Varese

Ayala: ecco come Cosa Nostra è arrivata a Varese

Il preside Consolo insieme a Giuseppe Ayala

Confronto questa mattina tra gli studenti del Liceo Classico Cairoli di Varese e Giuseppe Ayala, uno degli eroici magistrati del pool anti-mafia di cui facevano parte anche Falcone e Borsellino. Dopo un lungo percorso nella magistratura e una breve esperienza da senatore Ds, ora Ayala è consigliere presso la Corte di Appello dell’Aquila. Al suo terzo saggio, dal titolo “Troppe coincidenze. Mafia, politica, apparati deviati, giustizia: relazioni pericolose e occasioni perdute” (Mondadori), il magistrato siciliano ha ripercorso la lunga vicenda di Cosa Nostra, approdata anche nel profondo Nord. Si trova bene, il magistrato, a Varese. Dove, come dice lui, gode anche di amicizie. “Sono un buon amico di Maroni, una persona seria – dice Ayala -, una persona che stimo”.

Introdotto dalle parole del preside del Liceo varesino, il bravo Salvatore Consolo, Ayala ha chiarito bene ai ragazzi, attentissimi nell’Aula Magna dell’Università dell’Insubria, che Cosa Nostra non è un’organizzazione criminale qualsiasi, ma “una struttura che ha compartecipato alla gestione del potere in Italia”. Ayala ha infatti sottolineato come “l’interlocuzione con la politica appartenga al dna della mafia”. Caratteristiche che consentono alla mafia una capacità di infiltrarsi nella società e nell’economia senza pari. Come dimostrano le amministrazioni locali che, in Italia, sono state sciolte per infilatrazione mafiosa. Al Sud, certo, ma anche al Nord.

Sì, il vero centro del ragionamento di Ayala è la mafia presente al Nord. “Certamente se la mafia è arrivata al Nord, è perchè ha bussato alla porta e qualcuno le ha aperto. Non ha tirato bombe, non ha fatto stragi al Nord. Questi che io non chiamo criminali, ma pezzi di merda”. C’è stata una convenienza che ha portato la società del Nord ad aprirsi a Cosa Nostra, sottovalutando il problema. Dal Sud al Nord, alle ricche città del Nord, da Milano a Varese. Per quale ragione la mafia è penetrata al Nord con una certa facilità? Ayala parla allora di un suo vecchio amico: lo scrittore Leonardo Sciascia, che propone una spiegazione.

Sciascia, anche lui di Caltanissetta come Ayala, sosteneva che la ragione della permeabilità di alcuni settori del Nord alla mafia sta nel fatto che, come diceva lo scrittore siciliano, “c’è stata una progressiva meridionalizzazione del Paese”. Una spiegazione dura. ”Una spiegazione che certamente non farà piacere ai miei amici leghisti”, dice il magistrato. “Ma alcuni di loro mi hanno dato ragione – ha aggiunto Ayala -, anche se solo in privato”.

28 aprile 2012
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