Varese

Il procuratore Nobili: i nostri nemici? I mafiosi, non i rom

Il magistrato milanese Alberto Nobili

Una Sala Montanari gremita di studenti attenti e interessati all’iniziativa, voluta dal Comune di Varese in collaborazione con la Consulta provinciale studentesca, e organizzata dal consigliere pidiellino Giacomo Cosentino, che ha letto una lettera indirizzata a Paolo Borsellino. Titolo del dibattito “20 anni. Da Falcone e Borsellino alla difesa della legalità oggi”, moderato dal giornalista Gianni Spartà.

Un dibattito ricco di interventi e di spunti di riflessione. Dopo una breve introduzione del sindaco di Varese, Attilio Fontana, è intervenuto l’assessore alla Persona e alla Famiglia, Enrico Angelini, che ha sottolineato come quella di oggi non fosse iniziativa “esaustiva, ma una iniziativa”, precisazione quanto mai opportuna dato che il Comune di Varese, non si capisce per quale ragione, non ha coinvolto associazioni della società civile, come ad esempio Libera, attive e presenti sul territorio, nell’iniziativa di oggi.

All’iniziativa sono intervenuti anche il Prefetto Giorgio Zanzi e il vicequestore vicario Giovanni Di Teodoro, che ha ricordato come diverse pagine del saggio di Salvemini sulla questione meridionale restano ancora attuali. Tra gli interventi del convegno anche quelli di Angelo Giorgianni, Sostituito procuratore a Messina durante le storiche lotte di mafia e attuale Presidente della Commissione Valutazione Dirigenti del Ministero della Giustizia, e di Sebastiano Bartolotta, Capo della Squadra Mobile di Varese.

Di grande interesse l’intervento di Alberto Nobili, Procuratore aggiunto presso il Tribunale di Milano e storico componente della direzione distrettuale antimafia. Un intervento molto concreto, in grado di entrare in comunicazione con gli studenti presenti in sala. Nobili parte dalla cultura mafiosa e dice: “Il mafioso adora il silenzio, chi si fa i fatti suoi”. E’ duro Nobili nel suo intervento, non svicola dalle cose fatte poco e in ritardo. “In Italia – dice il Procuratore di Milano – ci sono volute le stragi per rimboccarsi le maniche, al punto che tra il 1993 e il 1995 a Milano e hinterland sono stati arrestati 2500 mafiosi”. E sorge un applauso scrociante da parte dei presenti quando ammette senza mezzi termini: “Siamo pieni di mafia qua al Nord”.

Nobili continua a parlare e sottolinea come, sul piano della sicurezza, “i rom, gli zingari, gli extracomunitari possono crearci dei problemi, ma non sono i nostri nemici. I nostri veri nemici sono gli uomini della criminalità organizzata. E fare questa confusione è un modo per creare un depistaggio culturale”. Contro la mafia tutti devono fare il loro dovere. A partire dalla cultura, che significa difendere la dignità e i diritti di ogni cittadino. E poi un invito agli studenti varesini: “ragazzi, vi consiglio di leggere, se non l’avete ancora fatto, il libro di Roberto Saviano ‘Gomorra’”.

 

 

 

4 giugno 2012
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi