Lettere

Esami di Stato, ripensiamoli

Cambiano i tempi, addio buste di carta, le tracce per gli esami di maturità 2012 saranno inviate dal ministero via email. Il “Gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità,” confortato da ben 558 firme di insegnanti e presidi, ha rilanciato  l’appello: “Noi ci
impegneremo per far sì che gli esami si svolgano in un clima sereno, e nel rispetto della legalità, equità e imparzialità

a tutela del prestigio della scuola italiana”.

Speriamo che questa iniziativa spinga un po’ tutti a mantenere su un piano decoroso e regolare questo esame 2012, potrebbe essere un segnale positivo per incominciare dalla scuola a recuperare quella dimensione etica che la società sembra aver smarrito in questa triste stagione di “passioni tristi.” Ma gli esami di Stato, com’è noto,  da anni suscitano discussioni e pongono in modo  insistente alcuni  interrogativi: “ Ma
questi esami di Stato così come sono stati  istituzionalizzati, servono ancora? E’ utile  mantenerli con questa formula?

Penso che gli esami siano un momento importante nella vita di ciascuno di noi e in particolare dei giovani. Sono riti di passaggio che devono scandire la varie fasi della fanciullezza, della preadolescenza e dell’ adolescenza e della maturità, e quindi possono aiutare a preparare i giovani alle sfide più impegnative che la dura vita riserverà loro in futuro. Dove intervenire per ridare un minimo di dignità a questo esame?  Prima di  rispondere al quesito chiediamoci: com’è articolato un esame di Stato oggi ? in quali prove? La legge di riforma degli esami di Stato, insieme con il regolamento e i decreti attuativi, contiene profonde innovazioni rispetto al passato e richiedono importanti trasformazioni
nelle attività di studio.

Le innovazioni investono in particolare la prima e la terza prova scritta e riguardano anche il colloquio, ma per l’economia di questa mia riflessione mi concentrerò solo  sulla  terza prova, il colloquio e la relativa “tesina. Il colloquio, dove lo studente è invitato a presentare  un
argomento a scelta o relazionare su una ricerca o un progetto da lui svolto, richiede adeguate competenze linguistiche  e di organizzazione scritta e di esposizione di contenuti, che  spesso la scuola non è in grado di assicurare a tutti. La terza prova, di competenza della commissione, comprende prove strutturate o semi – strutturate che non appartengono alla tradizione italiana e molti  professori ministeriali ed universitari che spesso le preparano le lasciano piene di incongruenze ed errori. Cose non diverse ho potuto osservare in qualità di esaminatore esterno ed interno durante le prove di maturità cui ho partecipato, ma anche come aggiornatore d’insegnanti. Nelle prove preparate dai professori accadono cose analoghe, anche se  non sempre, ma succede di frequente; personalmente ho visto di tutto: quesiti ambigui, altri passibili di
più risposte quando si richiedeva di barrare l’unica corretta; prove senza distraenti; domande in alcune discipline di spessore culturale più impegnative rispetto ad altre che richiedevano un tempo maggiore, con il risultato che spesso i candidati erano costretti a raffazzonare le risposte ecc.; penso che una maggiore oculatezza nella preparazione di queste prove non guasterebbe.

E che dire delle cosiddette “tesine”? Salvo lodevoli eccezioni vengono per lo più copiate da Internet, acquistate e/o  preparate da varie associazioni, che le stampano in serie per i propri aderenti. E’ un vero peccato perché l’elaborazione di una “tesina”, se seguita con amore ed impegno dai docenti della classe, come succede con i bravi insegnanti, può essere un’ utile  e propedeutica, pratica in vista della più impegnativa tesi di laurea. In sede di valutazione conclusiva poi la maggioranza dei docenti è in genere poco incline a considerare l’esame come una prova in sé distinta ed autonoma rispetto a ciò che ha fatto lo studente nel corso degli ultimi anni; e questo è sbagliato perché l’esame deve accertare la maturità raggiunta dal candidato alla fine della sua esperienza educativa e non essere una ripetizione dello scrutinio di giugno. Invece un mese dopo a luglio chi di noi non ha constatato che i nostri alunni, facendo appello a tutte le loro potenzialità, sono riusciti ha fare un salto di maturazione, dando il meglio di loro stessi? A questo punto, nel ringraziare i tanti meritevoli colleghi impegnati negli esami, ed augurare un affettuoso in “bocca al lupo” ai maturandi, suggerendo loro, se non hanno di meglio, di servirsi del “Vademecum per la
prima prova scritta,” redatto dal sottoscritto per RMFOnline (W.W.W.rmfonline.it) il periodico di questa settimana, che
precede le prove, al fine di fornire agli studenti, impegnati con gli esami, una guida per affrontare al meglio il tema d’italiano.

Ed infine, signor direttore, vorrei cogliere  questa occasione per rivolgere un pressante invito alle forze politiche affinché restituiscano slancio serietà e dignità agli esami di Stato. Ciò potrà avvenire, però solo ponendo fine allo sfascio del nostro sistema educativo, investendo nella scuola, nella ricerca e nella cultura e riqualificando il personale docente di ogni ordine e grado per attrezzarlo a padroneggiare le competenze e le nuove modalità necessarie ad assicurare una maturità civica e consapevole ai nostri giovani, compatibile con le sfide del Terzo Millennio.

Romolo Vitelli

già docente di storia e filosofia nei licei

 

 

18 giugno 2012
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