Varese

Storie dell’altra Italia, grande teatro civile a Varese

Un momento dello spettacolo al Cinema Teatro Nuovo

Assolutamente azzeccata la partenza, ieri sera al Cinema Teatro Nuovo di Varese, del cartellone delle iniziative promosse da Anpi Varese. Si è puntato, infatti, sul valore della memoria, del passato in cui il presente affonda le sue radici. E l’inizio delle proposte in vista del 25 Aprile è stato uno spettacolo di teatro civile di alto livello: “Storie dell’altra Italia”, che vede nel ruolo di narratore protagonista il giornalista e scrittore Daniele Biacchessi, impegnato da tempo sulla storia e le storie d’Italia. Sul palco varesino, Biacchessi ci ha raccontato, con toni a tratti indignati, a tratti accorati, a tratti nostalgici per un passato ricco di passioni politiche, un’altra Italia rispetto a quella, putroppo assai più nota, della furbizia, della disonestà, della violenza. Ierina Diabalà, prima che partisse lo spettacolo, a nome di Anpi Varese ha richiamato dal palco le iniziative in programma.

A supportare Biacchessi e ad alternarsi con la sua voce, i marchigiani Marino e Sandro Severini, le due anime dei Gang, e il cantautore e grande chitarrista Massimo Priviero. Un oratorio civile polifonico partito dalla grande ritirata di Russia per giungere fino ai nostri giorni. Un grande affresco di tutti coloro che hanno scelto di partecipare al progresso civile italiano in maniera eticamente lucida e coerente. Un affresco che mette insieme la Resistenza dei fratelli Cervi e la violenza dei nazifasciti subìta nelle varie Ville Tristi d’Italia, poi l’impegno civile di preti coraggiosi come David Maria Turoldo, poi il Settantasette, gli scontri di piazza, con Fausto e Iaio, Varalli e Zibecchi, la lotta alla mafia di magistrati martiri come Falcone e l’esperienza dell’associazione Libera, per terminare con casi inquietanti, la morte di Carlo Giuliani e la morte del giovane Aldrovandi.

Uno spettacolo per rileggere, in modo critico e diverso, la storia del Belpaese. Nonostante la complessità e l’opacità di tanti avvenimenti. Un atto importante, tanto più che, per raccontare l’altra Italia, gli autori si sono affidati al linguaggio popolare del racconto e della melodia.

14 aprile 2012
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