Varese

2 Giugno a Varese, tutti presenti. Tranne i leghisti

La deposizione della corona ai piedi del monumento di piazza Repubblica

Prima l’alzabandiera in piazza Repubblica e la corona deposta al monumento che ricorda i Caduti. Poi autorità e cittadini si trasferiscono a Villa Recalcati. Infine un piccolo buffet nell’appartamento del Prefetto. Una celebrazione sobria (come dice il prefetto Zanzi, “a costo zero”) per ricordare la nascita della Repubblica italiana. Una cerimonia dove sono presenti molti politici, ma che registra, ancora una volta, la totale assenza dei lumbard, al punto che, a rappresentare Comune e Provincia di Varese, sono arrivati con le fasce il vicesindaco Carlo Baroni e il neo-vicepresidente Luca Marsico, entrambi pidiellini.

Una cerimonia che inizia in piazza Repubblica, dove si radunano tutte le autorità, a partire dal prefetto Zanzi e dal questore Cardona. Non mancano neppure l’eurodeputata Comi, il deputato Marantelli, l’assessore regionale Cattaneo e poi consiglieri regionali, provinciali e comunali. Un picchetto d’onore dell’Arma rende l’onore delle armi ai Caduti, la banda di Capolago intona le note della Canzone del Piave.

A Villa Recalcati i partecipanti affollano subito la sala: per il meteo avverso, spiega Zanzi, si è pensato di evitare un allestimento esterno. L’intervento del prefetto di Varese, che ricorda i terremotati e la loro tragedia (in memoria delle vittime viene osservato un minuto di silenzio), inizia con la lettura del messaggio che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato a tutti i Prefetti.

Il prefetto Giorgio Zanzi considera il 2 Giugno come uno “spartiacque”: prima c’è il Risorgimento, il consolidamento dello Stato unitario. Poi, con il 2 Giugno, inizia “un nuovo straordinario periodo, 66 anni initerrotti di pace, libertà, democrazia e progresso”. Forte l’accento del prefetto sulla necessità e l’urgenza di “rinnovare e adeguare le istituzioni ad una rinnovata realtà”. Un cambiamento che deve soprattutto investire gli apparati burocratici dello Stato, un cambiamento fatto di “semplificazione e riforme”.

Intervengono poi il vicesindaco di Varese, Carlo Baroni (“essere amministratori della cosa pubblica vuole dire servire il bene comune”) e del viceprseidente della Provincia, Luca Marsico (“condividiamo qualcosa, come dice il presidente Napolitano: la nostra casa comune”).

Zanzi cede poi la parola al questore di Varese, Marcello Cardona, che sta per lasciare la città diretto a Livorno. “Tre cose mi hanno colpito a Varese: la nostra gente che è straordinaria, le nostre istituzioni, i nostri politici, o almeno gran parte di essi”. Cardona si riferisce a “politici giovani, aperti, che amano la nostra gente”. Conclude, Cardona, con una punta di commozione, ma non dimentica anche una punta d’ironia: “Passano i questori, ma le istituzioni restano”.

Vengono poi consegnati 12 decorazioni Omri, Ordine al merito della Repubblica Italiana, la più alta onoreficenza della nostra Repubblica. Infine vengono anche consegnate quattro medaglie a prigionieri militari italiani destinati dai tedeschi a svolgere il lavoro coatto.

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2 giugno 2012
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Un commento a “2 Giugno a Varese, tutti presenti. Tranne i leghisti

  1. bruno belli il 3 giugno 2012, ore 19:13

    Caro Andrea, sei eccezionale come sempre.
    Hai colto, nella foto n. 7 l’essenzialità dell’Italia odierna: un’alzabandiera con alle spalle, minacciosa, la scritta “Equitalia”.
    Decisamente concisa e rappresentativa: più di tante parole.
    Grazie, Direttore.
    Bruno Belli.

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