Varese

Il cardinale Scola benedice la cappella dell’ospedale

Il cardinale Angelo Scola

Un abbraccio ideale a coloro che frequenteranno quella chiesetta: malati, famigliari, operatori sanitari. Oggi a Varese, il cardinale Angelo Scola, arcivescovo di Milano, ha consacrato la nuova chiesa al Monoblocco dell’Ospedale di Circolo. La cappella è stata dedicata dal presule alla figura di papa Wojtyla. Come ha sottolineato l’arcivescovo “Giovanni Paolo II, negli ultimi anni del suo ministero, ha parlato attraverso l’offerta della sua sofferenza. Esperienza da vivere con desiderio di guarigione e abbandono alla speranza”.

L’arcivescovo ha fatto riferimento alla condizione della malattia, momento certo doloroso, ma anche momento di ”preparazione alla prospettiva umana della resurrezione”. Come ha ricordato il cardinale Scola, “il lavoro dei sanitari è fondamentale per dare ristoro e per sostenere il cammino  verso l’infinito”.

Presenti all’ospedale diverse autorità civili, il sindaco di Varese, Attilio Fontana, e il vicesindaco Carlo Baroni, oltre agli asessori regionali, Raffaele Cattaneo e Luciano Bresciani. Non mancavano il prefetto Zanzi e il rettore dell’Università dell’Insubria Dionigi. Tra le autorità religiose erano presenti il vicario epicopale monsignor Stucchi e il prevosto monsignor Donnini. A rappresentare i vertici ospedalieri è intervenuto alla cerimonia il direttore generale dell’azienda ospedaliera, Walter Bergamaschi.

16 aprile 2012
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Un commento a “Il cardinale Scola benedice la cappella dell’ospedale

  1. TOBIA il 16 aprile 2012, ore 10:13

    Il Card. Scola è partito dalla quinta opera di misericordia corporale: visitare gli ammalati. Mi chiedo chi tra tutta sta bella gente che lo circondava troverà mai il coraggio e la forza per passare alla sesta opera di misericordia corporale: visitare i carcerati. Quasi la metà dei detenuti è in attesa di giudizio di primo grado. Oltre il venti per cento è detenuto per reato di immigrazione introdotto dalla legge Bossi Fini. La situazione carceraria italiana è da quarto mondo: anche 6 persone in celle di 15 mq.

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