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Sanità in Lombardia, super-manager indagati

Una nuova bufera si abbatte sulla sanità lombarda. La procura di Milano ha iscritto nel registro degli indagati una trentina di persone in un’inchiesta su presunte irregolarità nell’assegnazione di progetti di sperimentazione clinica finanziati dal Pirellone. Una ventina di perquisizioni sono state effettuate dalla Fiamme Gialle, negli uffici dell’assessorato regionale alla Sanità e in alcune aziende ospedaliere.

Diversi i reati ipotizzati dai magistrati: associazione per delinquere, turbativa d’asta, rivelazione del segreto d’ufficio e peculato. Le indagini sono dirette dal procuratore aggiunto Francesco Greco e dal pm Carlo Nocerino. 28 gli indagati, e tra di loro il direttore generale della sanità lombarda Carlo Lucchina, sotto inchiesta per turbativa d’asta, oltre a Pasquale Cannatelli, direttore generale del Niguarda, Armando Gozzini, direttore generale dell’azienda ospedaliera di Busto Arsizio (dalla quale dipende l’ospedale di Saronno) e Ambrogio Bertoglio, direttore generale dell’azienda ospedaliera di Lecco. I progetti di sperimentazione sono tre e riguardano le apparecchiature per l’home care, gli ecoscopi e l’emodinamica. I progetti di sperimentazione, relativi al 2010 e al 2011, due ancora in corso di assegnazione e uno assegnato.

L’assessore alla Sanità della Regione Lombardia, Luciano Bresciani, esprime totale fiducia nella magistratura. “Bisogna arrivare al giudizio – ha detto Bresciani -. I cittadini hanno bisogno di risposte”.

14 giugno 2012
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