Milano

Si ricorda Ramelli. E a Milano è allarme nero

Ritorna ogni anno la commemorazione di Sergio Ramelli. Anche quest’anno è accaduto: oggi a Milano un folto gruppo di giovani di estrema destra si è riunito presso la Sala della Provincia di via Corridoni a Milano per assistere alla proiezione del film “Milano burning. Storia di Sergio”, un documentario finanziato anche dal Ministero della Gioventù presieduto, nel governo Berlusconi, da Giorgia Meloni, e relativo all’episodio dell’aggressione mortale al giovane neofascista Ramelli. La sala è stata concessa per iniziativa del gruppo del  Pdl in Provincia. Alla manifestazione non hanno partecipato i famigliari di Ramelli. L’iniziativa di estrema destra ha messo in allarme organizzazioni e associazioni, a partire dalla Cgil, considerato che la Camera del Lavoro di Milano si trova a pochi metri di distanza.

Tutto è accaduto, nonostante il fatto che questa volta un nutrito gruppo di  consiglieri comunali di maggioranza aveva scritto una lettera al prefetto e al  questore per chiedere di “annullare le manifestazioni neofasciste organizzate  per il 29 aprile”. Un appello firmato dai due consiglieri della Sinistra per  Pisapia (Anita Sonego e Basilio Rizzo), dai tre di Sel (Gibillini, Quartieri,  Mazzali), dai due della lista civica Milano X Pisapia (Strada e Scavuzzo), oltre  che da alcuni consiglieri del Pd (Comotti, Lazzarini, Bertolè, Gentili, Ghezzi,  Rozza, De Censi, Cormio, Monguzzi, Mancuso, Gabbai, D’Amico, Bocci, Stanzani e  Barberis).

“Non possiamo  accettare che sfilino per le nostre strade – continuava il documento – individui che inneggiano alla  superiorità di razza, che esaltano regimi ed esperienze storici di cui l’umanità  intera prova e proverà vergogna”. E ancora: “La nostra Carta Costituzionale  vieta la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito  fascista. Coscienti del dovere, come cittadine/i, ma anche come rappresentanti  eletti dai/dalle milanesi, di difendere, attuare e far rispettare la nostra  Costituzione. Chiediamo al Prefetto e al Questore di operare per annullare le  manifestazioni neofasciste organizzate per il 29 aprile”.

E invece no, nessun annullamento, nessun rinvio. La manifestazione si è tenuta alla Sala della Provincia di Milano. Nello stesso momento si è tenuto un presidio presso la sede della Cgil di Milano. Davanti alla Camera del Lavoro, il segretario Onorio Rosati spiega che il presidio è stato organizzato “contro possibile atti vandalici che si potrebbero registrare da parte di elementi di estrema destra”. Una forte mobilitazione si è verificata in città. Fortunatamente nessun incidente si è verificato a Milano.

 

29 aprile 2012
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6 commenti a “Si ricorda Ramelli. E a Milano è allarme nero

  1. fabrizio il 30 aprile 2012, ore 01:19

    Il vostro articolo è di una faziosità incredibile.
    Primo non c’è stato il minimo atto vandalico e neppure esisteva il rischio che ce fossero, visto che si trattava solo di una commemorazione: se fosse stata per un ragazzo di sinistra caduto non avreste sollevato sicuramente obiezioni. Secondo alla manifestazione ha partecipato la madre di Sergio, scesa in mezzo a noi suscitando particolare commozione. Terzo, è vergognoso che dopo tutto quello che Sergio ha subìito, passati 37 anni ancora non vi siate rassegnati al fatto che qualcuno desideri commemorarlo. Non ci sono stati slogan nè dichiarazioni politiche di alcun tipo per l’intera giornata. Vergonatevi!
    E mi limito a drvi questo: dovete vergognarvi.

  2. a.g. il 30 aprile 2012, ore 08:31

    Prendiamo atto della presenza della madre di Ramelli. Abbiamo dato notizia, come tutti i media, dell’appello contro l’iniziativa e del presidio Cgil e delle dichiarazioni del segretario della Camera del lavoro. Attribuirci cose che l’articolo non dice, è un vecchio giochetto.

  3. fabrizio il 30 aprile 2012, ore 11:45

    Difatti non è quello che non dite ma quello che il vostro giornale dice, ad essere casomai un vecchio giochetto. Parlate testualmente di “aggressione” a Ramelli,, quando sia l’evidenza dei fatti, che il “modus operandi” e le risultanze processuali sotto forma di sentenze, invece attestano che si trattò di un “omicidio volontario” a tutti gli effetti.
    Parlate anche di una “forte mobilitazione” quando in realtà (basta guardare i filmati su Youreporter) davanti alla Camera del Lavoro c’erano al massimo un centinaio di persone (molte delle quali sarebbe arduo definire “lavoratori)…a meno che per forte mobilitazione non si intendano i quattro tizi del centro sociale che hanno approfittato dell’occasione per occupare abusivamente una palazzina.
    La prossima volta, visto che evidentemente non vi entrano in testa il rispetto per i morti e il diritto di ognuno a ricordarli, perchè non suggerite a questi “signori” di occupare Disneyland? Sarebbe più serio…

  4. abramo il 30 aprile 2012, ore 16:44

    Signor Fabrizio,

    la conclusione dell’articolo obietta la “faziosità” che lei accusa e toglie ogni dubbio: “Fortunatamente nessun incidente si è verificato a Milano.”

    E’ sempre poco fine strumentalizzare una commemorazione anche quando non ce n’è ragione (soprattutto, quando si riportano obiettivamente i fatti e non ci si affida alle evidenze soggettive o ai giudizi di valore).

  5. fabrizio il 30 aprile 2012, ore 19:45

    Caro Sig. Andrea, oops volevo dire Abramo, se rilegge meglio quello che è scritto, la faziosità dovrebbe apparirle evidente. Se poi ancora non le bastasse, vada a rileggersi l’articolo scritto da Abramo, oops volevo dire Andrea, l’anno scorso in occasione del medesimo evento.Deve aver davvero preso lezioni da Conchita De Gregorio come obiettività.
    Ma lasciamo perdere, che è meglio…

  6. abramo il 1 maggio 2012, ore 07:26

    gentil signor Fabrizio,
    peccato che le sue doti di comprensione ed interpretazione la facciano incappare in errori… storici, perché già visti (e nel 2012 si pensava anche superati!)

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