Varese

Il Pdl guarda alla politica che nasce dal basso

Da sinistra, Pedroni e Aliprandi

Si svolgerà venerdì 13 aprile alle ore 21.15, a Varese, presso l’Auditorium dei Salesiani (via Cesare Battisti – angolo via San Giovanni Bosco), il dibattito, organizzato dalle tre associazioni culturali espressione delle principali correnti del Pdl varesino: Liberamente Politica, Agorà e Chiave di Volta.

Titolo del confronto è ”Viva la Politica”. Non si tratta di un tradizionale convegno, ma di un evento che si svolgerà secondo una “modalità di comunicazione partecipativa e assembleare”, così come hanno tenuto a precisare gli organizzatori Paolo Aliprandi e Marcello Pedroni che, questa mattina, a Varese, alla sede di Liberamente Politica, hanno presentato l’iniziativa.

“Parlare di politica e dei suoi contenuti in questo particolare momento è già di per sé un fatto clamoroso – ha commentato Aliprandi per “Liberamente Politica” -. L’intenzione è quella di dare voce alla politica che è attiva attraverso fatti concreti e che ha a cuore il bene comune perché davvero a servizio dei cittadini. Una politica che è appunto “viva” perché è sussidiaria e sostiene l’impresa, l’associazionismo e la creatività delle persone”.  “Questo è l’inizio di una serie di gestione comune di eventi organizzati dalle nostre realtà – ha aggiunto Marcello Pedroni per Agorà -. Crediamo che sia proprio questo il momento giusto per fare proposte concrete, ascoltare e dare risalto al protagonismo dei cittadini”.

10 aprile 2012
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2 commenti a “Il Pdl guarda alla politica che nasce dal basso

  1. Ezio Aletti via Facebook il 10 aprile 2012, ore 15:40

    l’intenzione è corretta…il PDL ha consiglieri in comune….faccia vedere alle imprese se alle parole seguiranno i fatti…a partire dalla commissione sulle tariffe ASPEM…

  2. bruno belli il 10 aprile 2012, ore 16:54

    A leggere certe cose c’è da sorridere.

    1) Leggo, infatti, “proposte concrete…risalto al protagonismo dei cittadini”. La politica è, da tempo, protagoniasta solo di se stessa e per se stessa (più attenzione all’uso delle forme e delle parole, cari signori, sopratutto oggi, guardando alla situazione “lega” di questi giorni, che qualcosa dovrebbe insegnare…)

    - senza contare che

    2) “protagonismo” in Italiano ha soltanto accezione negativa ed è affine a tutte le forme di “egocentrismo”, “narcisismo”, “masturbazione fisica e mentale”, soliloquio…

    3) Leggo, poi, “sostiene l’impresa, l’associazionismo e la creatività delle persone” Davvero? Quali? Quelle che possono estrarre la tessera del partito all’occorrenza?
    Perche – fino ad oggi – è così.

    Inutile, pertanto, riempirsi la bocca con la parola “cultura” e con l’aggettivo “culturale” se poi, nell’uso stesso dei termini, si rende ossequio alla famosa marmellata della Sagan!

    Se “Cultura” fosse una signora in carne ed ossa – essendo un soggetto “per bene” – avrebbe già fatto ricorso alla Corte internazionale per i diritti umani ed alla procura della Repubblica per uso indebito del Suo Nome e della Sua Persona, trovandosi sulla bocca di troppi come se fosse una prostituta che si potrebbe “comperare” o “vendere” da parte dei millantatori di contenuti, laddove si trovano soltanto parole, vacue parole che riempiono l’aria stantia di una politica che, per essere realmente cambiata, dovrebbe essere sradicata alla fonte, dai rappresentati più anziani fino ai più giovani militanti di qualunque “partito” che superi il quinquennio di vita.

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