Varese

Al Pirola si smantella il dehors. Vince il Piantone

Il cedro del Libano in via Veratti

Quando il bar Pirola è passato da Corso Matteotti a via Veratti, una delle più grosse novità era il bel dehors con ombrelloni e tavolini annunciato per la bella stagione. Una novità annunciata anche grazie ad un pavimento in cemento che doveva servire da base. Da questa mattina sono iniziati i lavori di smentellamento del pavimento dopo che è stata denunciata la sofferenza delle lunghe radici della pianta, già in condizioni pessime per quanto riguarda la sua salute.

Come chiarisce il Comune di Varese “è stato risolto il problema della pavimentazione esterna del Bar Pirola in via Veratti, grazie alla collaborazione e all’interessamento della proprietà. Il regolamento del Verde Pubblico indica infatti che per un raggio di 7 metri dal fusto non possa essere effettuata alcuna opera di impermeabilizzazione del terreno. Il giardino esterno ha due parti: quella più vicina al piantone, il vialetto e quella più esterna”.

Per la parte prossima al fusto, già oggi la proprietà sta procedendo alla rimozione della pavimentazione già posata:  verrà sostituita con una pavimentazione galleggiante che garantirà la permeabilità del terreno.

Commenta l’assessore alla Tutela Ambientale del Comune, Stefano Clerici: “Il piantone è così tutelato. Siamo soddisfatti, come amministrazione, anche perché la proprietà si è dimostrata molto collaborativa nell’interesse e nella salvaguardia della “salute” del piantone, simbolo della nostra città”.

15 maggio 2012
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4 commenti a “Al Pirola si smantella il dehors. Vince il Piantone

  1. Paolo Franchini, Varese il 15 maggio 2012, ore 16:24

    La notizia mi pare buona, anche se non mi è chiarissimo il discorso dei 7 metri di raggio: la strada già asfaltata da anni e anni non conta? A occhio, anche questa rientra nel raggio. O no?

  2. Daniele Zanzi il 15 maggio 2012, ore 20:42

    ma che balle stanno raccontando???? 7 metri di rispetto e’ una distanza ridicola in considerazione delle dimensioni dell’ esemplare e dello sviluppo del suo apparato radicale. Il regolamento del verde dovrebbe essere adattato alle differenti situazioni e casistiche ! Mi piacerebbe poi sapere di cosa si tratti questo pavimento galleggiante che lascia respirare le radici!!! La verita’e ‘ che si dovevano lasciare le condizioni ambientali in cui il piantone era abituato a vivere da 50 anni. Altro che dire di avere. Salvato e tutelato il simbolo di Varese.Ridicolo!!!!

  3. cittadino superpartes il 16 maggio 2012, ore 17:03

    Come sempre quando c’e’ di mezzo la tutela ambientale e i suoi tecnici, le cose non sono mai chiare. L’assessore parla della proprieta’ collaborativa, perche’ per applicare i regolamenti occorre il beneplacito del trasgressore?.Sarebbe interessante sapere le Guardie Ecologiche non hanno visto niente dato che da quelle parti si vedono spesso?L’assessore informi i cittadini che hanno a cuore questo luogo e il suo prezioso cedro

  4. bruno belli il 16 maggio 2012, ore 18:16

    Comprendo la rabbia del dottor Zanzi che, con competenza ed esperienza, esprime sempre un punto di vista qualificato ed indiscutibile.
    Quello che non si comprende (o che si comprende benissimo) è il perchè gli Amminsitratori – che dovrebbero essere pari ai cittadini per doveri e diritti, cercando di tutelare, conservare e migliorare il patrimonio comune – ignorino le indicazioni espresse in modo competente ed assennato.
    Tra il patrimonio di Varese, il verde dovrebbe essere tra le assolute priorità, ma assistiamo ad una violenza gratuita ed inopinata nei confronti di questo valore.
    Anzi, la violenza, oggi, è nei confronti della ragionevolezza.

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