Economia

Giornata dell’Economia, per Varese bollettino di guerra

Alla fine del 2011 Varese rimaneva ancora l’unica provincia industriale lombarda in campo positivo. I dati sulla produzione manifatturiera del primo trimestre 2012 segnano però un forte calo produttivo (-5,6%) per Varese. L’analisi condotta da UnionCamere Lombardia e resa nota oggi dalla Camera di Commercio – in occasione del decimo appuntamento con una Giornata dell’Economia promossa a livello nazionale dal sistema camerale che a Varese ha visto la riunione dell’Osservatorio Congiunturale – evidenzia un rimbalzo negativo tra i peggiori a livello regionale.

Un calo collegato, in particolare, al rallentamento di quell’esportazione che aveva retto il passo e sostenuto l’attività delle imprese varesine per tutto lo scorso anno, fornendo loro l’unico supporto su cui sostenersi per evitare il dilagare della crisi. Così, la quota di fatturato proveniente dall’estero scende dal 39,2% del quarto trimestre 2011 al 32,3%. Questo per quanto riguarda le imprese manifatturiere operative in provincia di Varese che entrano nel campione su cui è svolta l’indagine congiunturale. Indagine i cui risultati sono già disponibili sul sito statistico della Camera di Commercio www.osserva-varese.it.

A fronte di un peggioramento registrato dall’industria, emerge comunque un tentativo d’inversione di tendenza per l’artigianato, a lungo il comparto più sofferente: siamo ancora lontani dal territorio positivo, ma il -3,7% della produzione in questo trimestre è almeno migliore del precedente -4,3% e soprattutto interrompe una discesa avviatasi a fine 2010.

Un altro segnale è lo schizzare verso l’alto degli ordinativi stranieri per i prossimi mesi: i mercati internazionali ritorneranno a essere reattivi per le nostre imprese che segnalano un aumento delle richieste estere di almeno il 15%. Questo indica che, forse, l’economia varesina non rischia in questi mesi d’avvitarsi in una spirale al ribasso quale, per esempio, quella vissuta tra la fine del 2008 e l’intero 2009. Gli indicatori relativi all’artigianato e agli ordinativi stranieri, infatti, sono spesso anticipatori del ciclo varesino: gli ultimi dati quindi possono far sperare a un assestamento su un plafond da cui risalire non appena l’economia europea si rimetterà in moto.

Su questo scenario s’inserisce la situazione di un mercato del lavoro che torna a essere molto sofferente. Dopo una prima parte del 2011 di sostanziale tenuta, tutti gli ammortizzatori sociali all’inizio del nuovo anno hanno ripreso un trend negativo. Così, le ore di cassa integrazione ordinaria, quella che per prima risponde alle difficoltà del mercato, da gennaio a marzo sono cresciute del 21,2% rispetto all’analogo periodo 2011: si stima che gli intereventi autorizzati corrispondano a oltre 8.000 occupati. Allo stesso modo la mobilità (+4,6% nel primo trimestre) ha sfondato quota 9mila lavoratori in lista, ovvero usciti dal mercato del lavoro. Questo incide su di un tasso di disoccupazione che ha toccato ormai il 7,7%, per un totale di 32mila persone in cerca d’impiego.

Segnali negativi anche dal numero delle imprese, ritornato sotto quota 64mila: quelle attive in provincia di Varese sono infatti ora 63.992. A fronte di 1.528 nuove iscrizioni al Registro delle Imprese tenuto in Camera di Commercio, nel primo trimestre 2012 ci sono state ben 1.916 cessazioni d’attività.

Sul fronte del credito, infine, i prestiti alle imprese sono in diminuzione testimoniando le difficoltà di cui soffrono nell’accesso ai finanziamenti. In particolare, tra giugno e dicembre 2011 gli impieghi in generale sono diminuiti dell’1,4% (a livello nazionale dello 0,3%). Scomponendo il dato e osservando però la parte riferita alle imprese, la situazione peggiora nelle aziende con almeno 20 addetti, dove si registra una riduzione del 4,6% tra giugno e dicembre 2011 (-1,8% a livello italiano), e in quelle sotto i 20 addetti, con un decremento del 4,2% (-2% la media nazionale).

4 maggio 2012
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi