Varese

Alleati terroristi. Tutti d’accordo opposizioni comprese?

Un'immagine dello sbarco in Normandia

Risulta sconcertante il silenzio assordante seguito all’affermazione pronunciata dall’assessore comunale Stefano Clerici, in occasione dell’inaugurazione della targa che sul Colle Campigli ricorda le vittime varesine dei bombardamenti anglo-americani del ’44, definiti “un atto terroristico”.  Un giudizio storico-politico che non stupisce in quanto pronunciato dall’assessore ex An, già segnalatosi per una controversa targa dedicata al ministro fascista Giovanni Gentile, e che certamente avrà già in serbo per la città altre suggestive intitolazioni. Non è dunque Clerici a stupire.

Ci si può stupire invece per il silenzio con cui è stato accolto, dal mondo politico e dal mondo delle associazioni,  il giudizio dell’assessore comunale. Un silenzio che sembra rispecchiare un consenso di fondo nei confronti di un giudizio pesante e inaccettabile sul ruolo e il significato della presenza degli Alleati anglo-americani nel secondo conflitto mondiale. Su un contributo che, costato un prezzo salatissimo in termini di sangue versato e di giovani vittime lasciate sul suolo italiano da parte dall’esercito anglo-americano, è stato decisivo – insieme alla generosa lotta partigiana – per la sconfitta dell’occupante nazista e dei suoi collaborazionisti repubblichini, protagonisti di una delle pagine più tragiche e orrende della storia nazionale, che proprio nella nascita di una Repubblica democratica e antifascista ha trovato un riscatto e un rifiuto radicale della dittatura nazifascista.

C’è da chiedersi come sia possibile che a Varese si possa accettare in silenzio un giudizio storico così frettoloso e inaccettabile come quello pronunciato dal giovane assessore. Nessun dissenso, nessun allarme. C’è dunque da concludere che siano in molti a pensare che gli Alleati fossero “terroristi”. Un giudizio condiviso dal sindaco Fontana? Condiviso dai colleghi di Clerici presenti in giunta?  Ma, allargando il cerchio, condiviso anche dalle opposizioni, Pd in primis? E cosa ne pensano le associazioni democratiche come Anpi, Arci e Acli? Il silenzio su affermazioni tanto gravi è molto più preoccupante delle affermazioni di un giovane assessore che mostra di non comprendere che, nella storia, non tutti sono uguali, non tutti stanno dalla parte della ragione.

 

 

2 maggio 2012
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3 commenti a “Alleati terroristi. Tutti d’accordo opposizioni comprese?

  1. Protassio Virtussio il 3 maggio 2012, ore 10:05

    In un paese democratico e civile, Clerici sarebbe già stato cacciato.
    Nessun tentativo di revisione storica deve trovare spazio.
    Varese vive un po’ troppo di nostalgie e non c’è da stupirsi che le squallide iniziative dell’assessore Clerici vengano tollerate senza una decisa presa di posizione del sindaco.
    I fatti dimostrano che Fontana condivide le idee e le iniziative di Clerici.

  2. roberto molinari il 3 maggio 2012, ore 10:10

    Il 30 aprile alle ore 16,54 ho commentato le parole di Clerici proprio su questo giornale on-line. Non mi pare che il PD sia stato silente, anzi.
    Dopo sono apparse anche le dichiarazioni di Cordì. Credo che l’opposizione abbia detto subito quello che pensa. Accusarci di condividere il pensiero di Clerici mi appare una forzatura soprattutto alla luce di quanto affermato subito proprio a seguito del bel pezzo apparso su questo sito.

  3. Jane Bowie il 5 maggio 2012, ore 10:25

    Clerici afferma un’ovvietà manipolandola in maniera becera. Qualsiasi bombardamento di un popolo civile è un atto terroristico, come è un omicidio se io punto una pistola contro una persona e sparo e quello muore. Quello che Clerici non ha è memoria storica obiettiva, abilità di contestualizzare. Per essere gentile.
    Per quanto riguarda la memoria storica, che dire? In una recente gita scolastica (liceale) pare che mio figlio era l’unico ragazzo sul pulman a sapere cos’è stato Salò quando il pulman è passato vicino alla segnaletica stradale indicandone il nome. Non è un genio, ma è informato.
    Vado avanti nel mio piccolo. Più tarde questo mese aiuto ad organizzare che il Prof. Cenci, fu Tenente Cenci (compagno di armi di Mario Rigoni Stern e personaggio vivo e importante nel racconto Sergente nella Neve) parli in una scuola media locale, perché credo che sia fondamentale che una persona come Cenci possa liberamente raccontare a loro, e loro possono liberamente ascoltare in prima persona, senza filtri, cosa sia stato il risultato per decine di migliaia di ragazzi della beligeranza fascista. Il Prof. Cenci da vero signore, da “vero duro” (Clerici più che qualche video gioco dubito abbia mai visto di guerra) non si tira indietro e nonostante la sua età è ancora a disposizione dei ragazzi, a titlo gratuito, non ha chiesto nemmeno un rimborso spese.
    Sfido CHIUNQUE a leggere il racconto a pagina 62 di Sergente nella Neve, ed. Einaudi, del giovane portaordini che muore seduto nella neve, e del incontro poi con il padre in cui Rigoni Stern gli deve raccontare la verità, e non provare un autentico bollore del sangue e sgomento che tutto questo abbia potuto accadere.

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