Politica

Raduno a Zanica, lumbard aggrediscono giornalisti

Non è la prima volta che i lumbard se la prendono con i rappresentanti dei media, che sono stati spesso bersaglio di espressioni colorite da parte dello stesso Senatur. Ma questa volta si è andati oltre e si è arrivati all’aggressione. E’ accaduto oggi al termine della manifestazione ”Lega Unita Day” a Zanica, in provincia  di Bergamo.

E’ accaduto che giornalisti e cameramen cercavano di seguire i leader del partito dentro il ristorante coperto. Sono però stati presi di mira dai militanti, che hanno cacciato all’esterno i rappresentanti dei media con spintoni e insulti.

Un episodio che è stato ben documentato da un video che il quotidiano “La Repubblica” (http://video.repubblica.it/dossier/scandalo-lega/festa-della-lega-giornalisti-aggrediti/93977/92367) ha subito messo in rete.

Evidente il nervosismo che si respira dentro il Carroccio dopo che la stampa e i media hanno acceso i riflettori sulle vicende giudiziarie che hanno colpito la Lega Nord. Massima solidarietà ai colleghi aggrediti.

1 maggio 2012
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4 commenti a “Raduno a Zanica, lumbard aggrediscono giornalisti

  1. Silla il 1 maggio 2012, ore 17:45

    L’intolleranza è la manifestazione tipica del fascismo d. o. c.

  2. bruno belli il 1 maggio 2012, ore 19:56

    Tali esternazioni fanno riflettere, ma, a ben vedere, sono la manifestazione della sempre maggiore mancanza di senso critico di molti cittadini, conseguenza dell’affossamento socio culturale.
    Mi preoccupa tanto più se rifletto sul fatto che, qualche giorno or sono, anche Beppe Grillo, dopo una sua “arringa” pubblica, si è rifiutato di parlare con i giornalisti, apostrofandoli in modo piuttosto villano, abbaiando la solita storia secondo la quale noi dell’informazione saremmo colpevoli di raccontare una verità falsata (uso un eufemismo).
    Non dimentichiamo che la Lega – già al suo apparire – si proponeva come partito di rottura e che raccolse molti voti per protesta contro un sistema che era considerato corrotto (la cosiddetta “Prima repubblica”), facendo leva su quello stesso populismo che ora è bandiera anche di Grillo.
    Questo significa che l’episodio odierno contro i giornalisti debba diventare il monito a guardarsi bene da quel facile populismo che abbaglia la gente grazie a teorie e a discorsi senza dubbio “appetibili”, ma che copre, sovente, forme di recondita dittatura.

  3. protassio virtussio il 2 maggio 2012, ore 14:48

    Condanna senza alcun dubbio per il comportamento incivile della Lega nei confronti della stampa.
    Alla stupidità non c’è rimedio e sulla stupidità si basano e sono stati costruiti parecchi regimi autoritari e fascisti.
    Detto questo, concordo altrettanto pienamente con la critica alla stampa.
    Nella maggior parte dei casi, in particolare per quanto riguarda la stampa locale, ciò che viene pubblicato dai quotidiani è, nel migliore dei casi, solo una parte della verità.
    Frequentemente la verità è taciuta o falsata ed i cittadini si formano opinioni pesantemente condizionate dalla cattiva informazione.
    Il giornalista serio e professionale è diventato una figura mitologica, sostituito, nella maggior parte dei casi, da meri esecutori o trascrittori ordini superiori.
    Anche questo è, in un certo senso, fascismo.

  4. bruno belli il 2 maggio 2012, ore 16:48

    Molto opportuno quanto scritto dal lettore, soprattutto sulla stampa locale – un riferimento simile lo misi settimama scorsa nell’intervento “Cultura e spettacolo”, ospitato da VARESEREPORT, civilissimo e professionale mezzo di informazione diretto da un altrettanto civile e professionale Andrea Giacometti.
    E questo è uno dei motivi che mi ha fatto lasciare proprio una testata molto simile a quella stampa cui il Lettore si riferisce.
    Però, credo che sia altrettanto giusto operare la distinzione tra chi informa coscienziosamente – ed un esempio è proprio Vareserpeort – e chi si limita ad annotare i fatti (magari con piccole o grandi censure).
    Forse il più grande difetto lo abbiamo noi giornalisti quando non ci ribelliamo a quegli editori che preferiscono si diventi “trascrittori di ordini superiori”, senza inserire spunti che possano sollecitare il lettore a pensare e, magari, anche a scrivere negli spazi a lui dedicati.

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