Varese

Con De Luca e Nove, al via “Tra Sacro e Sacromonte”

Gli organizzatori della rassegna

Una delle iniziative certo più interessanti e innovative dell’Estate varesina. Presso la sede, alla prima Cappella, della Fondazione Paolo VI per il Sacro Monte di Varese, è stato presentato il cartellone della terza edizione del festival teatrale “Tra Sacro e Sacromonte”, che partirà, con la prima proposta, lunedì 2 luglio. Una presentazione venuta dopo quella dell’intero cartellone estivo, forse anche per rimarcare una certa differenza tra proposte che volano basso e una proposta, come questa, con ambizioni diverse e buona qualità.

Lo diciamo subito: il festival, che è stato lanciato dall’assessore alla Cultura, Simone Longhini, e che ha come direttore artistico il regista Andrea Chiodi, presenta un coraggio non indifferente. Del sacro non propone un’immagine statica e noiosa, ma una sensibilità e un’inquietudine tutte contemporanee. Al punto che in cartellone appare, certo, un Karol Wojtyla molto inflazionato, a teatro e al cinema, ma non mancano Erri De Luca e Aldo Nove, scrittori molto laici e spesso fatti oggetto di critiche durissime. Chiodi ha sottolineato la sua intenzione, per questa edizione, di “dare visibilità alla drammaturgia contemporanea, ad una nuova generazione di autori, registi ed attori che si sta affermando”. Una scelta intelligente, anche se il cartellone non è privo di qualche ombra e di qualche punto interrogativo. Tutti gli spettacoli, gratuiti, con inizio alle ore 21, si svolgeranno in quel magnifico palcoscenico naturale che è la terrazza del Mosè in cima al Sacro Monte.

Partenza, il 2 luglio, con Erri De Luca, un affascinante scrittore che, da laico, ha incontrato l’Antico Testamento, di cui ha curato una controversissima traduzione, scarna ed essenziale. Di De Luca il festival propone “E disse”, un testo dedicato alla figura di Mosè, che verrà interpretato da una grande interprete del teatro italiano, Piera Degli Esposti, accompagnata dal duo di chitarra Claudio Maccari e Paolo Pugliese. Il 5 luglio arriva a Varese “Le ultime sette parole di Cristo”, monologo del giovane Giovanni Scifoni, che mette in scena un cialtrone che parla dei grandi temi spirituali, uno sproloquio ricco di temi ed autori, uno spettacolo replicato per 60 volte alla Cappella Orsini a Roma.

Immancabile, nella rassegna, Giovanni Testori, che questa volta, nello spettacolo “Il figlio, la madre”, si intreccia alle parole di uno dei massimi poeti italiani, Mario Luzi. A proporre lo spettacolo il 12 luglio sarà il più grande interprete testoriano (c’è chi dice che il più grande sia invece Branciaroli: se ne può parlare), e cioè Sandro Lombardi. Anche in questo caso il sacro è un sacro sfaccettato, non paludato, per certi versi imprevedibile: da una parte la “Via Crucis” di Luzi, il poeta che contrastò duramente Berlusconi, dall’altro un sacro parlato da un linguaggio popolare e popolano, impasto di dialetto, preghiera, volgarità: il linguaggio testoriano di “Mater Strangosciàs”.

Il 19 luglio arriva Aldo Nove, origini viggutesi, un’ampia produzione di diseguale qualità. Di Nove la rassegna propone “Maria”, una parentesi sacra dell’ex scrittore “cannibale”, interpretata da un’eccezionale Federica Fracassi, Premio Ubu e Premio Duse 2012, giovane teatrante emergente che avremo la fortuna di potere ascoltare direttamente.

Arriviamo così allo spettacolo prodotto dalla stessa Fondazione Paolo VI insieme alla Fondazione dramma popolare di San Miniato: parliamo di “Anima errante”, uno spettacolo di Roberto Cavosi, giovane e talentuoso autore, con la partecipazione di un’altra grande interprete del teatro italiano, Maddalena Crippa. La regia, certamente ottima, è di Carmelo Rifici, oggi presente alla conferenza stampa al Sacro Monte. Uno spettacolo su cui sospendiamo il giudizio: non mancherà di sollevare polemiche, dato che tratta la dolorosissima vicenda della nube tossica fuoriuscitra dall’Icmesa di Seveso nel ’76, e lo fa con una storia che tratta di una donna alle prese con l’aborto, una questione che, allora, portò ad un pesantissimo scontro, che certo ha lasciato traccia nell’immaginario collettivo. Vedremo come autore e regista sapranno evitare (se sapranno evitare) luoghi comuni e partigianerie.

Infine chiusura della rassegna il 7 settembre, in basilica di San Vittore,  con “La bottega dell’orefice” di Karol Wojtyla, certo la scelta pià scontata dell’intero cartellone, messa in scena dalla Compagnai Cantiere Centrale.

Ad arricchire il ciclo di quest’anno, lo spettacolo per i più piccoli “La Quindicesima Cappella spiegata ai bambini”, in programma il 10 e il 24 luglio, alle ore 20.45, al Sacro Monte, uno spettacolo realizzato da Chicco e Betty Colombo. Confermata la collaborazione con la Morandi Tour, che fornirà un bus navetta per ogni spettacolo in partenza da piazza Monte Grappa, e con la Fondazione Nidoli, che offrirà i tradizionali e comodi cuscini in cambio di un’offerta a sostegno delle iniziative benefiche promosse dalla fondazione stessa.

 

15 giugno 2012
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