per giovani di qualità di farsi strada nell’insidioso mondo mediatico. Anche se è spesso la politica a fare assumere e a far fare carriera. Non è così? Alla domanda il preside Bonvecchio sorride. E allarga le braccia.

 

19 giugno 2012
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Un commento a “New media, all’Insubria s’impara il mestiere

  1. Boz il 20 giugno 2012, ore 14:37

    Ma dove ci si deve rivolgere?

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