Varese

Ristorni frontalieri sbloccati. Ma ai sindaci restano dubbi

Da sinistra Carioni, Fontana, Formigoni, Roncoroni e Cattaneo

A poche ore dall’inizio dell’incontro tra Formigoni e i sindaci frontalieri è arrivata la notizia dello sblocco dei ristorni legati ai lavoratori che ogni giorno partono dall’Italia e si recano, per lavorare, in Canton Ticino.  Una coincidenza che subito diffonde soddisfazione tra i presenti alla riunione, a partire dallo stesso presidente della Regione Lombardia. Ma tra i sindaci seduti nella sala delle Ville Ponti non mancano dubbi e perplessità.

Al tavolo della presidenza, oltre a Formigoni, siedono il sindaco di Varese e presidente Anci Lombardia, Attilio Fontana, il sindaco di Lavena Ponte Tresa e presidente Acif, Pietro Roncoroni, il presidente della Provincia di Como, Leonardo Carioni, l’assessore regionale alle Infrastrutture, Raffaele Cattaneo, e l’assessore regionale allo Sport e Giovani, Luciana Ruffinelli. L’impegno, come subito dice Formigoni, è quello di redarre una dichiarazione finale congiunta che sarà consegnata al premier Monti da unaa delegazione formata dallo stesso Formigoni, da Fontana e da Roncoroni.

“E’ una ufficialissima notizia, lo sblocco dei ristorni, che si è verificato in seguito ad un incontro bilaterale tra Italia e Svizzera avvenuto questa mattina”, ha esordito Formigoni. “Un risultato che è stato conseguito grazie ad un’indefessa azione cha abbiamo portato avanti perchè i due governi sedessero ad un tavolo per l’accordo”.  Lo sblocco riguarda 23 milioni di euro, ma, come dice Formigoni, sarà un tavolo tecnico, che si riunirà al più presto, a gestire concretamente la partita. “Abbiamo sensibilizzato il Canton Ticino esprimendo forti preoccupazioni”, continua Formigoni, fino a raggiungere il risultato positivo. Un secondo problema è quello legato allo sconto benzina. Su questo fronte Formigoni propone al governo di stanziare 20 milioni di euro in via permanente per evitare la “fuga” in Svizzera delle auto italiane, evitando di fare perdere allo Stato italiano un gettito importante.

Dopo l’introduzione del presidente della Lombardia, ha preso la parola il sindaco Fontana che, a sua volta, ha espresso soddisfazione per la notizia dello sblocco dei ristorni. Subito Fontana si è rivolto ai primi cittadini presenti in sala, ringraziandoli. “Senza la vostra mobilitazione non avremmo raggiunto questo risultato”. Fontana non ha mancato di ringraziare l’ex ministro Maroni, che avrebbe “spinto i due governi a riprendere i contatti”. Appoggio a Formigoni anche sul tema dello sconto benzina. “Ma ottenere qualcosa dal governo italiano è molto più difficile che ottenerlo dal governo svizzero”, ha concluso il presidente Anci Lombardia, buttando in politica il ragionamento.

“Ma questi fondi quando arriveranno ai Comuni?”, si è domandato il sindaco Roncoroni, mettendo i piedi nel piatto e parlando di una “insidia”. “Si rischia che i fondi vengano versati ai Comuni fra un anno e mezzo. Se il 50% dei ristorni arriverà entro la fine del 2012, chiediamo che anche questi ultimi fondi appena sbloccati siano versati entro l’anno”. E

Per l’assessore regionale Raffaele Cattaneo questo sblocco “non è frutto del caso, ma di un lavoro di quasi un anno, in cui la politica e le istituzioni hanno fatto la loro parte”. Dall’assessore del Pirellone giunge anche un rimprovero al governo Monti. Dice che non tutto quello che fa il governo va bene. “Come il fatto di considerare la Svizzera quasi alla stregua delle Isole Cayman”, una frase che poteva apparire come una sorta di “captatio benevolentiae” nei confronti del Carroccio, presente al tavolo con tre suoi esponenti.

Dai sindaci presenti in sala, però, sono giunte voci che davano spazio a dubbi e perplessità. Maria Angela Bianchi, sindaco di Induno Olona, chiede che “i ristorni vengano pagati entro l’anno”. Un territorio frontaliero in difficoltà, quello che esce dall’intervento di Maria Sole De Medio, presidente comunità montana di Piambello: “spesso le nostre aziende emigrano in Svizzera”. Severino De Stefani, presidente della Comunità montana della Valchiavenna, invoca misure per quei lavoratori frontalieri perderanno il posto di lavoro, mentre il consigliere regionale Pd, Stefano Tosi, invita a guardare al di là della notizia impegnandosi per un “reale sviluppo del territorio”.

Formigoni conclude l’incontro e sigla la lettera rivolta a Monti con gli altri presenti al tavolo. Ma esclude che i temi sollevati nel dibattito, quello dei frontalieri che perdono il lavoro e le aziende che “scappano”, vengano inseriti nella dichiarazione finale. “Saranno temi di cui discuteremo con Monti”. Il documento finale accoglierà invece la richiesta del pagamento dei ristorni entro l’anno e che la percentuale del 38,8% per i ristorni non venga modificata.

10 maggio 2012
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