Lettere

La cultura e la politica

La politica dovrebbe essere un fatto culturale. Se la cultura è l’insieme delle caratteristiche comuni che permettono l’identificazione di un gruppo sociale, la politica ne dovrebbe risultare diretta emanazione. Cittadini e politici, amministratori del “bene comune”, dovrebbero seguire un procedimento logico e disinteressato nelle scelte.

In questi momenti di gravi difficoltà e di reali tensioni sociali un fatto è chiaro: l’attuale classe politica, frutto d’improvvisazioni accumulatesi in almeno 25 anni, non è in grado di rispondere tanto alle necessità dei cittadini, quanto, fatto gravissimo, di instillare negli stessi la pur minima fiducia.

Qui a Varese, come nel resto d’Italia, il dato più allarmante delle ultime amministrative che si concluderanno la prossima settimana con i ballottaggi è l’elevato astensionismo. Chi sono coloro che si astengono dal voto? Se devo basarmi sulla triste realtà che 2/3 degli italiani – ossia più del 60% – siano “analfabeti di ritorno” (in altre parole gli “alfabettizzati”, spesso anche laureati, che non sono in grado di comprendere, ad esempio, il contenuto di un trafiletto) – credo che il numero degli astenuti possa essere rappresentato da coloro che sanno ancora adoperare la testa con senso critico.

Mi chiedo, infatti, se la maggioranza dei politici d’oggi, indipendentemente dal credo e dal colore, la quale segga in parlamento o nel più piccolo consiglio comunale, sappia coniugare il pensiero all’atto pratico, perchè ho gravi dubbi – dati i risultati – di questa capacità di sintesi tra i due aspetti, la quale dovrebbe essere, invece, alimento stesso e base dell’attività politica.

Gli Italiani oggi preferirebbero fatti concreti e risultati visibili (anche se diluiti nel tempo) alle parole. L’abate Dinouart ricordava che tacere è un’arte e che è meglio parlare solo quando si abbiano carte concrete in mano, ma non ci aspettiamo che i figli della “politica” degli ultimi 20 anni ne comprendano il significato.

Pensiamo, ad esempio, soltanto alla contraddizione, stando alle notizie varesine della settimana, che vede il PD difendere l’operato di Monti, salvo poi firmare un atto con l’UDC che – nella sostanza – critica l’introduzione di una tassa come l’Imu così come è stata pensata e concretizzata. E’ quantomeno opinabile, tra l’altro, che un partito che, a parole, si dice vicino ai problemi della gente comune, ed alla garanzia della democrazia continui, di fatto, a genuflettersi davanti a Monti, con una genuflessioncella da fa diventare blu d’invidia quel Metastasio apostrofato dall’Alfieri, quando il cesareo poeta doveva farla, per etichetta, alla grande Maria Teresa d’Austria.

Oppure dovrebbe far riflettere che Lega e PDL di Palazzo Estense paiono non rendersi conto che il parcheggio previsto sotto il parco di Villa Augusta non risolverà punto il problema del traffico a Varese, data la conformazione topografica assunta dalla città in ossequio alla rete stradale creatasi dopo gli sventramenti del centro operati in età fascista.

Una delle prime cose che molti politici nostrani, e non, dovrebbero mettersi nella zucca – per non provare definitivamente d’averla, per lo più, vuota – è di essere in grado di ascoltare e di riflettere sulla cosiddetta “ragione degli altri”. Ascoltarla non per subirla, ma per attuare in sintesi gli aspetti positivi che possiede la ragione di, entrambe la parti, per ponderare le conseguenze d’ogni decisione, riducendone, così, le cadute negative che ogni scelta porta inevitabilmente con sé.

Mi spiace rimarcarlo, ma la capacità di seguire un filo logico – in tutte le discipline umane – è data dall’elasticità della mente (o “cultura”) che si crea soltanto con quell’esercizio continuo che è la volontà di approfondire, non di restare sordi e con il paraocchi, testardi come chi presuma di avere tutte le risposte e che, così, non cresce mai.

Bruno Belli

 

14 maggio 2012
© RIPRODUZIONE RISERVATA

21 commenti a “La cultura e la politica

  1. giulio moroni il 15 maggio 2012, ore 10:18

    “E’ quantomeno opinabile, tra l’altro, che un partito che, a parole, si dice vicino ai problemi della gente comune, ed alla garanzia della democrazia continui, di fatto, a genuflettersi davanti a Monti, con una genuflessioncella da fa diventare blu d’invidia quel Metastasio apostrofato dall’Alfieri, quando il cesareo poeta doveva farla, per etichetta, alla grande Maria Teresa d’Austria.”

    a parte le 11 virgole in 4 righe, non capisco proprio. se mi date un aiutino, grazie.

  2. Bruno Belli il 15 maggio 2012, ore 16:56

    Mi spiace che il consigliere Moroni non riesca a comprendere una frase molto semplice (dovrei annoverarlo tra il 60% sopra citato). Parlo del PD: quindi, mi pare che sia chiaro come lo veda genuflettersi tale e quale a quanto doveva fare il Metastasio (per mettere insieme il pranzo con la cena).

    Ringrazio comunque il Consigliere M

  3. Bruno Belli il 15 maggio 2012, ore 17:02

    Mi sono interrotto perchè il computer si è disconnesso e mi scuso per il precedente post.
    Termino quanto sopra:

    Ringrazio comunque il consigliere Moroni che, con la sua provocatoria domanda (credo, infatti, che Lui abbia capito benissimo quello che c’è scritto, perchè tutto mi è stato detto, negli ultimi 20 anni, salvo che non esprimo chiaramente le mie idee e posizioni, per iscritto e verbalmente), non ha fatto altro che accentare quanto sia vero il problema dell’analfabetismo di ritorno.

    Le virgole ci vanno tutte: se Lei legge la frase ad alta voce sentirà naturalmente le pause.
    Quella di rileggere ad alta voce dovrebbe essere una buona abitudine che consiglio anche a Voi politici: sareste così sempre certi di dovervi ascoltare.

    Qualcouno dei politici, così, si accorgerebbe, poi, che talora è meglio tacere piuttosto che parlare tanto per farlo…

  4. Emiliano il 15 maggio 2012, ore 21:07

    I risultati che “questa” politica alla lunga sta producendo si traducono nel successo elettorale, dunque popolare, avuto prima – a partire dal 1994 – dal Cavalier Berlusconi (che politico non è e dalla politica non proviene) e più recentemente dal chiaccherato Beppe Grillo (comico polemista, ma neanch’egli politico).
    Forse nessuno di essi si è ancora reso conto che se la politica – tutta la politica – non si dà una regolata e cambia dal suo interno, è destinata a sua volta ad essere abbandonata proprio dalle sue principali vittime: i cittadini.

  5. @ giulio moroni il 15 maggio 2012, ore 22:07

    Gentile consigliere Moroni, ma come ha fatto a non pensarci? Le cose che scrive Belli non devono essere lette in silenzio ma devono essere lette ad alta voce. Insomma, come dirglielo? Vanno declamate. Ha capito? De-cla-ma-te. Solo così potrà apprezzarne “le pause” (è Belli stesso a dircelo: “le pause”). Se poi, gentile consigliere, lei avesse la bontà di mettersi in piedi e magari sull’attenti con una mano sul cuore, vedrà che emozioni.
    La prossima volta che scrive qualcosa, faccia lo stesso: legga a voce alta. Così sarà certo di ascoltarsi… Certo qualche dubbio viene di fronte alla frase della “genuflessioncella da far diventare blu d’invidia quel Metastasio apostrofato dall’Alfieri”. L’avrà il Belli letta a voce alta? Si sarà ascoltato? Forse no, forse non abbastanza. Ma se lei è lì davanti al computer e la sta rileggendo a voce alta, si ricordi di mettersi la mano sul cuore e, a quel punto, gliela passi!

  6. bruno belli il 16 maggio 2012, ore 01:05

    Non ho mai detto che quanto scrivo debba essere declamato. Leggere ad alta voce significa semplicemente ripetere quello che si legge, senza bisogno di farlo come se si tenesse un comizio.
    Vede, ad esempio, i Latini lo facevano sempre e, con pochissime leggi, nel bene e nel male, “diressero” una repubblica ed un impero per circa 1000 anni.
    Oggi, con moltissime leggi, decreti leggi e leggine (molte fatte anche durante il governo Berlusconi PDL/LEGA) – e tanta confusione nelle teste, la maggioranza dei politici non sa più nemmeno leggere a bassa voce, riflettendo sulle virgole, che, visivamente, aiutano ad “organizzare” il pensiero.
    D’altra parte, stando all’argomento dell’ analfabeitsmo di ritorno, sono anche convinto che dovremmo tutti tornare a scuola, ma, possibilmente, sforndata dagli “sciocchezzai” degli utlimi 20 anni, non dimenticando quelli delle Moratti e delle Gelmini…

    P.S. A tali propositi, Lei, che s’intende di politica, mi saprebbe dire se la frase di Tacito, “Corruptissima res publica, plurimae leges” (uno stato corrotto vanta numerosissime leggi) mantiene sempre la sua validità, guardando a scandali, scandaletti, giri di danari, baronie, delfinati, listini blindati, ecc?
    E, soprattutto se è la “corruptissima res publica”, secondo Lei, a generare le “plurimae leges”, o queste a produrre lo stato corrotto? E, inoltre, se è Roma ad essere “ladrona”, o, se piuttosto, all’occorrenza, non lo possano divenire taluni, di qualunque estrazione e provenienti da qualunque landa peninsulare a comportarsi in modo opinabile?
    Ed, infine, fatto che sta a cuore dei cittadini che pensano (e che le mani, purtroppo, ora, possono mettersele solo sul sedere, non sul cuore, per ammoritzzare il tonfo a terra in cui la società italiana è caduta grazie anche a certa politca): giova ricordare il vecchio apologo secondo cui non solo colui che agguanta i tesori, ma anche chi regga il sacco e chi facciua da palo, senza toccare alcunchè – sia ben chiaro – ma intuendo, sia “reo”?
    Non crede che, oggi, si debba cercare di percorrere una nuova strada e si debba portare la politica alla sua dimensione “morale” che ha perso? Gli esempi non dovrebbero venire dall’alto? Ma, oggi, quali sono gli esempi? Sfogliamo i giornali e non credo che le persone “dabbene” si identifichino in chi li dovrebbe rappresentare.
    Negare il fallimento della politca degli ultimi 20 anni, significherebbe negare che i cittadini stanno veramente male e che chi avrebbe dovuto vigliare sul funzionamento dello stato non si è accorto che gli ingranaggi incespicavano.
    Se sia stato perchè non voleva vederlo, o non ne era in grado, non sta a me giudicarlo. In entrambi i casi, si tratta di una pesante responsabilità.
    Duro a dirsi, ma, da giornalista, credo che uno dei compiti di chi svolga questo mestiere, sia di ricordare anche i fatti meno “comodi”.
    E, da parte mia, ogni replica su questo aromento, termina qua. Sono stato anche troppo prolisso, e me ne scuso.
    Bruno Belli.

  7. giulio moroni il 16 maggio 2012, ore 11:13

    ahahaha!!! ma questo commento qua sopra non l’ho scritto io! qualcuno si è appropriato del mio nome e cognome facendolo precedere da una “@”…

  8. bruno belli il 16 maggio 2012, ore 16:33

    Chiunque l’abbia scritto, quanto ho espresso è chiaro ed è quantp penso.
    Chi sfotte, poi, probabilmente ha due motivi:

    1) o non ha le capacità di comprendere le vere difficoltà in cui tutti ci troviamo
    2) o è così fortunato da non esserne toccato
    3) oppure ha capito che quanto ho detto è la pura realtà, e la cosa da fastidio (a lui, a loro, non importa.

    Sono sempre più convinto, inoltre, che a Montale abbiano dato il Nobel per avere avuto l’acume di scrivere un verso molto vero, che si adatta benissimo a noi essere umani.
    “I pirla non sanno di esserlo”.

  9. Emiliano il 16 maggio 2012, ore 21:15

    Mi sembra di poter dire che, a questo punto e di questi tempi, paragonare o confondere cultura e politica sia come paragonare una bella bisteccona fiorentina a un’insipida mozzarella piena di conservanti chimici…
    L’unica cultura che purtroppo la politica è ben capace di “coltivare” – ma nei limiti del proprio orticello – è quella del denaro, e non credo sia un luogo comune.
    Con rispetto.

  10. ombretta diaferia il 18 maggio 2012, ore 13:52

    illuminata da questa discussione, vorrei rifarmi al tema “poilitica e cultura” (perché purtroppo è questa la successione per importanza) raccondando un aneddoto quotidiano.
    ci capita spesso di trovare abbandonati sul ciglio della strada dei sacchetti che raccolgono rifiuti. questa mattina ho contattato ASPEM per segnalare l’ennesimo abbandono e richiederne la rimozione.
    l’organismo deputato alla raccolta risponde “deve rivolgersi al comune di varese assesorato all’ambiente. sono loro che devono segnalarcelo.”
    contatto l’ufficio indicato (di cui ovviamente mi avevano fornito recapito del centralino) che mi risponde essere compito di ASPEM, che “sa adesso è un SPA noi non contiamo più nulla.”
    ed io rifletto: la politica invece di occuparsi della normale gestione amministrativa (non dovremmo inseguire Salerno come ci educano i 6×3 dell’ASPEM?) in questi giorni faceva i balletti delle nomine. però, quando bisogna affrontare un problematico quesito di raccolta rifiuti nessuno ne è responsabile.
    morale: questa è la cultura e la politica che vedo a Varese.
    ed il quesito verrà risolto dalle mie manine, che andranno a rimuovere quel sacchetto indecente abbandonato, con la complicità della politica, da un cittadino sul marciapiede che da dieci anni nessuno mette a posto (cultura o politica?), ma serve a far transitare pedoni che son bambini e anziani… gente che quando legge pedibus dice “che bravi i nostri amministratori”.
    ma io trascorro le mie ore nella cultura, portando a malincuore fuori dalle nostre mura il nome Varese ed anche andando a ramazzare le strade pubbliche.
    ringraziando per lo spazio concesso alla cultura della politica che ai cittadini sta insegnando che la migliore cultura è la politica. cioé far nulla, comprare lauree, burlescare per una poltrona politica che ti dà uno stipendio.
    ed io me lo sono tolto da anni. per la cultura.

  11. bruno belli il 18 maggio 2012, ore 16:14

    Ombretta Diaferia ha tutte le ragioni. Tutte le ragioni di chi ragiona…(voluto gioco di parole).
    Purtroppo, il ragionamento è un lusso che la politica (non educata) ci vorrebbe togliere del tutto. Certamente, ribaltare i termini della quesitone come fa Lei, è comprensibile, ma semplicemente perchè, oggi, il politico – per lo più – non ha cultura, nel senso che non ha percorso un cammino d’espereinza.
    Un tempo, i grandi partiti – di qualunque colore fossero – educavano i loro iscritti e, per chi volesse dedicarsi alla politica attiva, prevedevano un reale cammino accanto ai più esperti, per poi lasciar loro adeguato spazio, sulla base delle effettive capacità e dei reali meriti.
    Poi, si è pensato, da parte di un certo manager Berlusconi – che tutti possano fare tutto grazie alla smisurata ed egocentrica intraprendenza e gli errori sono caduti dalla politca sui cittadini,
    Perchè, ricordiamo, ci si può anche non interessare di politica, ma, infine, è la politica che si interessa a noi.
    Perchè i cittadini sono comunque un’espressione di un insieme di idee e di tradizioni (cultura) e sono essi stessi “politica”.

    Anch’io, come Lei, per la cultura – e, soprattiutto – per il volere parlare chiaro, senza remore e con serena lucidità – ci ho rimesso una regolare retribuzione e, da qualche mese, l’ospitalità dello “storico” quotidiano varesino con il quale ero cresciuto.

    Consoliamoci del fatto che, almeno su VARESEREPORT, fatti e pensieri possono essere proposti tali quali appaiono e sono.
    Non finirò mai di ringraziare per questo il Nostro direttore ANDREA GIACOMETTI, per il quale il massimo rispetto deve essere riservato al lettore.
    Come affermava Monatnelli, il vero proprietario dei giornalisti e del libero pensiero è coloui che legge e che, a sua volta, sa organicamente farsi un opinione…

    Tutte “COSE CULTURALI” che, alla maggior parte delle politica d’oggi – ed ai molti lacché – non piacciono; non possono piacere. Se poi la gente pensasse troppo, che ne sarebbe di loro?

  12. Fausto Gambaro il 18 maggio 2012, ore 20:40

    Gentile Sig ra Ombretta Diaferia, le scrivo in proposito al suo sfogo riguardante l’abbandono di rifiuti nella pubblica via, di cui a tutte le ragioni di lamentarsi. La invito alla prossima occasione che riscontrera’ questo fenomeno, a contattare la Guardia Ecologica del comune che ha i propri uffici in via Busca 5 deputata ad eseguire questi controlli ed in collaborazione con Aspem farli rimuovere Le Guardie Ecologiche fanno capo alla Tutela Ambiente area XI ASS Stefano Clerici
    e sono al servizio di tutti i cittadini.
    Per segnalazioni Mail gev.coordinatore@comune.varese.it
    Cordiali Saluti

  13. Emiliano il 18 maggio 2012, ore 22:24

    Quando il livello culturale e anche “pratico” (diciamolo) della discussione si innalza, dei politici non si nota ne l’ombra ne la presenza. Abbiamo qui un noto personaggio del mondo della cultura varesina che critica costruttivamente e una gentile cittadina contribuente che si umilia a raccogliere la spazzatura lasciata per strada da qualche incivile… ma nessuno che si degna di un “grazie”, di un “parliamone”, di un cenno. Nulla di nulla.
    Dunque da cittadino ex-varesino, che soffre nel vedere tanta decadenza nella città in cui ha vissuto oltre un quarto di secolo, va il mio rispettoso (per quello che conta) GRAZIE sia a Bruno Belli che a Ombretta Diaferia.
    Mi consolo (si fa per dire…) col fatto che ciò non accade solo a Varese.

  14. ombretta diaferia il 19 maggio 2012, ore 09:07

    l’aneddoto, con mia grande sorpresa, ha avuto un risvolto positivo: per la prima volta le mie manine non han dovuto agire…!

    forse, quindi, a punzecchiare, qualcosa si ottiene, caro bruno.
    quindi, cerchiamo di tenere alto il livello.
    ormai mi son abituata a sentirmi tacciare come quella “contro” per la mia continuo spirito critico (considerato reato per la nostra cultura), come quella che “snob” perché agisce una cultura accrescitiva e non un vuoto intrattenimento volto a “condizionar” le menti ed orientarle in cabina elettorale.

    ma se teniamo alto il tiro, i politici (e non solo) devono per forza rispondere a tono.
    ed al contrario nostro, caro bruno, han problemi d’immagine, quella che non tocca la cultura, perché l’immagine vien costruita per patinar prodotti vuoti…

    almeno punzecchiamo ed “aiutiamo” a stimolare il pensiero di quelli che riescono a verbalizzare parole vuote come “se facciamo un parcheggio sotto un parco storico, l’ambiente non ne risentirà”, di quelli che han fatto il giro d’Italia con le loro espressioni minacciose contro i cittadini che dimostrano non condividere le loro speculazioni immobiliari!

    questa è cultura in azione: partire dal basso livello per cercare di arrivare a quello alto raggiungendo quel “medio” in cui “stat virtus”!

    un grazie sempre vivo ad Andrea Giacometti ed a questa testata on line, che rivoluziona quotidianamente per la sua indipendenza.

    ed alza il livello culturale dalla mera medializzazione di chi compila giornali “scrivendo quello che i lettori vogliono sentirsi dire”.

    saluti
    od

  15. bruno belli il 19 maggio 2012, ore 10:32

    Grazie, Emiliano, per questo suo post.
    Siccome quello che faccio e dico, non lo faccio per un motivo personale, ma perchè “soffro” nel vedere cittadini e città “violate” talora dalla stupidità e non sopporto – per carattere – la pur minima “ingiustizia” di qualunque tipo, la ringrazio davvero per quanto ha scritto.

    Certo, c’è il silenzio dei politici, ma è un silenzio molto eloquente, credo anche disarmante, ma ci insegna molto di più che eventuali parole spese a sproposito, come se si fosse sempre durante una campagna elettorale e non sopra di un terreno che va “coltivato” ed “arricchito”, nonostante la crisi. Altrimenti ci si ferma e si precipita.

  16. bruno belli il 19 maggio 2012, ore 10:36

    Mi scuso, ho dimenticato solo una cosa.

    Vedo con molta soddisfazione che, con gentilezza e professionalità, vi è un intervento di Fausto Gambaro, che non conosco, ma credo, dalla mail lasciata che sia un funzionario comunale, il quale risponde ad Ombretta Diaferia.

    Queste sono quelle “piccole” cose che il cittadino vede con soddisfazione ed aspetta.

    Credo che Ombretta Diaferia sia lieta quanto me di essere riuscita, per lo meno, a far conoscere pubblicamente una notizia di comune utilità.

    Ma anche qui, ci si sono dovuti “mettere” i tanto vituperati “intellettuali”….

  17. ombretta diaferia il 19 maggio 2012, ore 20:35

    gentile signor Gambaro,

    ha proprio ragione: ho tutte le ragioni!
    Peccato che il mio non sia uno sfogo, ma una precisa richiesta di rispetto da parte di chi viene retribuito per un servizio.
    Io invece non mi occupo di “tener” pulita la città, bensì di “sporcarla” di cultura.

    Tema al quale ritornerei con piacere, esclusivamente per restare nel mondo in cui vivo: stamane, mentre ritiravo a Milano un premio per la poesia di un ristretto che ha lavorato con me, la celebrazione è stata interrotta per la notizia della violenza inaudita che ha falcidiato la vita di una giovine.
    E’ stato il minuto di silenzio più vero di tutta la mia vita: ero in quella sede milanese per ritirare gaudente dalle mani di Milo De Angelis il riconoscimento per un giovane ventenne e contemporaneamente condividevo silente il minuto, per nulla retorico, dedicato ad un’aggressione ingiusta al simbolo della nostra cultura, quello dove si dovrebbe cominciare a gettarne le basi, queelo dove si è concluso il viaggio terreno di una giovanissima donna.

    Ma la violenza più grossa l’ho subita tornando in città, nella mia Varese, trafelata per raggiungere il presidio organizzato da Libera.
    Durante il viaggio, ovviamente, ho ascoltato gli aggiornamenti radiofonici, che diffondevano il messaggio dei rappresentanti nazionali dell’Associazione contro tutte le mafie: a Brindisi chiedevano di non costellare le piazze di simboli, semplicemente per essere uniti tutti esclusivamente nel manifestare contro l’inaudita violenza perpetrata stamane contro ogni cittadino Italiano.

    Raggiungendo il corteo a Varese un brivido ha percorso la mia schiena: sventolavano bandiere!
    Ho chiesto ai rappresentanti di Varese il permesso di ricordare a chi le deteneva le parole che avevo udito pronunciare sul palco di Brindisi (da dove peraltro la folla ha fatto scendere i politici, tutti i politici, di ogni colore!).
    Mi è stato risposto da queste persone che non dovevo permettermi di chiederlo!

    Torno al mio desktop, apro le testate online, arrivo a varesereport.it e verifico che la home è zeppa di messaggi di rappresentanti politici.

    Questi sono i segnali chiari dell’impossibilità di lottare contro la violenza diffusa ad ogni livello in questa finta e democratica Italia, perché il protagonismo, il simbolo, la rivendicazione, viene prima di ogni desiderio di giustizia, rispetto ed equità.

    Ed i versi iniziali della poesia di Francesco premiata stamane da un sommo poeta come Milo De Angelis, erano premonitori:
    “la mia cultura è
    sottoterra
    …”

  18. Emiliano il 20 maggio 2012, ore 12:52

    E’ assurdo ma è così… la politica, quella con la “p” minuscola, si impossessa anche dei martiri e delle vittime per sudici scopi propagandistici. Ma è così anche per la “cultura”, la quale – pure – per molti è un manifesto politico da sbandierare contro l’avversario, e da usare secondo le proprie “convenienze” (o “angolature storiche”, se preferisce).

  19. Mariella Fantoni il 22 maggio 2012, ore 16:49

    Leggo con interesse ed attenzione gli scritti firmati da Bruno Belli:motivo di approfondimento ed arricchimento per la mia conoscenza, ovvero per la mia pur sempre limitata cultura.
    Ho seguito in questi giorni i commenti alla lettera di Belli
    “La cultura e la politica” e mi sono soffermata a riflettere sull’intervento del signor Giulio Moroni:intervento che mi ha suscitato perplessità, stupore ed anche smarrimento.
    Sono pienamente convinta che Cultura e Politica debbano essere un binomio inscindibile:lo testimonia da sempre la storia e, più che mai, il nostro tempo. Ma passiamo oltre.
    Mi rivolgo al signor Moroni che, dal Suo scrivere, penso sia giovane ed è per questo che mi sento,io non più giovane ahimè!,di invitarlo a prestare attenzione alle mie parole. Se invece il signor Moroni avesse,anagraficamente parlando,già superato il mezzo secolo allora,Signor Moroni,sono a pregarLa di non proseguirne la lettura,perché Le procurerei solo perdita di tempo.
    I consigli,frutto di esperienza,si offrono ai giovani,con la speranza di aiutarli a crescere,a migliorarsi e contribuire così
    ad arricchire il nostro vivere civile,nevvero? Già,ma leggo che Lei ha un ruolo di consigliere:quali consigli sente di poter dare?
    Suvvia,io Le offro la mia solidarietà nei confronti di Bruno Belli,consigliandoLa di mettere da parte la sciocca,puerile provocazione contenuta nella Sua lettera,che evidenzia con il conteggio delle 11 virgole, un senso,mi permetta,di giovanile stupidità.
    Scriva una buona lettera a Belli,porga le Sue scuse e chissà che non nasca anche una bella,costruttiva amicizia!
    Dimentichi chi ha scritto usando il Suo nome e bene ha fatto a denunciarlo con il Suo “Ahahaha!”. A proposito Le faccio notare che c’è una “a” in più e che la Sua insegnante di Italiano Le avrebbe consigliato di sicuro un’espressione più corretta,ossia “…Non ho scritto io quel commento”,più scorrevole di “…ma questo commento qua sopra non l’ho scritto io!”.Concorda?
    Concludo,indirizzando al lettore che si è appropriato del suo nome e cognome,preceduto da “@”,con una frase che il mio Maestro era solito ricordare:“Arroganza fa rima con ignoranza!” Non dimentichiamolo mai:per crescere!
    Un cordiale saluto a tutti i lettori.

    Mariella Fantoni
    Varese, 22 maggio 2012

  20. giulio moroni il 22 maggio 2012, ore 17:59

    gentile signora fantoni, aimè ho oltrepassato il mezzo secolo da tempo, ma vedo che non esiste età per farsi fare i cazziatoni da destra e manca…. buon’ultima arriva lei che mi consiglia di porgere le mie scuse al belli e mi becca in fallo per la carenza di una “a” dal mio urlo munchiano!!! beh’, dal momento che credo di essere una persona di spirito, così come lo è lei e soprattutto autoironica e votata alla leggiadria, mi faccio una bella risata invece di farmi salire la pressione. dopodichè mi permetto di fornirle alcuni dati personali non sensibili e cioè sono uno dei pochi laureati del consiglio comunale ed anche uno dei pochissimi usciti dal cairoli (certo a calci nel sedere), quindi – se permette – ritengo di avere anche io un tantino di legittimazione per poter esprimere a modo mio ovviamente, qualche idea. una di queste è il mio senso di smarrimento quando leggo alcuni passaggi dei pezzi del signor belli; oltre all’utilizzo abnorne delle virgole (che sottolineo per sdrammatizzare e l’autore ne aveva capito il senso) non mi quadrano certi ragionamenti, ma questo deve essere un mio limite, visto che voi tutti onorate l’autore. non sono un politico, ma un varesino che vuole fare qualche cosa di buono per la sua città; cerco però di stare un pochino sottotraccia e quindi non mi metto a scrivere manifesti quando raccolgo qualche schifezza dalla pubblica via e lo infilo in un cestino dei rifiuti, così come non racconto alla stampa che ho rinunciato da mesi al gettone di presenza; non faccio campagna elettorale ammiccando a destra e sinistra. tanto è vero che lei, signora fantoni, attenta osservatrice delle vicende varesine e lettrice di varesereport, nemmeno conosce a che gruppo appartengo. forse è un bene, o forse è significativo del distacco che da ultimo ha la gente comune per la politica; forse anche lei fa parte del gruppo “analfabeti di ritorno” che non sono andati a votare, circostanza che andrebbe a rafforzare il pensiero del nostro belli. forse il suo “stupore, perplessità e smarrimento” alla lettura del mio brevissimo intervento è solamente frutto della sua incapacità a comprendere un pur semplice “trafiletto”, così parafrasando le parole del già citato belli. oppure tutto insieme e quindi a questo punto pari siamo e mi sento molto meglio, mi creda, perchè ero molto preoccupato di essere rimasto l’unico a non capire.
    quanto al belli, continuerò a leggerlo ed a dirgli ciò che penso perchè credo al confronto e non all’arroganza di chi ritiene di sapere tutto.
    mi stia molto bene,
    giulio moroni

  21. bruno belli il 23 maggio 2012, ore 12:42

    Mi permetto solo due parole…con le virgole necessarie (non abuserò).

    Credo fermamente che tutti possano esprimere la propria opinione e discuterne, perchè il confronto porta sempre a qualche risultato.

    Il mio fine è quello di rendere attiva la cultura – ed il dibattito nè e la base.
    Poi, non tutto quello che affermo sarà condiviso. Ci mancherebbe. Se le pretendessi, vi autorizzerei a darmi del pazzo.

    Noto solo con vivo piacere che un “pochino” credo di esservi riuscito, anche se c’è molta strada da fare.

    Il MERITO va ad ANDREA GIACOMETTI – uno dei pochi giornalisti che, veramente LIBERO – mi ha permesso di esprimere le opinioni quale “operatore” del settore e giornalista, mentre altri, per i quali ho lavorato a lungo, mi hanno letteramente TAPPATO LA BOCCA .

    Ovviamente, poi, è ncesssario avere quattro LETTORI da ringraziare. Mi sembra che quattro ci siano…
    Cerco di fare tesoro sulla sintesi di tutto quanto avete scritto, per proporne aspetti nella mia aittività dei venerdì futuri (se seguiteranno), da GIULIO MORONI, ad OMBRETTA DIAFERIA, da PAOLO FRANCHINI a MARIELLA FANTONI ad EMILIANO CIPRIETTI ed agli altri, con pseudonimo o no.

    La cultura è confronto, quando è tale è anche vivere nella e per la società. Forse è anche un po’ di politica, quella migliore, quella che dobbiamo cominciare ad indirizzare nei palazzi.

    Chissà che sia GIULIO MORONI a volere inaugurare, a Varese, una “moda” di reale confronto? In fondo, se devo fare tesoro di quanto ha scritto Emiliano, MORONi è l’unico politico ad essere intervenuto. Credo che sia un merito: purtroppo, 1 è poco, ma è sempre più di nessuno.

Rispondi