Politica

Lega nella tempesta. Dalle indagini soldi a figli di Bossi

La sede della Lega in via Bellerio

Esce un’immagine davvero deprimente del Carroccio dalle indiscrezioni relative alle indagini in corso sul partito di Umberto Bossi condotte da ben tre Procure italiane. Il tesoriere della Lega Francesco Belsito avrebbe foraggiato coi soldi dei rimborsi elettorali i figli di Bossi e Rosi Mauro.

Dopo la lunga perquisizione di Carabinieri e Guardia di Finanza nella sede leghista di via Bellerio a Milano, è stata la volta della cassaforte del tesoriere leghista Belsito a Montecitorio. Secondo i magistrati che stanno conducendo le indagini che vogliono verderci chiaro dentro il Carroccio, nella cassaforte si trovavano documenti “utili all’indagine”. Belsito, ieri, aveva consegnato la chiave agli inquirenti.

Intanto emergono dettagli gravissimi dalle indagini. Dagli atti emergerebbe, secondo indiscrezioni, che Belsito avrebbe prelevato oltre 200mila euro per le spese personale dei figli di Bossi, mentre 200-300mila euro sarebbero state prelevate per le spese del SinPa, il sindacato padano fondato da Rosi Mauro. Interrogate dai magistrati di Milano, di Napoli e di Reggio Calabria la segretaria di Bossi, Daniela Cantamessa, e Nadia Dagrada, dirigente amministrativo e responsabile del settore gadget della Lega.

Inoltre i magistrati sospettano che Belsito abbia utilizzato il denaro del partito – ottenuto anche con finanziamenti pubblici come i rimborsi elettorali - per operazioni economiche con società di imprenditori a lui legati e per il trasferimento in Tanzania e a Cipro di fondi della Lega – si parlerebbe di sei milioni di euro – nel quale risulta coinvolto un personaggio legato alla ‘ndrangheta. Si tratta di Romolo Girardelli che oggi, in un’intervista, ha detto di non aver “segreti” e di non conoscere “gli affari di Belsito”. I magistrati sospettano però che i fondi possano essere stati utilizzati anche per ristrutturare la casa di Bossi a Gemonio e per finanziare la campagna elettorale regionale del figlio Renzo.

Per oggi è stato convocato un Consiglio federale del Carroccio in via Bellerio con l’obiettivo di sostituire il tesoriere del partito. Ma certamente al centro della riunione si discuterà anche del terremoto giudiziario che ha colpito il partito di Bossi.

5 aprile 2012
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3 commenti a “Lega nella tempesta. Dalle indagini soldi a figli di Bossi

  1. Mario Martone via Facebook il 5 aprile 2012, ore 06:39

    Umberto Bossi deve lasciare la guida del partito a Roberto Maroni

  2. Garibaldi Brigata il 5 aprile 2012, ore 12:14

    Si avvicina l’inutile celebrazione del 25 aprile 1945. Poi verrà il primo maggio.
    Sentiremo tante ripetute parole. Il giorno dopo sara’ tutto come prima, peggio di prima. Questa della lega è solo una triste storia, ultima di una Partitocrazia vera espressione del suo elettorato. Nessuno è disposto a salire in montagna, e questa è la prova che la gente sa lamentarsi, a parole. Son piu’ dignitosi i greci e gli spagnoli di noi italiani.

  3. Secondino Tranquilli il 5 aprile 2012, ore 13:07

    Come se tutto ciò fosse un’assoluta novità: da anni i leghisti che condannano “Roma ladrona” ne hanno imparato i trucchi e i modi per foraggiarsi. Uno scandalo che è solo una conferma di quanto la Lega è ormai un partito ipocrisia.

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