Varese

Lugano, o cara. Terra Insubre guarda alla Svizzera

 

Un momento del convegno di Terra Insubre

L’Insubria guarda alla Svizzera come ad un modello. E’ ciò che puntava a dimostrare il convegno organizzato nel pomeriggio di oggi dall’associazione Terra Insubre, al termine della settimana di incontri ed eventi dal titolo “Insubria Terra d’Europa”.

Un convegno che ha visto la presenza del vertice del Carroccio varesino e non solo, l’ex ministro Roberto Maroni, il presidente della Provincia Dario Galli, il sindaco di Varese Attilio Fontana. Salone Estense aff0llato, con il Ducale appeso ovunque. Una frase di Andrea Mascetti, tra i fondatori dell’associazione e moderatore del dibattito, riassume il punto di vista di partenza: “Abbiamo vicino un mondo normale, la Svizzera, mentre noi siamo in un mondo anormale”.

Lungo e articolato l’intervento di Galli, che sostiene che le differenze favorevoli alla Svizzera creino problemi al territorio. “Prima sono partiti, verso il Canton Ticino, i lavoratori frontalieri, singole persone. Negli ultimi cinque anni le piccole aziende continuano a fare le stesse cose, ma spostando la loro attività oltre il confine”. Una situazione pesante, in termini fiscali e burocratici, la nostra. Ma che potrebbe cambiare, e allora il territorio recupererebbe subito competitività. “Allora si troverebbe in difficoltà il Canton Ticino, schiacciato tra la Svizzera tedesca al nord e una forte Lombardia al sud”. Soluzioni per Galli: diventare una provincia autonoma come Bolzano e dare vita ad una zona franca fino a 30 km dal confine.

Interviene anche l’ex ministro Roberto Maroni, che sostiene che “il nostro progetto è di riaggregare l’Europa sulla base dell’omogeneità territoriale, poi saranno i popoli a decidere”. L’ex ministro pensa a “gruppi euroregionali di cooperazione che possano fornire servizi comuni ai propri cittadini, oltre i confini degli Stati, oltre i confini dell’Europa”. Per Maroni la Svizzera “non è solo un partner, ma un vicino di casa di cui ci fidiamo”. Norman Gobbi Vais, consigliere di Stato del Canton Ticino, sottolinea i problemi che ancora esistono tra Svizzera e Italia: per Gobbi “lo Stato italiano continua a non riconoscere le misure già assunte dalla Svizzera contro il riciclaggio e altri reati”.

Un rapporto, quello con la Svizzera, che evoca federalismo, protagonismo del popolo, meno burocrazia, prelievo fiscale più leggero. Oltre ad analogie culturali e di tradizioni. E proprio su quest’ultimo fronte, l’associazione organizza in piazza del Podestà un concerto finale di corni alpini, che riempiono con le loro note profonde la domenica pomeriggio varesina.

 

27 maggio 2012
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi