Politica

Scomparsa Miriam Mafai, anima critica della sinistra

La giornalista Miriam Mafai

E’ scomparsa la giornalista Miriam Mafai, editorialista di Repubblica, acuta osservatrice della società e della politica italiane. Una lunga carriera nel mondo della carta stampata e diversi volumi sulla storia del Paese e della sinistra.

La Mafai era nata a Firenze nel 1926. Aveva partecipato alla resistenza antifascista a Roma nelle file del Pci. Dopo la Liberazione ha continuato l’attività politica militando nella vita e nella professione. Dal 1983 al 1986 è stata presidente della Federazione nazionale della stampa. Separata con due figli, agli inizi degli anni Sessanta Miriam Mafai incontrò Giancarlo Pajetta, il “ragazzo rosso” e uno dei più attivi protagonisti del Pci. Un lungo amore, che segnò profondamente la vita dei due personaggi.

Una vita, quella di Miriam Mafai, dedicata ad un giornalismo di altissimo livello. La sua carriera è iniziata alla fine degli anni ’50, come corrispondente a Parigi per la rivista Vie Nuove. Tornata in Italia ha iniziato a scrivere per l’Unità e altri importanti quotidiani italiani. Ha contribuito alla nascita de la Repubblica nel 1976, di cui è diventata editorialista. E’ stata direttore del settimanale Noi donne.

Intensa anche l’attività saggistica: osservatrice sensibile della società italiana e dei suoi cambiamenti (Diario italiano 1976-2006 edito da Laterza nel 2008), ma anche analista puntuale del comunismo in Italia (Dimenticare Berlinguer. La Sinistra italiana e la tradizione comunista, 1996 e Botteghe oscure, addio, 1997). Con quest’ultima opera ha vinto il Premio Cimitile, nel 1996, mentre nel 2005 ha vinto il Premio Montanelli, per la sua attività votata allo sviluppo della cultura italiana del ’900, con particolare attenzione al mondo femminile

9 aprile 2012
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi