Varese

25 Aprile a Varese, Pdl e Lega non si fanno vedere

La fotografia di piazza Repubblica è stata realizzata da Carlo Meazza

Una cerimonia, quella del 25 Aprile a Varese, che ha riproposto l’itinerario tradizionale iniziato alla Basilica San Vittore e che si è concluso, come ogni anno, alla Sala Montanari (ex Cinema Rivoli). La deposizione della corona all’Arco Mera ha segnato l’inizio del corteo, aperto dal presidente di Anpi Varese, Alessandra Pessina, dal sindaco della città, Attilio Fontana (che indossava una bella fascia tricolore), da Angelo Zappoli, in rappresentanza della Federazione Associazioni Partigiane. Alla manifestazione hanno partecipato anche numerosi politici. In pole position esponenti del Pd, con Marantelli, Tosi, Alfieri, Mirabelli, Oprandi, Civati e Conte. Presenti anche i rappresentanti di Sel e Rifondazione comunista. Del tutto assenti, invece, i militanti del Carroccio e quelli del Pdl.

Un gruppo di militanti di Rifondazione comunista, dopo la deposizione della corona al Monumento dei Caduti di piazza Repubblica, intona Bella Ciao (mentre la banda di Capolago aveva eseguito la Canzone del Piave). Un coro che via via si fa più forte e convinto. Ma il corteo non attende che termini il canto e riparte a metà.

Giunto alla Sala Montanari, i partecipanti al corteo entrano molto lentamente. Dopo i saluti del presidente Anpi Varese, Pessina, il primo a prendere la parola è il sindaco di Varese, Attilio Fontana. “I valori di democrazia e libertà che i nostri partigiani ci hanno restituito – dice il primo cittadino -, dobbiamo difenderli e insegnarli ai più giovani”. Fontana ha sottolineato il difficile momento, sia sul fronte economico, sia dal punto di vista sociale. “Condivido l’allarme lanciato dal presidente Giorgio Napolitano. Oggi c’è il rischio che si contesti tutto: la politica fa errori, deve cambiare ed essere più vicina ai cittadini – dice Fontana -. Ma la democrazia non può vivere senza politica e partiti”. Conclude Fontana: “I partigiani seppero affrontare una prova difficile ed ebbero coraggio. Così dobbiamo fare noi oggi”.

Per Angelo Zappoli, intervenuto a nome della Federazione Associazioni Partigiane, “dobbiamo rifiutare l’anti-politica, non dobbiamo lasciare aperta la strada ad una politica fatta da pochi, dai furbi”.  Forte la sottolineatura della responsabilità da parte di Zappoli, e della necessità di una “buona lotta per la memoria contro revisionismo e qualunquismo”. Zappoli si è detto contro una concezione della Resistenza come concezione “ex combattentistica”, che rischia di fare equiparare fascismo e antifascimo. La Resistenza è stata molto di più: è stata un cambiamento culturale, che ha portato a tradurre nella Costituzione valori sociali, politici ed economici. Zappoli ha rimarcato la definizione dell’antifascimo di Aldo Moro, che non è solo “un dato di coscienza”, ma “componente essenziale della nostra intuizione politica”.

- FOTOGALLERY

25 aprile 2012
© RIPRODUZIONE RISERVATA

3 commenti a “25 Aprile a Varese, Pdl e Lega non si fanno vedere

  1. 60000 VOLT il 25 aprile 2012, ore 14:32

    Bisogna ammettere che il sindaco Fontana è sempre piu’ Sindaco. Cosa gli è accaduto? E’ molto cambiato. Molto meglio Fontana II dal Fontana I. Molto convincente ed equilibrato il suo discorso anche per chi dalla lega è lontano anni luce.

  2. Anna Angelini via Facebook il 25 aprile 2012, ore 14:37

    e chi li vuole vedere??

  3. Cittadinosuperpartes il 25 aprile 2012, ore 17:40

    Il coraggio che ebbero i Partigiani di lottare, contro l’occupante nazista, e contro una morente repubblica fantoccio, fu il riscatto di tutta la nazione di fronte agli Alleati e cemento della Repubblica nata dal concorso di idee di tutte le parti politiche che produsse la nostra bellissima carta Costituzionale. Ora come allora occorre lo stesso coraggio e il concorso di tutti, fortunatamente non in armi, per rifondare, e spedire a casa tutta questa classe dirigente che ha fallito e impoverito il paese,con scandali e ruberiee, privilegi per i potenti,e tassazione selvaggia per il popolo.La nazione ridicolizzata e posta in subordine a Francia e Germania deve far ritrovare l’orgoglio di sentirsi Italiani, e stringersi graniticamente attorno al nostro Tricolore simbolo di unita’ e di grandezza del nostro Popolo, che ancora’ come allora, sapra’ rinnovarsi e rioccupare il posto che le spetta nel consesso internazionale invidiata e rispettata.

Rispondi