Varese

“Fareitalia”: parliamo ai moderati che si sentono orfani

Un’area plurale, con presenze diverse, con esponenti di partiti diversi, Pdl, Futuro e Libertà, Udc. E’ l’area che punta, con un  obiettivo alquanto ambizioso, anche per l’ambiguità dei termini, “unire i moderati”. E’ l’area che organizza domani, sabato 12 maggio, alle ore 16,  presso la sede di  Via Dandolo 25, a Varese, il dibattito dal titolo “Dall’Euroshock all’Europopolo, unire i moderati italiani per contare di più in Europa”. Un confronto al quale parteciperanno Lara Comi, europarlamentare e coordinatore provinciale del Popolo della Libertà, e Adolfo Urso, parlamentare nazionale e presidente di Fareitalia. Modererà il dibattito Fabio D’Aula, consigliere comunale Pdl di area laica a Varese (nella foto, gli organizzatori).

A capeggiare questa area due associazioni cultural-politiche, “Fareitalia” e  “Meritocratici di Varese”. Enrico Argentiero, già ccordinatore di “Futuro e Libertà” a Varese, ora coordinatore provinciale di “Fareitalia”, spiega che vogliono “rappresentare una speranza per chi non si riconosce più nei partiti canonici del centrodestra. Non siamo contro i partiti, ma essi devono riacquistare sintonia con elettorato e società civile”.   ”Ci riconosciamo nella carta dei valori del Ppe europeo – insiste Alessio Valle dei “Meritocratici” -. Il popolarismo europeo resta il nostro punto di riferimento”.

Tra gli esponenti di “Fareitalia” anche due consiglieri comunali Pdl di Varese, Domenico Battaglia e Fabio D’Aula, tra i fondatori di “Meritocratici”. “Vogliamo essere un laboratorio di idee – dice D’Aula – a prescindere dall’appartenenza ai partiti. Un laboratorio che offre riflessioni e proposte culturali a politici e società civile. Dando una speranza a quell’elettorato che oggi si sente orfano nel centrodestra”.

11 maggio 2012
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Un commento a ““Fareitalia”: parliamo ai moderati che si sentono orfani

  1. bruno belli il 11 maggio 2012, ore 16:09

    Mah! Tanti nomi diversi, tante parole, ma la solita “fabula”… (E non che le sinistre faccaino tanto meglio!)
    Ascoltiamo da tempo discorsi simili e si macina sempre la solita crusca, tra l’altro di qualità peggiore rispetto a quella che gli Italiani si sono adattati a mangiare da quando scese in campo Berlusconi, assistendo ad una mobile area di “centrodestra” – laica e cattolica – che ha assunto tante casacche e nomi da fare invidia alla mutevolezza del camaleonte, oltre che ad esseresi frantumati in movimenti che ora paiono volersi di nuovo riunire per evitare lo scollamento non truppo futuro dalle poltrone e poltronette.
    Gli Italiani preferirebbero i fatti alle parole, ora.
    L’abate Dinouart ricordava che tacere è un’arte e che è meglio parlare solo quando si abbiano carte concrete in mano, ma non ci aspettiamo che i figli della “politica” (?) degli ultimi 20 anni ne comprendano il significato.
    Bruno Belli.

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