Caravate

L’organo Franzetti torna a suonare a Caravate

L'organo restaurato

Dopo tre anni di restauri, torna all’attività un importantissimo organo storico della Provincia di Varese, il più grande costruito in Italia dalla ditta Franzetti che lo terminò nel 1849 per Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista in Caravate. L’importanza dello strumento, oltre che strettamente musicale, sta nella portata storica: si pensi che l’unico organo più grande di questo, appartenente alla ditta “Giovanni Franzetti e figli”, si trova in Canton Ticino.

Il restauro a cura della “Bottega Organaria Dall’Orto & Lanzini” è terminato nei primi mesi di quest’anno ed ora, domenica 24 giugno, alle 21, tornerà a risuonare per il pubblico, sotto le mani esperte di Marco Cadario, il noto pianista, fortepianista ed organista varesino che ha fatto dell’interpretazione con strumenti d’epoca l’aspetto precipuo della professione. Per il programma, tra l’altro, Marco Cadario ha scelto un repertorio adatto storicamente all’organo, spaziando all’interno dell’ampia rosa d’autori italiani che si dedicarono con continuità allo strumento tra i secoli XVIII e XIX, ed in particolare su Padre Davide da Bergamo sul quale Cadario ha condotto studi per più anni.

Afferma, infatti, Cadario di aver voluto “analizzare soprattutto lo stile di scrittura di questi compositori realizzabile anche su altri strumenti a tastiera come i fortepiani. Per questo ho scelto per questo concerto un programma totalmente italiano, essendo tra l’altro questo l’unico ambito in cui vorrei propormi come interprete all’organo, senza travalicare nelle composizioni dei grandi tedeschi e francesi, le cui esecuzioni ritengo sia corretto lasciare a coloro che dell’organo fanno lo strumento principale della carriera artistica”.

L’organo di Caravate, da vedersi, oltre che da ascoltarsi, è situato in cantoria lignea, sopra l’ingresso della chiesa. Si presenta racchiuso in una cassa “a muro” verniciata con tinta a smalto chiara e col fronte suddiviso in 5 specchiature con arco a tutto tondo. Il prospetto presenta tre ordini inferiori con 36 canne di stagno. La cassa è arricchita con lesene di gusto neoclassico.

Costruito nel 1849 da “Giovanni Franzetti e Figli, Organari in Intra”, lo strumento ha la tipologia classica degli Organi Lombardi dell’Epoca, con trasmissioni meccaniche, somieri a vento ed altre caratteristiche proprie dell’epoca.

In un documento conservato nell’Archivio Storico del Comune di Caravate e risalente all’anno 1852 si parla del “…grandioso organo di questa Parr.le, eretto nel 1849 con private oblazioni…” e si tratta effettivamente di un “grandioso organo”.

Dal documento della Deputazione Amministrativa del Comune di Caravate inviato all’“I.R. Sig. Commissario Distrettuale di Cuvio”, si evince la “giustificazione” per aver deliberato lo stipendio annuo di Lire 200 ad un maestro organaro e si trovano, inoltre, preziose notizie tra le quali anche che, grazie alle private elargizioni dell’intera comunità caravatese, Giovanni Franzetti ed i suoi figli Giuseppe Antonio e Tobia, tutti nati a Gemonio, quindi poco distante da Caravate, ma operanti ad Intra, nello “Stato Sardo”, dove avevano intravisto maggiori possibilità lavorative, “si prestarono gratuitamente pel suono ed occorrente manutenzione a tutto il successivo 1850…”.

Giuseppe Franzetti mantenne l’incarico fino al febbraio 1853, quando gli subentrò un Mascioni, certamente appartenente alla nota famiglia organara valcuviana, fino al 1863, quando fu effettuato un lavoro di riordino e di pulizia molto importante da parte di quel Giacomo Mascioni, l’organaro di Cuvio (1811-1896) iniziatore della celeberrima dinastia organara che è da considerarsi la più antica d’Europa tuttora in attività. Altro lavoro di restauro, pur non conoscendone l’autore, fu effettuato nel 1927, prima di giungere all’attuale.

Giova, infine, ricordare che si sono tenuti sull’organo Franzetti concerti di notevole rilevanza, tra i quali due eccezionali per qualità: il 21 ottobre 1978 il maestro Giancarlo Parodi, invitato dalla Parrocchia di Caravate, si esibisce con composizioni di Haendel, Galuppi, Stanley e Padre Davide da Bergamo; l’11 settembre 1982 si tiene un concerto di Mario Duella nell’ambito della manifestazione “Antichi organi: un patrimonio da salvare” con musiche di Bach, Luchesi, Cervellini ed altri autori italiani del Settecento. Ora, il testimone passa al caravatese Marco Cadario.

Bruno Belli

 

18 giugno 2012
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