Varese

Ricordare Chiodi. Guardando avanti, ai giovani

Il giornalista Carlo Chiodi

Proprio tre anni fa, il 28 aprile del 2009, ci lasciava il giornalista Carlo Chiodi, a 57 anni, indimenticabile direttore di Radio Missione Francescana, l’emittente cattolica varesina che ebbe proprio da Chiodi, cronista pacato e curioso, un forte impulso. Personaggio poliedrico, Chiodi, che militava in Comunione e Liberazione, era stato tra i fondatori del Centro culturale Kolbe e aveva lavorato a Rete55. Ma a Rmf aveva trovato forse il luogo più adatto a lui: le sue trasmissioni, a partire da “Cappuccini e Brioches”, riscuotevano un notevole successo, sempre in equilibrio tra il rispetto dei suoi interlocutori e la voglia di scavare a fondo la vita del territorio.

Se la parola territorio spesso appare come un’espressione abusata e retorica, con Chiodi questo rischio non c’era. Dai microfoni dell’emittente di viale Borri, lui, il Chiodi, il territorio lo raccontava davvero, con interviste, con dettagli, con riflessioni. Soprattutto intervistando, intervistando e, dunque, ascoltando le persone in carne e ossa, con le loro storie, le loro vite. Uno stile inconfondibile, fresco e dinamico, che aveva maturato prima come collaboratore e poi come direttore delle news della radio dei frati.

Ora a Radio Missione Francescana (http://www.rmf.it) tocca con mano un clima davvero interessante. Si aprono le finestre, seguendo la lezione di Chiodi: si guarda fuori, si legge il territorio, ci si confronta con i media operanti ogni giorno in città. A riprendere in mano le fila ci stanno pensando alcuni ”senatori” del giornalismo cittadino: Dal Fior, Botti, Minazzi, Tettamanti, Franzi, qualche giovane collaboratore e l’incontenibile padre Gianni Terruzzi, sempre pieno di iniziative. C’è poi Rmfonline (http://www.rmfonline.it/), il ricco periodico web che riprende i fatti e ci ragiona. Esemplare la riflessione di Pierfausto Vedani che ha offerto un bell’affresco dei media locali (http://www.rmfonline.it/?p=4833).

Ma certamente non c’è modo migliore per ricordare Carlo Chiodi che l’iniziativa lanciata dalla famiglia del giornalista, la moglie Jizel e i figli Andrea e Giovanni, e da alcuni suoi amici, giornalisti come Dal Fior, politici come l’assessore Cattaneo: parliamo del Premio per la Comunicazione Carlo Chiodi, sostenuto da numerose realtà del territorio legate alla comunicazione: la Fondazione Lombardia Europa in collaborazione con Radio Missione Francescana, La Prealpina, Rete55, VareseNews, VareseReport, Concreo e Consel.  Tre le sezioni in cui si articola il premio dedicato al giornalista varesino: il premio Carlo Chiodi, un riconoscimento al personaggio che meglio ha saputo raccontare la quotidianità del nostro territorio (nella prima edizione è stato assegnato a Davide Van De Sfroos); il premio Carlo Chiodi Giovani, che con lo slogan “Va in onda il reale” premia chi per capacità di sintesi, originalità, qualità espressiva riesce a leggere la realtà di ogni giorno in vista di una pubblicazione su carta stampata o Web, radio o tv; infine il premio Carlo Chiodi per le realtà sociali che si rivolge a quanti operano nel sociale, con forme di volontariato o di presenza solidale.

Per quanto riguarda gli elaborati del concorso dedicato ai giovani, devono essere inviati alla segreteria del premio entro il 31 ottobre 2012. Tutte le indicazioni sul concorso si possono scaricare dalla pagina Web http://www.premiocarlochiodi.it/

28 aprile 2012
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