Varese

Provincia: no del sindacato al piano ammazza-part time

Rsu spiega la mobilitazione ad agenti di polizia

Un’assemblea affollata di dipendenti, ieri mattina a Villa Recalcati, per dire no, a larga maggioranza, ad un piano di ristrutturazione degli orari, un pesante intervento da parte della Provincia che trova nella soppressione dei part time il suo aspetto più eclatante. Una scelta che i sindacati dell’ente locale non riescono proprio a capire. “Una riorganizzazione di questo genere a soli sei mesi da fine mandato e vicina alla possibile soppressione delle Province, risulta francamente incomprensibile”, dicono i membro della Rsu che incontrano i giornalisti in piazza Libertà.

In sostanza, si è rotta la trattativa e da oggi sono in programma diverse azioni di protesta. Già ieri è stata attuata una forma di protesta nonviolenta, che consisteva nell’attraversamento continuo delle strade che affacciano su piazza Libertà sempre passando sulle strisce pedonali, una protesta che ha visto anche l’intervento di agenti della vicina Questura. Una mobilitazione messa in atto in vista della riunione di giunta di martedì prossimo in cui la giunta Galli dovrebbe dare il via libero definitivo ai cambiamenti sugli orari, che trovano il sindacato assolutamente contrario. Nei giorni scorsi, spiegano gli esponenti della Rsu Franco Mancini (Uil-Funzione Pubblica) e Raffaella Bonetto (Cgil-Funzione Pubblica) si è svolto anche un incontro con il presidente Macchi e i capigruppo presenti in Consiglio provinciale per sensibilizzarli sul problema ed esprimere l’assoluta contrarietà dei lavoratori.

Tra le principali novità di questo piano sugli orari, come si è detto, la revoca di tutti i part time, che i sindacati sostengono essere in plateale violazione della legge. Orari che riguardano 70 lavoratrici e un lavoratore e che rispondono soprattutto ad esigenze di conciliazione tra tempi di lavoro e di vita famigliare. Si punta anche ad irrigidire gli orari, come quello della pausa pranzo. C’è poi l’ipotesi di colpire con penalità di 14 minuti in entrata in caso di ritardo. Colpo di spugna anche su un orario standard particolarmente adatto a conciliare i tempi di lavoro e di cura e che oggi viene utilizzato da 141 persone.

Ma i sindacati come spiegano questi interventi sugli orari da parte della Provincia? Cancellare part time e irrigidire gli orari per la Rsu significa fare fronte ai tagli che hanno colpito un centinaio di precari, lasciando sguarniti servizi fondamentali soprattutto negli assessorati Lavoro (i sindacati denunciano la situazione dei Centri per l’impiego) e Ambiente. Non solo: per la Rsu, come sottolinea Mancini, “è un modo per dare una patina di tardiva efficienza all’ente, e poi presentarsi ai tavoli istituzionali e cercare di salvare le Province”. Fortemente contrari anche i Cobas. Una manovra ipocritica, insomma, per la Rsu e i lavoratori, decisi a mettere in atto una grande mobilitazione per bloccare questa inziativa ammazza-part time.

 

 

18 maggio 2012
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