Varese

Dolce, ironico, generoso professor Vecchioni

Roberto Vecchioni sul palco del Politeama di Varese

Tanti anni fa, quando si era giovani, i giovani non impegnati politicamente ascoltavano Baglioni. Parlava di sentimenti, amori, lui e lei, mentre tanti altri coetanei si scontravano nelle piazze. E pareva scontato che chi non frequentasse le piazze, finisse per amare le canzoncine di Baglioni, guardate con diffidenza soprattutto dai ragazzi di sinistra. Un ragionamento che, all’epoca, non faceva una piega. Se non che c’era Roberto Vecchioni. Che certo di destra non era, professore democratico e politicamente corretto, che però scriveva anche dolcissime canzoni d’amore. Un cane sciolto? Un “compagno” un po’ marginale? Eppure Vecchioni ha continuato per la sua strada, alla faccia delle ideologie.

Rivederlo ieri sera, in un Politeama stracolmo, platea e galleria, gli si dava ragione. Sì, aveva ragione lui, fin da allora: i sentimenti, gli affetti familiari, l’innamorarsi e l’essere ricambiati (o il non esserlo), tutto questo è qualcosa di fragilissimo, ma molto resistente al trascorrere degli anni, alla tanta acqua che è passata sotto i ponti. Certo, Vecchioni è notoriamente un interista (ieri sera era in sala anche Beppe Bergomi), ma si sa: nessuno è perfetto.

La tappa varesina del tour di Vecchioni “I Colori del Buio. Tour 2012″ al Politeama di Varese era legata alla necessità di raccogliere fondi per La Casa di Gabri della Cooperativa sociale Onlus comasca Agorà ’97, una comunità socio-sanitaria per 5 bambini con gravi patologie e disabilità. Una tappa che Vecchioni ha affrontato con sei musicisti sul palco, ai quali si aggiungeva, in qualche pezzo, un trio d’archi tutto al femminile. Un concerto che ha proposto una ventina di brani, accompagnati da frequenti dialoghi, davvero divertenti, con il pubblico su piccole questioni della vita di tutti i giorni, dalla mania per le diete (“vi prego, questa sera fate un fioretto: non mangiate il bifidus”) fino all’invidia e al pizzico di odio per chi sposa la propria figlia. Il tutto leggero, leggero, senza sbavature.

Non è mancato, però, un momento politico del cantautore milanese: quello contro l’antipolitica. “Un discorso qualunquista, menefreghista, ma soprattutto un alibi. No, dobbiamo in ogni modo ribellarci e cambiare le cose”. Grande professore politicamente corretto.

Ma soprattutto al Politeama, davanti ad un pubblico varesino pieno d’affetto per Vecchioni, e con una bellissima Sarah Maestri in estasi tra il pubblico, sono risuonate canzoni bellissime, da “Chiamami ancora amore” a “Milady”, da “Dentro gli occhi” a “Le rose blu”. Canzoni eseguite davvero con generosità, dandoci dentro, credendoci. Fino ai fuochi pirotecnici finali. Dopo alcuni regali che gli sono stati donati da Romano Parnigoni e Beppe Bergomi (tra cui un pallone firmato dai calciatori interisti), Vecchioni ha eseguito i suoi ever-green: “Luci a San Siro” e “Samarcanda”. E sulle note di quest’ultima, tutti a battere le mani e a cantare. Grande professore.

8 maggio 2012
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi