Varese

Giovani Fai Varese: non siamo come quelli del “Biffi”

Foto di gruppo a Villa Panza

Piccole iniziative divertenti, ma capaci di avvicinare i più giovani alla cultura. Il Gruppo Fai Giovani di Varese ieri ha dato vita ad un simpatico appuntamento, “Aperitivo in Viola”, un’occasione offerta ai più giovani per trovarsi a Villa Panza, bere un aperitivo, ma anche conoscere più da vicino uno dei maestri dell’arte contemporeanea, Bill Viola, che espone alcune sue video-installazioni nelle sale dell’edificio settecentesco di proprietà del Fai.  Non è la prima volta che accade. Anzi, sta diventando una piacevole tradizione.

C’è stato un aperitivo fluorescente, con indumenti che si illuminavano al buio, in omaggio all’artista del neon Dan Flavin. E’ stata organizzata una castagnata con vin brulé alla Torre di Velate. Ma non è mancata neppure una bella festa in maschera per Carnevale. “Vogliamo unire il lato ludico e quello culturale. Un modo per avvicinare i più giovani al Fai, per farci conoscere meglio”, dice la responsabile del Gruppo Fai Giovani di Varese, Roberta Cova, varesina di 23 anni, bocconiana doc. “Sono una bocconiana, ma mi impegno ad organizzare iniziative per valorizzare ciò che abbiamo intorno di bello”. Oltre a Roberta, ci sono altri 9 giovani varesini nel direttivo. Tra i ragazzi più impegnati anche la gallerista Eileen Ghiggini che, insieme agli altri ragazzi, ieri sera ha organizzato un apertivo in viola dedicato a Viola: palloncini colorati, gonne e gilet viola, tovaglie viola. In viola anche Chiara Palumbo, la guida del Fai che ha portato i ragazzi a visitare la mostra in corso.

“Ci rivolgiamo a gente tra i 20 e i 30 anni, che possano essere interessati alla cultura”, dice la bella responsabile del gruppo. “Certo, probabilmente quelli del Biffi qui non ci verranno mai. Ma ci sono tanti altri giovani che possono essere coinvolti nelle nostre attività. Occorre solo il canale giusto per raggiungerli. E pensiamo che la nostra formula sia davvero efficace”.

- FOTOGALLERY

26 maggio 2012
© RIPRODUZIONE RISERVATA

8 commenti a “Giovani Fai Varese: non siamo come quelli del “Biffi”

  1. Fulvio Canevari il 28 maggio 2012, ore 14:47

    Spett. Redazione,
    in qualità di titolare del Caffè Biffi di Varese, tengo a precisare alcune considerazioni in merito al Vs. articolo sui Giovani FAI Varese evento a Villa Panza del 26 maggio 2012.
    Vorrei soprattutto capire se il titolo usato “Non siamo come quelli del Biffi” è stato partorito dal Vs. reporter (in qual caso dovreste cercare di frenare certe elucubrazioni giornalistiche di chi vuol attirare i lettori solamente con meri e gratuiti titoli senza alcun riscontro), oppure, come spero, è stato solamente riportato fedelmente perchè pronunciato dagli intervistati (nel qual caso la buona educazione fa sì loro difetto).
    E siccome la buona educazione è il principio fondamentale di ogni cultura, credo che la Vs. testata debba perlomeno scusarsi con i clienti del “Biffi” che sicuramente non mancano nè di cultura nè di buona educazione, cosa che invece difetta a questi piccoli Einstein della provincia.
    Cordiali saluti

    Fulvio Canevari

  2. a.g. il 28 maggio 2012, ore 15:44

    Ci scusiamo con i clienti del Biffi, ma l’articolo è fedele alle dichiarazioni rilasciate

  3. Caroline Padedda il 28 maggio 2012, ore 16:40

    Gentile Signorina Responsabile del Gruppo Fai Giovani di Varese, personalmente ho lavorato diversi anni presso il Bar Caffè Biffi e la posso annoverare tra i suoi clienti in quanto mi ricordo di averla servita più volte e certamente era nella fascia di età da lei citata. Noto con piacere che è riuscita ad avvicinarsi alla cultura, nonostante abbia frequentato questo bar.
    Quindi grazie al suo esempio, ne deduco che anche i clienti del Biffi possano essere interessati alla cultura.
    Cordiali Saluti

    Caroline Padedda

  4. Roberta Cova il 28 maggio 2012, ore 18:18

    Buongiorno a tutti.
    Chiedo pubblicamente scusa ma credo che le mie parole siano state mal interpretate. Ho sempre frequentato e tutt’ora frequento il Caffè Biffi e mai mi sarei permessa di offendere i proprietari, i dipendenti e i consumatori. Al contrario, io ho solo espresso il desiderio che anche “quelli del Biffi” possano partecipare agli eventi culturali del Fai.
    Mi spiace sia stato utilizzato un titolo così forte e che i miei pensieri siano stati completamente travisati. Non era assolutamente nelle mie intenzioni.
    Mi sono scusata pubblicamente anche su Facebook e ho già tentato di mettermi in contatto con il signor Fulvio.

  5. Roberta Cova il 28 maggio 2012, ore 18:33

    inoltre, faccio presente che in data 19 maggio p.v. avevo portato i flyers dell evento proprio al caffè Biffi, affinchè se ne facesse pubblicità tra i suoi consumatori. Quindi mai offenderei un posto che è per tutti un’istituzione di Varese!

  6. Roberta Cova il 28 maggio 2012, ore 18:36

    Buongiorno a tutti.
    Chiedo pubblicamente scusa ma credo che le mie parole siano state mal interpretate. Ho sempre frequentato e tutt’ora frequento il Caffè Biffi e mai mi sarei permessa di offendere i proprietari, i dipendenti e i consumatori. Al contrario, io ho solo espresso il desiderio che anche “quelli del Biffi” possano partecipare agli eventi culturali del Fai.
    Mi spiace sia stato utilizzato un titolo così forte e che i miei pensieri siano stati completamente travisati. Non era assolutamente nelle mie intenzioni.
    Mi sono scusata pubblicamente anche su Facebook e ho già tentato di mettermi in contatto con il signor Fulvio.
    Inoltre, terrei a precisare che in data 19 maggio p.v. mi ero recata appositamente al Biffi per lasciare i flyers dell’evento affinchè la notizia si diffondesse tra i clienti. Mai offenderei un locale che è un’istituzione per l’intera città!

  7. Andrea Fontana il 28 maggio 2012, ore 19:44

    Fiero di frequentare il Caffè Biffi da molti anni, La devo avvertire che le Sue dichiarazioni sono una gran bella “uscita a vuoto”; mi sfugge, sinceramente, da chi o che cosa si sia sentita autorizzata ad esprimere un giudizio tanto sommario quanto ottuso

    la maggior parte dei clienti del Biffi sono miei amici e Le posso garantire che sono ottime persone sotto ogni punto di vista, persone che non hanno alcun bisogno delle Sue lezioncine

    Oltretutto, come tante altre persone hanno notato, Lei stessa è stata ( e forse, e anche se più di rado magari, è tuttora) cliente del Caffè Biffi, il che non fa che rendere le Sue parole ancor più tragicomiche

    Cordialmente

    Andrea Fontana

  8. Fulvio Canevari il 28 maggio 2012, ore 22:34

    Accettiamo le scuse della redazione anche se con riserbo, in quanto abbiamo ricevuto la telefonata della Signorina intervistata la quale ha precisato che le sue parole sono state travisate dal redattore: quindi mettetevi d’accordo.
    Cordiali saluti
    Fulvio Canevari

Rispondi