Varese

E’ polemica sul latte per immigrati. Il Pd all’attacco

Un’idea imprenditoriale che sta riscuotendo successo. La cooperativa agricola Latte Varese, di cui il Comune è socio, ora produce, per conto terzi, anche “Leben”, latte dal sapore acidificato simile allo yogurt, un prodotto rivolto ad immigrati africani e sudamericani (questo latte vede aumentare i consumi durante il ramadan). Un prodotto che esce da un’azienda che vede alla presidenza il leghista Binelli, che è anche assessore all’Urbanistica del Comune, mentre responsabile commerciale è un altro leghista, Carlo Crosti.

Il prodotto viene distribuito nei supermercati e nei negozi etnici dell’intera provincia, che conta una presenza di stranieri pari a 76000 unità. E che può dare un po’ d’ossigeno all’azienda varesina. Secondo i dati relativi al nuovo prodotto, la cooperativa destina al latte acido il 3% del suo prodotto, conto terzi, e la previsione è di arrivare al 10%.

Ma sul prodotto lanciato dall’azienda a guida leghista, c’è chi ha qualcosa da ridire a Varese. E’ il capogruppo del Pd in Comune, Fabrizio Mirabelli, che interviene a gamba tesa. “Preso atto che non tutti i varesini tenevano in frigo una confezione di Latte Varese e che, a causa di questo problema, un’importante tradizione aziendale rischiava di chiudere i battenti, l’Assessore Binelli ha pensato, giustamente, di rivolgersi anche al mercato emergente degli immigrati extracomunitari”. “Proprio quelli – continua Mirabelli – che la Lega Nord ha cercato di limitare, quantomeno nella concentrazione, con la recente “legge Harlem””.

Dichiara Mirabelli: “L’Assessore Binelli, la cui voce, in passato, spesso, si è levata, in Consiglio comunale, contro ogni tipo di provvedimento a favore degli immigrati extracomunitari, spaventato, evidentemente, dall’idea di avere considerato, per la prima volta, nella sua vita, l’immigrazione extracomunitaria come risorsa, ha tentato di giustificarsi affermando che “la politica è una cosa, l’economia un’altra”. Per la serie “pecunia non olet” o, in termini più globalizzati, “business is business””.

“Non è molto! Tuttavia – dice il capogruppo Pd – la sua nuova posizione rappresenta, un significativo passo in avanti per chi, in un’intervista di dieci anni fa, sosteneva che “l’immigrazione porta vantaggi solo a chi considera l’uomo come produttore e consumatore.” “Chissà che la riflessione sulla persona e l’abilità imprenditoriale dell’Assessore Binelli non facciano meditare anche quei suoi colleghi di partito che continuano ad organizzare ignobili manifestazioni contro l’immigrazione, urlando “simpatici” slogan come l’ormai classico “főra di ball””.

 

5 giugno 2012
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13 commenti a “E’ polemica sul latte per immigrati. Il Pd all’attacco

  1. bruno belli il 5 giugno 2012, ore 18:25

    “Cosa fatta, capo ha”. Binelli, evidentemente, si è adeguato ai tempi. Sono trascorsi anni e l’acqua sotto i ponti è cambiata.
    Del resto, da qualunque colore politico provengano, gli slogan restano appiccicati sulle labbra soltanto degli imbecilli.
    Come ricordava il Machiavelli, il fine ha sempre giustificato i mezzi per ottenerlo e Mirabelli lo sa benissimo, anche se finge una virginale ingenuità.
    Del resto, lo stesso PD approvò entusiasticamente il bilancio comunale – lo scorso 2011 – ottenendo, nei riparti di spesa deliberati, di potere traseferire una cifra a destinazione dell’acquisto di nuovi attrezzi alla scuole comunali dell’allora circoscrizione 6 a fronte di quelli obsoleti ed inutilizzabili (su emendamento inoltrato a chi di dovere dall’allora consigliere circoscrizionale Luca Conte).
    Oggi, pertanto, nelle ristrettezze e nelle difficoltà in cui la maggioranza dei cittadini italiani vessa, ameremmo che i politici – di qualunque colore siano – compissero fatti concreti, piuttosto che si arenassero in polemichette sterili, infruttuose, inutili e pretestuose.
    E ripeto: di qualunque colore siano, sempre che si possano ancora distinguere in modo preciso “centro, sinsitra e destra”, in questa nostra Penisola ancora, e forse più di allora,
    “SERVA ITALIA, di dolore ostello,
    nave senza nocchiere in gran tempesta,
    non donna di provincia ma BORDELLO”.
    Mai azzeccato qaunto oggi l’ultimo sostantivo maschile proposto dal Sommo poeta.

  2. fabrizio mirabelli il 6 giugno 2012, ore 08:29

    Caro signor Belli, Lei, naturalmente, può continuare ad avere le opinioni che vuole ma non può raccontare “balle”. Il PD non ha entusiasticamente approvato il bilancio comunale 2011. Come è facile verificare dai verbali, il PD votò contro a tale bilancio perché non ne condivideva la filosofia e l’impostazione. Quanto alle polemichette sterili, inutili, infruttuose e pretestuose lasci giudicare ai cittadini. Per quanto mi riguarda, di fatti concreti credo di averne prodotti molti visto che, attualmente, sono il consigliere comunale con il più alto numero di emendamenti approvati per asfaltature, manutenzioni a scuole, attrezzature ad asili …. per un valore di quasi 600.000 euro. Dei suoi giudizi faziosi mi interessa poco o nulla. mi interessa di più il giudizio dei varesini che, alle ultime elezioni, mi hanno accordato 413 preferenze.Come vede, la gente sa distinguere benissimo tra chi compie fatti concreti e chi sa solo parlare, parlare, parlare……. portando rancore.

  3. Ronnie Venturino il 6 giugno 2012, ore 12:07

    Francamente, l’unica polemica è quella nel titolo di quest’articolo. Il signor Mirabelli elogia l’iniziativa e prende atto del cambiamento di rotta che la “restaurazione” del carroccio sta generando. La polemica mi pare l’abbia generata chi ha scritto e pubblicato questo pezzo, forse l’ha confusa con l’ironia e il sarcasmo utilizzati dal mirabelli.
    Mi stupisco solo della rilevanza data all’argomento. Mi rivolgo al direttore della testata: questa le sembra una polemica? ragioniamo in termini di “20 anni prima diceva diversamente”? Mi pare tragicomico, una persona può sempre cambiare idea. Perfino il Vaticano ha ammesso che l’inquisizione fu un errore, l’attuale Presidente della Repubblica ha ammesso che l’Ungheria fu un errore, Fini ha piantato un albero nel viale dei Giusti in Israele, eppure non mi pare che i media abbiano generato polemiche a riguardo. Altrimenti noi uomini avremmo ancora diritto ad essere arrabbiati con le donne, del resto Eva fece mangiare la mela ad Adamo… ma per favore! Egregio Direttore, pensiamo ai problemi reali di questa città, non a queste dispute da dirimpettai

  4. a.g. il 6 giugno 2012, ore 14:46

    Per un tale ripensamento tirare in ballo Vaticano e il caso ungherese mi sembra francamente esagerato.
    E poi siamo sicuri che ci sia stato ravvedimento vero su certe questioni? Che direbbe Borghezio? Ma per favore…

  5. akkpia george il 6 giugno 2012, ore 14:52

    Io ringrazia signore Mirabelli che sollevare ipocrisia rappresentanti movimento di Bossi: quando essere arrivato in Italia sentito orecchi miei Bossi insultare immigrati. Ora è vergogna che quelli di suo partito guadagnare grazie a noi.

  6. bruno belli il 6 giugno 2012, ore 16:16

    “Caro signor Mirabelli:
    innanzi tutto, sulle “balle” (pensavo che “politically correctement” avrebbe preferito “frottole”, che tra l’altro, sono graziose danze rinascimentali), si dovrebbe vedere se siano i politici quelli meglio capaci a raccontarle ed a farle “bere” ad una popolazione che, per 2/3 non legge e, qualora lo faccia, non comprende un’opinione giornalistica, intellettuale, televisiva (di quelle nei programmi seri), o chi, seriamente, ha ancora un cervelletto (pur piccolo) per pensare e vuole farlo.
    Lasci andare l’astio, in modo definitivo: non me ne frega niente, se Lei si riferisce ai voti che presi (o non presi), quando mi trovai in una lista civica, tanto che non avrei nemmeno voluto entrare in consiglio comunale. Lo feci, in sostanza, per “amicizia” con il candidato sindaco, così come con potrei anche aiutare Voi, se aveste bisogno di un “intellettuale” in più che possa servire a problemi concreti (e sa che non sono uno che usa solo parole).
    Forse è questo il problema di molti politici d’oggi – e i cittadini se ne stanno accorgendo – il fatto di non accettare alcuna critica, suggerimento o quant’altro. D’altra parte, un giornalista – come i cittadini – dovrebbe avere il diritto di “critica” o di provocazione. Preferirebbe, forse, l’inerte stampa ossequiosa nei confronti della politica da “far passare” tutto con simulata indifferenza? Io, da giornalista, sono per l’interazione con i cittadini e per i cittadini. Lei no? In caso contrario, non sarebbe larvata dittautra?
    Cordiali saluti. Con stima.
    Bruno Belli.

    P.S. Tra l’altro, l’iniziativa portata avanti dal PD, cui mi riferivo, la ritengo lodevole, perché ha portato ad un fatto concreto (non sono un repressore dell’eventuale “do ut des”, se a fini che portino un bene collettivo), né ho alcun astio con Luca Conte, che, tra l’altro, ho il piacere e la fortuna di annoverar tra gli amici personali.

  7. Ronnie Venturino il 6 giugno 2012, ore 16:33

    @a.g.: Non è rilevante ma mi trovo in antitesi con la quasi totalità delle affermazione della lega in termini di immigrazione (anche se il loro accanimento è soprattutto contro i clandestini. In questo articolo generalizzate un po’ troppo con il termine “extracomunitari”, equiparandolo alla connotazione spregiativa che ne danno i leghisti).
    Io ho esagerato intenzionalmente parlando di vaticano e ungheria, non sembra anche a lei di aver esagerato citando borghezio?
    Sarei stato d’accordo con un articolo (ai tempi) sul paradosso “la lega è al governo e grida roma ladrona”. questa è sì ipocrisia. Ma quella del “latte degli extracomunitari” è tutta da ridere, sono questioni da discutere al telefono, non su un giornale serio come ho sempre ritenuto il vostro.
    Per dirla tutta non importa chi abbia torto o ragione. Mi interessava focalizzare l’attenzione sull’inutilità di certa informazione, utile solo a fare pubblicità a chi ha rilasciato l’intervista. Con tutti i problemi di questa città (che spesso trattate, ve ne do atto al 100%), si mette l’accento su queste inezie
    @akkpia george: capisco il suo sdegno e ha la mia solidarietà. Però ha mal interpretato l’articolo. Dalla vendita del latte non ci guadagnano i leghisti MA la Prealpina Latte che è un’azienda del territorio in cui vive e paga le tasse anche lei. Quindi è un bene che le imprese aumentino la produzione, le pare?

  8. Fabrizio Mirabelli il 6 giugno 2012, ore 16:51

    Caro signor Belli,
    io non sarò “politically correct” ma sono orgoglioso di essere uno del popolo che parla il linguaggio del popolo. Gli inglesismi e le provocazioni le lascio, volentieri, ad un intellettuale quale é Lei. Naturalmente riconosco ai giornalisti il diritto di critica perché, spesso, la critica è utile per migliorare. Affermare, tuttavia, che “il PD ha entusiasticamente approvato il bilancio 2011″ rimane una “balla” e mi fa piacere che, nella sua seconda mail, non abbia più fatto alcun riferimento ad essa. Se vuole davvero aiutarci, sono pronto ad incontrarLa in qualsiasi momento e, per facilitarLa, autorizzo la redazione a lasciarLe la mia mail e il mio numero di telefonino.

  9. giulio moroni il 6 giugno 2012, ore 17:40

    Fabrizio Mirabelli è persona a me simpatica, ma è pur sempre un funzionario di Partito, che lavora per il Partito, dipendente del Partito. Fabrizio Mirabelli non esce mai con un’opinione personale o un giudizio che non racchiuda una finalità “politica”; tutto il suo operare pubblico è fagocitato dalla sua attività politica, per cui anche nelle occasioni in cui ritiene di dover lodare un provvedimento o un’azione della maggioranza, “tac” arriva la bastonatina, la stoccatina, la frase ironica con cui ci ricorda che sull’altro piatto del bilancino ci va messa la tara per compensare ciò che di buono è stato posto sul primo. Certo però che sempre più spesso questo modo di commentare le notizie o di giudicare gli “avversari” risulta stucchevole; così in questo caso “lodare” l’idea della Coop. Latte Varese, ricordandoci subito dopo le presunte idee sull’immigrazione del suo presidente, significa spostare l’oggetto della discussione dal prodotto per gli immigrati (buono) sul soggetto Binelli “avversario politico” (cattivo). E, mi sia concesso e mi perdoni anche Fabrizio, a me pare che sia un sistema obsoleto di fare politica, un pò trapassato, vecchio stile, che odora di schedari del PCI, poco attendo alle nuove dinamiche, ma soprattutto ancora schiavo delle contrapposizioni obbligatorie che ci hanno impedito di operare con l’onestà intellettuale sufficiente a riconoscere meriti all’avversario nelle occasioni in cui li meritava.

  10. bruno belli il 6 giugno 2012, ore 19:18

    Egr. Mirabelli, accetto molto volentieri i suoi recapiti e sono certo che il direttore Andrea Giacometti me li fornirà. La cultura ci rende liberi.
    L’uso dell’”entusiasticamente”, è ironico (un po’ d’aplomb all’Inglese, forse, servirebbe anche a Lei).Con certi emendamenti, però, mi sembra che l’approvaste anche Voi. La sostanza non cambia. E ribadisco sulla bontà dell’acquisto degli atrezzi vari per le scuole di Valle Olona (vado “a memoria”, quindi non mi bacchetti se dimentico qualcosa).
    Anch’io sono del popolo e per il popolo, tanto che – lo ribadisco non per vantarmene, ma perchè è un dato di fatto – spendendo solo del mio personale, offro, ad esempio, “I venerdì” con diversi ospiti (molti “del popolo”) alla gente “del popolo” che può intervenire – sempre gratuitamente – senza distinzione di stato sociale, di indirizzo politico, di grado di istruzione, ecc.
    Credo però che il popolo – perchè talora impossibilitato da una cattiva gestione dello stato e, di rimando, anche di molta “scolarità” – abbia il diritto di imparare ad essere sollecitato alla critica, in altre parole ad un “pensiero completamente libero” che si ottiene, ahimé, tramite la “cultura” (da qui non si scappa).Se, poi, secondo Lei, è il metodo sbagliato il mio, mi insegni il Suo, ché lo ascolterò volentieri.
    Penso che, da parte di entrambi, senza pregiudizi nei confronti l’uno dell’altro, potremmo, senza dubbio, giungere a “creare” qualcosa. Perchè no? Creare – anche dissentendo – è meglio che dissentire restando volutamente sordi. :-)

  11. fabrizio mirabelli il 6 giugno 2012, ore 23:32

    Caro Giulio,
    io rispetto sempre le persone che non la pensano come me. Credevo di fare un favore a Binelli sottolineando come il suo operato alla Cooperativa agricola Latte Varese sembrasse superare alcune vostre idee del passato, tutt’altro che presunte, sull’immigrazione. Dalla tua rabbiosa e sconclusionata reazione, prendo atto che voi leghisti vi vergognate di fare sapere pubblicamente che, nonostante il permanere dello slogan “fora di ball” , in realtà, non disdegnate i danè degli immigrati. Un po’ come la storia del figlio di Bossi che, dopo tutto quello che avete detto sugli albanesi, pare che non amasse fare sapere in giro che era andato proprio in Albania a laurearsi. Anche tu mi sei simpatico, quando, però, per fare politica, non utilizzi, perdonami se lo dico, metodi di denigrazione dell’avversario che odorano di schedari dell’OVRA, la polizia segreta fascista. Consentimi anche di sottolineare una cosa che ritengo molto importante: io sarò anche un funzionario di Partito, che lavora per il Partito, dipendente del Partito. Ma, a differenza di certi tuoi capi di Partito, posso andare in giro per Varese a testa alta e con la schiena diritta. Quanto all’onestà intellettuale, lascia perdere! E’ un argomento che non vi appartiene, vista la vostra totale incapacità di ammettere gli errori che avete commesso negli otto anni che avete governato, a livello nazionale, dal 2002 al 2012. Fino a novembre 2011 avete supportato Berlusconi che raccontava la favola che tutto andava bene, mentre l’Italia era sull’orlo del baratro. Se questa ti pare onestà intellettuale…..

  12. Sergio ghiringhelli il 6 giugno 2012, ore 23:45

    Ma , io mi chiedo . Con tutti i seri problemi che attanagliano, le famiglie varesine . Con una cisi economica che , sembra inarrestabile , con uno sfaldamento progressivo del nostro modo di vivere. Con le mense per i poveri che , non riescono più” a sostenere le crescenti richieste . Con una disoccupazione galoppante che , crea sacche sempre più” preoccupanti di vera povertà”. Giochiamo ancora a questi teatrini degni del peggior modo di intendere la politica. Sinceramente ritengo che , se andiamo avanti cosi” sara’ inevitabile che i cittadini ci caccino con i forconi. Basta!! Cerchiamo di imparare almeno in parte da quello che viviamo giornalmente. E , magari , pensiamo di risolvere qualcuno dei problemi che ci circondano , non di crearne ad arte altri, magari parlandoci addosso…

  13. marco vigano' il 7 giugno 2012, ore 07:35

    I latti acidi, stupenda invenzione forse medio orientale,
    forse Africana non inacidiscano le cose fra noi.
    Per aver inventato lo yogurt moderno un polacco si prese un Nobel,
    Fabio Binelli merita un riconoscimento, se non altro verbale, e qui!

    Stiamo tutti maturandolo: la ‘Varese deserto di gente ben attrezzata’ come ci defini’ Indro Montanelli evolve.

    Detto da un Varesino che a fatica sbarca il lunario promuovendo e vendendo yogurt fatto con fermenti Italiani in Etiopia: da tempo me ne sono accorto, per esempio dall’acuta attenzione di Fabio per le mie cose in Etiopia.

    Varese cambia, si risveglia. Sa di crescere globale e meticcia.

  14. fabrizio mirabelli il 7 giugno 2012, ore 07:54

    Se Giulio Moroni (capogruppo Lega Nord) e Sergio Ghiringhelli (assessore Lega Nord) si scomodano ad alimentare questi teatrini degni del peggior modo di intendere la politica , per difendere il loro collega Binelli, significa che il tema dell’immigrazione non è stato da loro ancora digerito completamente. Pretenderebbero che non se ne parlasse. Pretenderebbero che non si sapesse troppo in giro che i duri e puri del loro Partito mostrano la faccia feroce agli immigrati, negando loro ogni diritto, ma, poi, di quegli stessi immigrati, non disdegnano i danè. Gli immigrati, a Varese, costituiscono, ormai, il 10% della popolazione.Io credo che i cittadini ci caccerebbero con i forconi se la Politica non prevedesse adeguate politiche di integrazione. Quanto alla disoccupazione galoppante e alla sacche di vera povertà, fa piacere che la Lega Nord, dopo un decennio di scorpacciate nelle osterie romane, si sia, finalmente, accorta che non va tutto bene come sosteneva Berlusconi. Non mi pare, tuttavia, che, nel bilancio del comune di Varese, nonostante la nostra città, secondo i dati CGIA, sia la più tassata d’Italia, per quanto riguarda le tasse regionali, provinciali e comunali, vi siano abbastanza provvedimenti a favore dei disoccupati e dei nuovi poveri.

  15. cittadinosuperpartes il 11 giugno 2012, ore 15:31

    Peccato leggo con molto ritardo questa polemica politica innescata da un prodotto acido quanto i polemisti .Il rimedio a tutto cio’e’ abbastanza semplice. Perdurando l’attuale situazione tornera’ prepotentemente di moda.
    OLIO DI RICINO E MANGANELLO

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