Varese

Il Comune riorganizza una macchina da 950 dipendenti

Palazzo Estense, sede del Comune di Varese

La macchina comunale di Varese è tenuta sotto osservazione. Una macchina complessa, che basa il suo funzionamento su 950 dipendenti, compresi coloro che lavorano nei servizi del Comune, a diretto contatto con i cittadini. Un tema che è stato al centro di un’interessante seduta della Commissione Affari generali, convocata in seguito alle richieste di chiarimento, sfociate in un’interrogazione, del consigliere Sel Rocco Cordì.

Cordì è partito dalla convinzione che la riorganizzazione in corso in questo momento “non si stia facendo carico delle ragioni complessive della macchina comunale, ma risponda alle attese e alle aspettative delle singole parti”. Assenza, dunque, di una strategia, un fatto che si carica di ulteriore tensione per il difficile rapporto dell’amministrazione comunale con le organizzazioni sindacali. Resta il fatto che la macchina comunale deve essere fatta oggetto di una riflessione bipartisan in una fase di confronto sul bilancio comunale, soprattutto perchè “essa incide per il 50% sul bilancio”.

Al consigliere Sel ha risposto l’assessore alla partita, il vicesindaco Carlo Baroni, che ha lanciato un allarme circa i tagli e le normative che impongono ai Comuni scelte ispirate a risparmio ed estrema cautela negli investimenti. “Per me ragionare sulla macchina comunale non significa solo fare riferimento al personale – ha detto Baroni -, ma anche su energia e riscaldamento delle scuole”. Dopo incontri con i vari dirigenti, il Comune formulerà ipotesi sulla riorganizzazione, che verranno sottoposte  ad organizzazioni sindacali e alla stessa Commissione. Assunzioni mirate (per le assunzioni in cassa ci sono  83 mila euro) e attenzione a settori particolarmente critici.

Baroni si è soffermato su alcune questioni che hanno destato grande clamore sindacal-mediatico e polemiche a non finire. A partire dal concorso relativo al capo sezione che doveva sovrintendere alla nuova sezione nata dall’unione di due assessorati prima separati, Servizi Educativi e Servizi Sociali. “Una scelta, quella di avere un capo sezione, nata da necessità di riorganizzazione”. Un capitolo che si è chiuso recentemente con un concorso, che è stato vinto da Marco Vanetti, già in forza ai Servizi sociali di Palazzo Estense. “Un vincitore che ha smentito le voci che davano per favorito qualcun altro. Ma, si sa, spesso chi entra papa, esce cardinale”.

Quanto poi al personale flessibili operativo ai Servizi educativi, il vicesindaco Baroni ha ammesso che non ci sono più risorse per rinnovare i CoCoCo in scadenza. “Avevamo di fronte due possibilità: o esternalizzare il servizio, oppure chiedere ai chi già ci lavora di aumentare volontariamente il monte-ore. Anche in questo caso, una scelta imposta dai tagli e dalla riduzione di fondi dei Comuni”.

Insomma, vita dura per i Comuni, anche per quello di Varese. Con risorse limitate, che impediscono nuove assunzioni, ma, al massimo, lo spostamento di dipendenti, funzionari e dirigenti da un ruolo ad un altro. Un gioco a somma zero, che non può affidarsi a nuove risorse in arrivo da fuori. Una condizione, però, che dovrebbe anche invitare ad un ragionamento su consulenti di altissimo livello e dai significativi compensi che, messe fra parentesi, potrebbero liberare preziose risorse in un momento di vacche magre come questo.

14 aprile 2012
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