Scuola

Frequentano e sono soddisfatti i laureati dell’Insubria

L'Università dell'Insubria a Varese

I laureati dell’Università dell’Insubria portano per la prima volta il titolo accademico a casa: l’86% dei laureati di primo livello dell’Università dell’Insubria, infatti, non ha i genitori laureati, molto di più di quanto si registra nella media nazionale: il 75%. A rivelare questo dato è il XIV Profilo dei laureati realizzato da Alma Laurea e presentato ieri martedì 22 maggio 2012 durante il convegno “Laurearsi in tempi di crisi: come valorizzare gli studi universitari” all’Università Federico II di Napoli. L’indagine ha coinvolto oltre 215mila laureati del 2011 di 61 Atenei aderenti da almeno un anno al Consorzio Interuniversitario Alma Laurea.

I laureati dell’Università dell’Insubria coinvolti nel XIV Profilo sono i 1.515 giovani usciti dall’Ateneo nel 2011. Tra questi, 1.083 laureati di primo livello, 242 laureati nei percorsi specialistici biennali.

Dall’indagine risultano altri dati interessanti: il traguardo della laurea è raggiunto in media a 25,3 anni; la media nazionale è di 25,7. Molto elevata è la regolarità negli studi: il 52% conquista il titolo in corso contro il 38% del complesso dei laureati di primo livello. Nel rapporto si evidenzia che la riforma universitaria ha portato anche a un aumento dei laureati che frequentano regolarmente le lezioni: il 74% dei laureati triennali ha frequentato oltre i tre quarti degli insegnamenti previsti; è il 69% a livello nazionale. I laureati dell’Università dell’Insubria di primo livello che hanno svolto tirocini e stage sono il 58%, (media nazionale 60%). L’esperienza di studio all’estero coinvolge l’11% dei laureati di primo livello dell’Università dell’Insubria.

L’87,5% dei laureati dell’Università dell’Insubria, contro l’87% della media nazionale, si dichiara complessivamente soddisfatto del corso di studi (il 29% lo è “decisamente”). Alla domanda se si iscriverebbero di nuovo all’Università risponde “sì”, ed allo stesso corso dell’Ateneo, il 59% dei laureati, percentuale che aumenta considerando anche i laureati che si riscriverebbero all’Università dell’Insubria, ma cambiando corso (9%).

E dopo la laurea? Il 56% dei laureati dell’Università dell’Insubria intende proseguire gli studi, decisamente meno di quanto avviene nel complesso dei laureati (77%). La gran parte dei laureati 2011 che ha espresso queste aspirazioni formative punta a una laurea specialistica: il 36%. Per quanto riguarda i laureati specialistici 2011 dell’Università dell’Insubria si ripropone un valore simile a quello dei laureati triennali: portano per la prima volta il titolo accademico in famiglia nell’82% dei casi; molto di più di quanto si registra per il complesso dei laureati specialistici (70%).

L’analisi condotta mette in evidenza che si tratta di giovani che hanno concluso i loro studi in corso nel 68% dei casi contro il 47% del complesso dei laureati specialistici. L’età media alla laurea nel complesso dei laureati specialistici dell’Università dell’Insubria del 2011 è di 27,3 anni (la media nazionale è di 27,8 anni).

Nell’esperienza formativa dei laureati specialistici si riscontrano indici particolarmente elevati di frequenza alle lezioni: 72 laureati su cento dichiarano di avere frequentato regolarmente più dei tre quarti degli insegnamenti previsti. Si riscontra, inoltre, una consistente quota di chi fa esperienza di stage: 51,5 laureati specialistici dell’Università dell’Insubria su cento. Il 12% compie esperienze di studio all’estero (media nazionale 15,5%). L’esperienza universitaria compiuta con la laurea specialistica risulta ampiamente apprezzata (sono soddisfatti 92 laureati su cento). Tanto che 79 laureati su cento la ripeterebbero.

 

23 maggio 2012
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