Milano

Assemblea Anci, Fontana: ci commissarino tutti

“La situazione in cui versano i Comuni è di grande confusione, perché siamo di fronte a un quadro che viene modificato di giorno in giorno con metodi diversi”. Così Attilio Fontana, sindaco di Varese e presidente di Anci Lombardia, ha aperto ieri a Milano l’assemblea straordinaria dei Comuni lombardi “Salviamo i Comuni, salviamo l’Italia”.

Secondo Fontana l’incertezza che grava sull’ammontare del gettito Imu rende impossibile “presentare un bilancio di previsione, dato che fino al 31 dicembre non sapremo quali somme scrivere in bilancio”. Sull’Imu il presidente di Anci Lombardia ha sostenuto che “bisogna chiarire che da questa tassa deriverà una riduzione del gettito per i Comuni. Con questa imposta inoltre i sindaci non fanno i sindaci ma svolgono un ruolo di esattore per conto del governo”.

Fontana ha quindi dichiarato di sostenere la proposta di Anci secondo la quale ai Comuni dovrebbe essere destinato l’intero gettito Imu al posto dei trasferimenti statali. Il presidente di Anci Lombardia ha affrontato il tema del Patto di stabilità, che deve essere necessariamente rivisto perché i suoi vincoli frenano “la ripresa economica e lo sviluppo delle città”, e si è soffermato sul ritorno della tesoreria unica “che ha tolto ulteriori risorse ai comuni e ha umiliato le amministrazioni locali, viste quali soggetti privi di autonomia”.

Il sindaco di Varese ha quindi evidenziato che “siamo di fronte ad un silenzio assordante sulle riforme perché tutto è stato accantonato, a cominciare dal federalismo”. Concludendo il suo intervento Fontana ha lanciato una provocazione: “a questo punto, visto che oltretutto siamo in un momento di democrazia limitata, che ci commissarino tutti, in modo da eliminare anche questa finzione di democrazia”.

Tra gli amministratori presenti sono intervenuti il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia. Per Pisapia questo è il momento “di passare dalla protesta e dalla proposta all’azione concreta” perché “c’è un disagio sociale forte e gli enti locali sono allo stremo”. Il sindaco di Milano ha auspicato una “mobilitazione per l’equità fiscale e sociale e per evitare scelte che destano profonde perplessità sotto il profilo costituzionale, dato che l’articolo 119 della Carta costituzionale stabilisce l’autonomia finanziaria degli enti locali.

Graziano Delrio, presidente nazionale di Anci, ha concluso i lavori evidenziando che la resistenza degli amministratori locali di fronte ai tagli e alle difficoltà, mostra come i sindaci siano “la migliore classe dirigente del paese, che dà segnali di responsabilità e che è stata capace, in 7 anni, di contribuite a risanare i conti dello stato per 13 miliardi di euro, i nostri bilanci non sono solo in pareggio ma sono tutti in avanzo”. Per questo “non posso accettare la predica sul rigore, perché è grazie alla nostra azione che si costruisce l’unità nazionale”. Per Delrio “ormai solo noi sindaci teniamo al federalismo ma, considerando la situazione attuale, è necessario pensare alla crescita e all’equità e per questo serve la libertà di gestione degli enti locali perché i vincoli imposti dal patto di stabilità fanno male al Paese”. Delrio ha quindi richiamato l’attenzione dei presenti alla grande responsabilità dell’azione amministrativa perché “di fronte a chi ogni giorno ci chiede aiuto non possiamo scrollare le spalle”. Parlando dei rapporti con il governo, il Presidente di Anci ha dichiarato che l’associazione si aspetta risposte sui temi dell’Imu e del Patto di stabilità e che, se non dovessero esserci segnali, “romperemo la collaborazione istituzionale fino a ora dimostrata”. Delrio ha quindi concluso sostenendo che “il nostro impegno non terminerà ma per ricostruire l’anima e il cuore del Paese non dovremo più avere le mani legate dietro la schiena”.

5 aprile 2012
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