Varese

Coppie di fatto, a Varese la mozione spacca-partiti

Tra i tanti fronti che si stanno aprendo a Varese, facendo fibrillare schieramenti e partiti, c’è anche quello del registro delle coppie di fatto richiesto da una mozione che vede come primi firmatari il Sel Cordì e i Pd il capogruppo Mirabelli e il consigliere Civati. Reagisce il consigliere Pdl Cosentino, che finge di non sapere (ma certamente lo sa) che si tratta di un tema trasversale, destinato a spaccare centrodestra e centrosinistra. Infatti, per quanto riguarda il centrodestra, il capogruppo del Carroccio in Consiglio, Giulio Moroni, ha aderito – sia pure a titolo personale – alla mozione. Finora, invece, non si sentono i cattolici dentro il centrosinistra, che al momento tengono la bocca chiusa.

Contro la mozione nel centrodestra interviene il consigliere comunale Pdl, Giacomo Cosentino. “Non si può usare la Costituzione come meglio si crede, l’art.29 riconosce chiaramente i diritti della famiglia intesa come società naturale fondata sul matrimonio e questo concetto è alla base della nostra società. Riconoscendo le coppie di fatto (dello stesso sesso o di sesso differente) si svuoterebbe il concetto di famiglia che, a mio parere, è stato ed è la vera forza del nostro Paese; ovviamente quando parlo di famiglia mi riferisco a un uomo ed una donna che hanno scelto di unirsi nel matrimonio e non a un qualcosa che non ha nulla a che fare con la natura delle cose”.

Prosegue Cosentino: “la parte peggiore e veramente triste della mozione Cordì-Civati è quella in cui si chiede di mettere sullo stresso piano le famiglie e le coppie di fatto nell’accesso ai servizi, contribuiti e benefici previsti dal Comune di Varese. Un attacco senza precedenti al valore sociale e culturale che ha sempre avuto la famiglia nel nostro Paese e nella nostra cultura! La famiglia va difesa e non distrutta! Per questo motivo non solo voterò contro questa mozione, ma se necessario organizzerò nelle piazze della città una campagna di sensibilizzazione coinvolgendo tutte le persone che si sentono in dovere di difendere il valore della famiglia; spero che i miei colleghi della maggioranza siano della mia stessa idea e non sia solo il Pdl lo strenuo difensore della famiglia”.

Conclude Cosentino “a queste proposte insensate bisogna rispondere subito con fatti concreti e la miglior risposta è quella di chiedere l’estensione del quoziente famigliare a tutti i servizi comunali per favorire chi ha più figli”.

13 giugno 2012
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2 commenti a “Coppie di fatto, a Varese la mozione spacca-partiti

  1. Moira il 14 giugno 2012, ore 13:29

    Forse bisognerebbe interrogarsi melgio sul concetto di “matrimonio di fatto” ( ma non di sostanza ).

    Proprio molti esponenti politici, e spesso anche cattolici di centrodestra, sono stati in questi ultimi anni alla ribalta della cronaca per “amanti”, “divorzi”, “vizietti”, che dimostrano come come il concetto di famiglia sia cambiato radicalmente. ( se se proprio i più infaticabili sostenitori della famiglia tradizionale la smentiscono … )

    Siamo diventati un pò più europei anche in questo, forse una unica moneta ci ha portato anche ad una unica cultura della famiglia. Più laica, meno ipocrita, e senz’altro più portata a dare valore ai sentimenti che ai contratti da sottoscrivere davanti ad un Ufficiale dello Stato.

    Famiglia è tutto ciò che per noi è affetto, non è lo stato a dover dire cosa sia.

    Giusta la rivendicazione di SEL, nella speranza che si arrivi ad un nuovo modello giuridico, più aderente alla società di oggi.

  2. bruno belli il 14 giugno 2012, ore 16:05

    Mi sento di consigliare al consigliere Cosentino di guardarsi con molta attenzione un film esemplare di Luchino Visconti, “Gruppo di famiglia in un interno”, quindi di evitare di fare di tutt’erba un fascio.
    La famiglia è un aspetto fondante della società, non vi è dubbio, ma, come tutto, non è un’istituzione inattacabile, nè perfetta a priori e comunque. Io ho avuto la fortuna di avere una famiglia “sana”, ma la società è poliforme, non è mai solo “bianca” o “nera”.
    Le affermazioni di Cosentino, così come leggo nel presente articolo, emanano un certo odore di “razzismo” al contrario, quasi una sorta di spauracchio delle ore del sonno.
    Si teme, infatti, ciò che non si conosce, ma meglio sarebbe prima conoscerlo per poi non temerlo.
    Sopratutto – in difesa dei diritti d’ogni cittadino che deve rispondere alla propria coscienza, sulle scelte affettive ed oggi, anche economiche per le quali ne conseguono “coppie di fatto”, temo l’ambiguità di quell’espressione “qualcosa che non ha nulla a che fare con la natura delle cose”.
    Una semplice mancanza di solida cultura e serena analisi, oppure una buona dose di pregiudizi?

    Postillo, senza alcuna partigianeria: sulla base dei fatti, Giulio Moroni è uno dei pochissimi consiglieri comunali che dimostra di avere una propria testa e di farla funzionare comunque, come dovrebbe un ottimo amministratore del “pubblico”. Un esempio lodevole. Ci augureremmo di vedere altri consiglieri che appartengano alla sua categoria, per la quale vale sempre la splenida frase di Siascia, secondo il quale ci sono gli uomini, i mezzi uomini, gli ominicchi, i (con rispetto, cito “papale papale”), i pigliainculo ed i quaquaraquà.

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