Varese

Primo Maggio a Varese, un migliaio di ombrelli in corteo

Una visione d'insieme della piazza dal palco

Fin dalle prime ore del mattino i portici di piazza Repubblica erano affollati di ombrelli e bandiere. Tanti i partecipanti alla manifestazione del Primo Maggio a Varese, che aveva stabilit0 di partire da quella piazza. Ma la pioggia battente costringeva tutti a ripararsi. Qualche minuto di esitazione, e poi i vertici sindacali di Cgil, Cisl e Uil, Franco Stasi, Carmela Tascone e Antonio Albrizio, decidono di partire, nonostante l’acqua che continua a cadere copiosa. Ma si stabilisce, insieme alle Forze dell’ordine, di percorrere un percorso più breve di quello previsto.

Attorno alle dieci meno un quarto parte il corteo. L’auto che apre il corteo amplifica, dall’altoparlante, “I Cento Passi” dei Modena City Ramblers, e dietro sfila il grande striscione rosso di Cgil, Cisl e Uil di Varese, con i tre segretari generali. Poi dietro gli striscioni dei Coordinamenti degli stranieri e delle varie categorie. Un lunghissimo corteo di ombrelli, un migliaio di partecipanti, che si dirigono verso piazza Monte Grappa. Poi Via Veratti e Via Del Cairo. Intanto l’acqua sta diminuendo e si arriva nella piazza del Garibaldino, dove il palco è stato montato su un camion. L’Orchestrina del Suonatore Jones accoglie i partecipanti alla manifestazione che giungono nella piazza.

E’ la giovane Gaia Angelo ad aprire la manifestazione nella piazza, augurando a tutti buon Primo Maggio. Dopo un breve intervento contro la mafia, a nome delle confederazioni sindacali prende la parola Osvaldo Domaneschi, segretario regionale Cisl, in sostutuzione di Gianni Petteni, segretario generale Cisl che originariamente doveva essere a Varese. Domaneschi ricorda che è venuto il momento di passare alla “fase 2″. “Non sono più possibili i sacrifici che, oltre ad essere iniqui, non sono più sopportabili”. C’è necessità, continua Domaneschi, “di un sistema politico e di istituzioni credibili, e messaggi chiari che sostengano la ripresa e lo sviluppo”.

Duro l’accenno del dirigente sindacale agli scandali che colpiscono la politica. “Basta con nani e ballerine, basta con gli scandali – dichiara dal palco -. Devono arrivare messaggi di fiducia e di speranza, trovando il senso vero della politica. Solo con la coesione sociale è possibile uscire dal tunnel della crisi”.

Al termine dell’intervento, salgono sul palco gli esponenti di una vivace realtà nel mondo delle comunità straniere, l’Associazione Provinciale Pakistani Varesini, che ha proposto un canto di fratellanza e di pace, un canto composto dagli stessi lavoratori pakistani. E poi ancora canzoni di Franchi e Compagni, mentre la piazza si svuota lentamente, sotto una pioggerella sottile.

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1 maggio 2012
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