Varese

Le sculture di Tomaino dividono Varese. Era ora

Le giovani atlete accanto alla grande mano rossa

Dall’alba un tir e una grande gru hanno pacificamente “invaso” piazza Monte Grappa, il cuore della città di Varese. Sono giunte così nel centro della città le grandi sculture rosse firmate dall’artista ligure Giuliano Tomaino, che in piazza ha seguito passo per passo l’allestimento della grande mostra en plein air voluta dall’Associazione culturale Parentesi, in collaborazione con lo Spazio Lavit e con Palazzo Estense, che ha assistito ai lavori con la presenza, nella centralissima piazza, dell’assessore Simone Longhini.

Tutto questo “rebelot”, salutare e, ahimé, troppo raro, lo si deve all’impegno di Alberto Lavit, che questa mattina, nel corso dei lavori guidati da Tomaino e che si sono svolti seguendo la mappa disegnata dall’archistar ticinese Mario Botta, era ovunque: a fotografare, a dare una mano, a guardare di lontano l’effetto che fa.

Ora le otto grandi sculture rosse, alte anche tre metri, ferro dipinte in rosso, sono state posizionate nella piazza. E hanno diviso la città, che si è accorta, sonnacchiosa, che qualcosa di diverso e di nuovo stava accadendo davanti ai suoi occhi, in controtendenza con l’assoluta carenza, da anni, di eventi d’arte così significativi in città. Un gruppo di anziani, con il giornale sotto il braccio, guarda da lontano le due mani sotto al grande albero al centro della piazza. “Ma cos’è quella roba?”, si chiede uno. “Ma che brutte”, dice l’altro. E intanto si fermano e continuano a guardare, fermi.

Sotto al portico un gruppo di giovani cicliste tedesche si è fermato per fare merenda, brioche e succhi di frutta, ai tavolini di uno dei bar che si affaccia nella piazza. Guardano anche  loro le sculture. Inevitabile la domanda del lesto cronista: “Do you like it?”. “Very nice”, dice una delle atlete, e anche le altre annuiscono. Anche due signore sotto i portici apprezzano: “Ma di chi sono?”. Il lesto cronista spiega e le signore ascoltano interessate.

Era tanto tempo che tutto ciò non accadeva. La città si divide su un fatto culturale, fa attenzione, discute. Al trio Tomaino-Botta-Lavit non si poteva davvero chiedere di più.

13 aprile 2012
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4 commenti a “Le sculture di Tomaino dividono Varese. Era ora

  1. Francesca Amendola via Facebook il 13 aprile 2012, ore 15:21

    Era ora, sì. Non vedo l’ora di scattare foto!

  2. i murun fan l'uga il 14 aprile 2012, ore 00:21

    Questa sera, venerdi 13, il Dr. Danieler Zanzi, al salone estense, ha tenuto inchiodati alla sedia 300 persone per quasi tre ore parlando degli alberi, dei giardini, dei parchi di Varese. Direi che questo è un evento culturale straordinario-
    Ha parlato anche dei box di Villa Augusta e del costruendo pavimento in cemento sotto il Piantone dove pare che nessun vigile urbano o politico bevendo il caffè nel nuovo bar…. si avveda. Relatore valido. pubblico motivato ed attento. Non si vedeva
    tanta bella gente insieme da anni. Poi mettete anche del ferro rosso in piazza Monte Grappa, va bene, va bene, ma perchi?

  3. sara pennacchio il 19 aprile 2012, ore 21:14

    ben vengano le sculture all’aria aperta..colorate..semplici e d’impatto..
    ne aspettiamo altre

  4. alberto lavit il 20 aprile 2012, ore 08:30

    grazie francesca e grazie sara, per ora con la fatica fatta gustiamoci queste sperando che il sole ritorni a noi.

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