Economia

Sindacati: meno morti bianche, ma non ovunque

Un momento della riunione sindacale

Cgil, Cisl e Uil di Varese hanno riunito, questa mattina, presso il De Filippi, i lavoratori e i Rls (Rappresentanti lavoratori per la sicurezza) sul nostro territorio. Occasione dell’attivo sindacale, la spiegazione dell’accordo Stato-regioni sulla sicurezza del 21 dicembre 2011, che ora dovrà essere declinato a livello locale. Un momento di confronto e di dibattito che parte, ovviamente, dalla fotografia della situazione attuale. Ornella Riccardi, responsabile del Dipartimento Sicurezza per la Cgil di Varese, lo dice chiaro. “Nella nostra provincia, in linea con il Paese e con la Lombardia, sono diminuiti gli infortuni gravi, ma sono anche diminuite le ore di lavoro. Dall’inizio dell’anno, sono stati 2 a Varese e 22 in Lombardia”. Sicurezza, dunque, sotto i riflettori del sindacato, come conferma Marco Roberto Pagano, responsabile del Dipartimento Sicurezza Cisl di Varese: “Nonostante la crisi che morde e le divisioni nel sindacato, a Varese la sicurezza continua ad essere una priorità, e per i Rls si organizza anche una scuola”.

Una priorità che rilancia anche Giacinto Botti, segretario Cgil Lombardia. “Sì, la sicurezza è un imperativo per il sindacato, ma la crisi porta spesso ad abbassare la guardia, a considerare la sicurezza un elemento secondario”. Continua Botti: “Come sindacati, dobbiamo fare autocritica sulla distanza tra rappresentanti sindacali in azienda e Rls. Non ci deve più essere, devono essere collegati. Dobbiamo dedicare più attenzione ai Rls, figure difficili, che affrontano spesso grandi problemi. Nella trattativa, a tutti i livelli, la sicurezza deve tornare al centro”.

Conferma la leggera flessione degli infortuni mortali (da 61 a 59) nel 2011 rispetto all’anno prima. Un dato che viene sottolineato dalla segretaria Cisl Lombardia, Paola Gilardoni. Un dato che, però, va incrociato con un altro dato: sempre tra 2010 e 2011 si è registrato un aumento degli incidenti mortali in agricoltura (da 8 a 15) e nel comparto delle costruzioni (più 25%). Un segno più che riguarda soprattutto alcune figure: soci di cooperative, lavoratori autonomi, collaboratrici familiari. Insomma, figure più precarie. Figure che spesso, come conferma la Gilardoni, con gli stranieri, che proprio nei due settori in questione sono molto numerosi. “Pensiamo poi che qui parliamo di lavoratori in regola – chiude la segretaria Cisl Lombardia -. Resta poi il lavoro nero e sommerso, che certamente porterebbe i numeri degli infortuni ad aumentare”.

9 maggio 2012
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