Lettere

Un dibattito sull’economia

Nella “Sala Matrimoni” del Comune di Varese si è svolta una tavola rotonda per presentare un libro dal titolo “Gli imprenditori”. Per un ignorante dell’economia, come me, poteva essere un momento di aggiornamento sulla situazione della nostra imprenditoria, elemento importantissimo nella nostra società per superare questo grave momento di crisi. 

Per un buon periodo dell’evento c’è stato in me un poco di sconcerto perché c’era un lungo susseguirsi di parole senza la comparsa di elementi concreti. Sembrava di essere presenti alle solite esibizioni vocali, senza concreta risoluzione di problemi che venivano evocati in una realtà evanescente..

Poi finalmente qualcuno ha incominciato ad esser più pragmatico, presentando quozienti, dati e progetti, utili alle necessità del nostro momento: necessità di imprenditori giovani, coraggiosi impegnati, con profonda cultura e conoscenza di tecnologia. Cultura e tecnica devono andare di pari passo. Cultura per saper interpretare la situazione della realtà da affrontare, cultura per avere la fantasia di lanciare efficaci novità imprenditoriali, cultura per veder le necessità del mercato e dei bisogni delle popolazioni.

E tecnica: tecnica per realizzare ciò che si deve fare, sia nel campo della economia sia nel campo delle scienze applicate con un’ampia escursione di conoscenze che vanno dalla matematica, alla chimica, all’ingegneria,alle nano tecniche ed altro. È evidente che nulla si fa se non vi sono conoscenze tecnologiche adeguate.

A questo punto balza all’occhio il problema dell’istruzione. Saper preparare i soggetti imprenditoriali e collaboratori capaci. Ma le nostre UNIVERSITA’, le nostre scuole superiori, il nostro corpo docente, i nostri laboratori?.. L’astenia della nostra capacità d’investimento in tal senso, la nostra capacità di ricerca .. La situazione è a dir poco drammatica. Bisogna assolutamente avere la capacità di risolvere questo problema, seguendo l’esempio di altri paesi, dove laboratori di industrie si aprono alla scuola, senza frustrare le aspettative e senza sfruttare i praticanti.

Ma tutto non può essere fatto senza un corretto rispetto di regolamenti e leggi, senza un substrato etico e morale, rivalutando la grande importanza di valori e sottolineando il rispetto della persona.

Successivamente è stata fatta una critica pesante alle opinioni del passato in cui si dava altissimo valore allo sviluppo dei servizi, dimenticando che quest’ultimi non possono esistere e diventano motivo di deficit se non c’è una grossa capacità imprenditoriale di produrre.

Parlando con alcuni esperti, mentre lasciavo la sala, ho sentito criticare l’attuale organizzazione della cosiddetta finanza, dove nel giro di pochi secondi si inseguono enormi cifre sui vari mercati, cifre tali da superare i bilanci di intere nazioni, senz’altro senza alle spalle coperture reali e concrete di beni, ma il tutto capace di esasperare la crisi che stiamo vivendo.

Qualcuno ha anche detto che i nostri giovani non possono attendere che creazione dell’occupazione, che la soluzione dei problemi, piovano dall’alto, ma che devono loro stessi impegnarsi per andare a realizzare con impegno, determinazione, spirito di sacrificio la nuova ricostruzione della nostra economia. Ed a loro faccio auguri e sprono per affrontare questo aspetto della vita, che è quella di tutti.

Emilio Corbetta

Consigliere comunale P.D.

31 maggio 2012
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