Varese

Serata Maconi, in Sala Montanari pubblico da sold out

Da sinistra, Sara Pennacchio, Dino Azzalin e Renzo Carnio

I tanti amici di Mauro Maconi, ma più in generale il popolo della poesia, si sono dati appuntamento ieri sera alla Sala Montanari, dove era in programma una serata dedicata al poeta varesino, che scompariva prematuramente proprio nella giornata di ieri del 2001. Un evento organizzato dall’associazione “Estro-versi” della dinamica Sara Pennacchio, in collaborazione con il Comune di Varese, che ha visto un pubblico che ha riempito tutta la sala dell’ex-Rivoli e che ha seguito l’incontro con un silenzio attento e partecipe.

A coordinare la serata il poeta-editore Dino Azzalin, che ha annodato i fili di una serie di riflessioni e del video di Renzo e Matteo Carnio, presentato per la prima volta in pubblico, dal titolo “Mauro Maconi, uomo e poeta”, immagini, testimonianze, lettura dei versi del poeta varesino. Dopo un breve saluto del sindaco di Varese Attilio Fontana, è intervenuto Franco Tettamanti, giornalista del ”Corriere della Sera”, che partendo dalla comune esperienza a Radio Varese ha proposto un commosso ricordo di Maconi. Al direttore di Varesereport Andrea Giacometti è spettato il compito di presentare il video, un coraggioso contributo a investigare sulla personalità di un poeta e sulle ragioni della poesia.

Prima della visione del documentario, ha preso la parola dal palco della Sala Montanari Alexandra Bacchetta, l’imprenditrice in sciopero della fame, che ha proposto un’accorata riflessione sulla poesia di Maconi, evocando la coincidenza di data tra la morte del marito e la morte del poeta. La Bacchetta ha dato lettura di una poesia, frenando la stento la sua commozione. Un’altra

A questo punto, buio in sala, Azzalin ha dato il via al filmato, che proponeva un ritratto di Mauro Maconi capace di sondarne le diverse anime, da quella culturale a quella sportiva, dalle esperienze scolastiche alle amicizie varesine, fino alla poesia, alla quale il documentario riserva uno spazio significativo grazie alle letture di giovani poeti. Al termine, Dino Azzalin ha tirato le somme della serata, sottolineando la volontà di restituire Maconi a Varese e ai varesini, e invitando tutti a seguire il premio di poesia che la Sea ha dedicato a Maconi.

18 aprile 2012
© RIPRODUZIONE RISERVATA

10 commenti a “Serata Maconi, in Sala Montanari pubblico da sold out

  1. alessandro goitan il 18 aprile 2012, ore 15:14

    Buonasera Direttore,
    perdoni la mia schiettezza ma ho la necessità e l’urgenza di esprimerle il mio personale punto di vista.
    Sono stato un “conoscente” di Mauro Maconi e, come molte delle persone presenti ieri sera alla Sala Montanari, ne ho apprezzato le doti letterarie e soprattutto umane. Ma ieri sera, mi creda, non ho visto tanti amici di Mauro Maconi, quelli con la A maiuscola per intenderci. Dov’erano il figlio, la moglie, la sorella e i tanti veri amici che hanno accompagnato la sua vita? Quelli che non si vedono nel video e che davvero tanto avrebbero potuto trasmettere. Se memoria deve essere, che almeno sia sincera, accorata e soprattutto autentica.
    Ieri sera si è messa in scena la solita ipocrita e compiacente serata di cultura varesina, ricca di autoreferenzialità, più utile ai vivi che a ricordare chi andava ricordato.
    Mauro, mi creda, non avrebbe mai voluto una serata così per ricordarlo, non avrebbe mai voluto che le sue poesie venissero declamate nel modo in cui si vede nel video.
    Ho apprezzato moltissimo il commovente intervento di Alexandra Bacchetta: Mauro ne sarebbe stato orgoglioso. Ma questa è la sola cosa che mi rimane di una serata mesta e decisamente mediocre. Fortunatamente non potrà minimamente scalfire la grandezza e la purezza di Mauro che, per sempre, è e resterà cristallizzata nel mio cuore e in quello di tante altre persone.
    Con viva cordialità

    Alessandro Goitan

  2. bruno belli il 18 aprile 2012, ore 16:52

    Mi spiace leggere che si sia verificato quello che avevo immaginato si sarebbe potuto svolgere nel commentare brevemente, qualche giorno fa, sullo stesso “Varesereport” le parole che Mauro Maconi aveva scritto su “La Prealpina” nel 2000.

    Ma credo che il migliore ricordo tenace e concreto siano le parole così vivide che Lui scrisse e che, con sincero affetto ed acume intellettivo, la Sua famiglia ha scelto per ricordarlo, anzi, non semplicemente per ricordarlo, ma per ricondurlo, come presente, a tutti coloro che lo apprezzarono e che direttamente lo conobbero, perchè, in tal modo, il Poeta – così come ogni persona cara scomparsa – è vivo e tra noi, purchè si sia in grado di ascoltare, senza ipocrisie, quello che ci ha trasmesso senza vestirlo di spettacolarità fine a se stessa.

  3. Giovanna Zighetti il 18 aprile 2012, ore 17:40

    Grazie ad Alessandro Goitan da tutta la famiglia Maconi

  4. bruno belli il 18 aprile 2012, ore 19:32

    Si deve essere perso un pezzo del commento nella registrazione, oppure ho cancellato innavvertitamente: la prima frase corretta, quindi, a memoria, sarebbe: “…che si sia verificato quello che avevo immaginato, così come si sarebbe potuto svolgere, nel commentare…”.

  5. Giovanna Zighetti il 19 aprile 2012, ore 00:30

    SOLD OUT: SIGNIFICATO
    ESAURITO
    SOLD: IN VENDITA, INGANNATO, SPACCIATO, TRADITO, VENDUTO

  6. sara pennacchio il 19 aprile 2012, ore 14:14

    Perchè si debba cogliere solo il lato negativo,il peggio nelle cose non lo so.Forse perchè amiamo soffrire.
    Conosciamo l’inglese e sappiamo anche che non vada tradotto parolo per parola ma nell’insieme ma tralasciamo questo dettaglio..
    In Italia nel Mondo si organizzano convegni seminari video approfondimenti su poeti veramente molto bravi ma poco conosciuti (ovvero conosciuti solo dai loro più vicini). Ora il nostro intento diffondere l’immagine di un poeta anche a chi non l’ho mai conosciuto.
    Mi auguro che venga tradotto in tutte le lingue del mondo anche le piùdifficili da tradurre e anche in quelle lingue che si traducono parola per parola.
    Mauro era unpoeta che scriveva penso per farsi leggere.
    Credo che percomprare un suo libro non si debba chiedere permesso.
    Non era una festa fra amici era un evento aperto alpubblico quindi se non si sono visti tutti i parenti e gli amici ben venga lo hanno conosciuto altre persone che magari prima del 17 aprile non lo conoscevano ancora. Con quale arricchimento io ne sono uscita. Ed Alexandra non era lì per caso.

  7. Jane Bowie il 19 aprile 2012, ore 17:47

    E’ un quesito difficile ma forse bisogna riflettere sul fatto che gli artisti diventono “pubblici” a un certo punto: per bravura, per la capacità di toccare lo sconosciuto attravverso la dote poetica di riconoscere ed evocare l’universale, insomma tutte le cose che conosciamo. A che punto Maconi è “proprietà” di chi era suo parente e/o intimo conoscitore (e quindi della cerchia ristretta e scelta natural vita durante) e a che punto diventa la sua opera, un’opera pubblica e pubblicata e quindi offerta alla conscenza di chi l’uomo non lo ha mai nemmeno visto? Nessuno si pone la domanda per un Shakespeare non più con noi da secoli, rimane chiaramente una questione più “scottante” quando la memoria è assolutamente viva, quasi tangibile. Non posso dire se a Maconi sarebbe piaciuta la serata, forse i parenti hanno ragione, non posso dire chi era lì per presenzialismo, solo ogni singolo cuore lo possa ammettere nel suo intimo, ma almeno siamo tutti qui a parlarne, e almeno qualcuno rischia di prendere in mano un libro di Maconi, cosa che immagino avrebbe fatto piacere a un poeta che si faceva pubblicare. E’ davvero un risultato così disdicevole? Il mezzo è davvero così sgradevole da cancellare il risultato?

  8. sandro sardella il 20 aprile 2012, ore 09:53

    che la serata dedicata ad un poeta provochi tali bradisismi nella piccina città giardina .. allora Maconi ha smosso .. ha sgraffignato croste .. ha esposto meschinerie e passioni .. Lui & la sua Poesia .. ha fatto incontrare/scontrare ..
    fermenti ufficiali .. livori ufficiosi .. “umano troppo umano” diceva qualcuno ..
    ma .. quella sera un poco di magia c’è stata .. i rituali sono stati secondari ..
    poi quel che c’è sottosotto dentrodentro è quel letame .. che come diceva un altro .. dal quale può nascere un fiore .. e, mi piace riportare di Mauro : “Ci incontreremo ancora / in questa distanza / sull’abisso senza vertigine. / Non saremo più l’affanno del sogno / ma una carezza, / una tiepida mano sull’anima. “

  9. metello il 27 aprile 2012, ore 23:22

    …un breve articolo dello stesso Mauro, apparso sul quotidiano “La Prealpina” nel 2000.

    “Un augurio per il 2000? Che i rappresentanti ufficiali del panorama culturale e intellettuale cittadino – scrive il poeta Mauro Maconi – imparino a lavorare con maggiore apertura verso il mondo esterno, verso esperienze che non sono le proprie. Organizzare serate o incontri ai quali assistono solo parenti e amici finisce con l’essere qualcosa di puramente autocelebrativo. Un piccolo nucleo di persone ripiegato su se stesso serve assai poco e purtroppo a Varese abbiamo spesso assistito a tutto ciò. C’è bisogno invece di mettersi a confronto con la “GRANDE CULTURA”. Per questo mi aspetto che gli intellettuali, i poeti non propongano più cose destinate a finire nel piccolo protagonismo: solo così si alimentano le occasioni di incontro e di ‘consumo’ culturale”.

    Prosegue Mauro Maconi: “Fino a oggi ho visto invece una scarsa tendenza ad aprirsi e confrontarsi con altre voci che è invece l’unico modo per crescere e imparare. Non è un traguardo irraggiungibile: un tentativo abbiamo cominciato a farlo nel piccolo mondo dei poeti di Varese. Abbiamo INVITATO A LEGGERE I LORO VERSI ALCUNI DEI MIGLIORI NOMI DELLA POESIA ITALIANA CONTEMPERANEA. Molti hanno già accettato di venire e mi sembra davvero un buon segno”.
    ………………
    P.s: …Ogni tanto, forse, sarebbe bello, per arricchirsi nell’animo, rimaner in silenzio…andar a sentir anche altre voci…Ma per interpretare e riprendere ci vuole preparazione, studio e professionalità, se fatto in pubblico…!!!!!…Aspettiamo a Varese i migliori nomi della poesia italiana contemporanea per fare “Grande cultura” !!!!!

    Metello

  10. sergio vito il 28 aprile 2012, ore 10:03

    Grande Maconi e grazie a Metello per il prezioso stralcio giornalistico. La cultura è come il sangue e si rinnova nell’apporto di nuove voci, nuove menti, diverse maniere di pensare. Se si vuole esportare cultura si deve avere anzitutto la curiosità di importarla. Grazie per questo piccolo ma prezioso contributo.

Rispondi