Bergamo

Fischi, sfoghi, attacchi: Lega lombarda a congresso

Duro lo sfogo del triumviro Roberto Calderoli

Un congresso leghista dove il partito appare più che mai diviso. Polemiche dal palco, fischi dalla platea, sassolini tirati fuori dalla scarpa, la resa dei conti nel Carroccio appare infinita a Bergamo.

Un momento in cui Roberto Maroni rimarca alcuni messaggi chiari e forti. “Chiunque vinca, chiunque sarà segretario nazionale della Lega lombarda, o la Lega è unita o è finita”. Per il triumviro della Lega Nord “l’unita’ e’ un valore fondamentale”. Maroni ha detto che “è arrivato il momento di elaborare il lutto e di smetterla di piangerci addosso”. Rinnovato poi l’invito ai sindaci leghisti a scendere in piazza e a fare la “rivolta fiscale” contro l’Imu il 17 giugno. ”Magari restituendo la fascia tricolore, se necessario”, ha detto l’ex ministro dell’Interno. Molto duro e amareggiato l’intervento dell’altro triumviro, Roberto Calderoli, che vede ”altri nel mirino fra cui il sottoscritto. Vedo già gli sciacalli che iniziano a girare”. Calderoli ha detto di essere stato ”molto deluso dal movimento, è in atto un attacco totale contro di noi. Mi sarei aspettato una risposta unita contro il nemico, una risposta che i congressi non stanno dando”.

Quanto a Bossi, il Senatur ha scandito: “Quel che ha detto Maroni mi è piaciuto, vuol dire che li ho allevati bene, anche Maroni, è una mia creatura”. Così il senatur intervenuto al congresso della Lega lombarda dopo Maroni. “Io e Maroni siamo sempre andati d’accordo, tranne quando litighiamo”, ha detto Bossi. Il quale, non avendo dimenticato la brutta avventura del congresso provinciale a Varese, questa volta non ha dato indicazioni di voto per l’elezione del nuovo segretario della Lega lombarda. “Ognuno vota come vuole, l’importante è che, come uno viene eletto, è chiuso”. Bossi ha poi sottolineato: “ Noi non andiamo in pensione. Io starò qui a lavorare”.

Non è passato inosservato neppure l’intervento di uno dei due candidati alla segreteria post-Giorgetti: il senatore Cesarino Monti ha criticato duramente il presenzialismo televisivo di esponenti leghisti, certamente riferendosi al concorrente Matteo Salvini. Fischi dalla platea da parte dei fans di Salvini. Monti si è lamentato anche per essere stato boicottato dato che, a suo parere, ”alcuni segretari provinciali non hanno fatto vedere ad alcuno” la lettera di candidatura (“Sulla ‘Padania’ di oggi, nell’articolo sul congresso non c’era il mio nome”, ha sostenuto).

2 giugno 2012
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